Nelle valli del Trentino, un centinaio di forti austro-ungarici ricorda la Grande Guerra 1915-’18. Pochi sono spettacolari come quelli a picco su Riva, su Torbole e sulle acque azzurre del Garda. L’itinerario, fattibile tutto l’anno, è tratto dai miei Cammini e sentieri nascosti d’Italia.

Dislivello: 300 metri
Tempo: 3 ore a/r
Difficoltà: E

D’inverno si va in Trentino per sciare, o per divertirsi in altri modi con la neve. Ma sulle rive del Lago di Garda, il più vasto d’Italia, il clima resta mite per buona parte dell’anno, e permette di camminare, arrampicare o andare in bicicletta con piacere. Lo dimostra questo spettacolare itinerario a picco sull’azzurro, che sale tra gli ulivi, con vasti panorami, da Riva del Garda e dalla sponda del lago verso tre dei più spettacolari dei tanti fortilizi austro-ungarici del Trentino. Mentre il Forte San Nicolò (accanto alla strada), il Forte Garda e la Batteria di Mezzo sono stati restaurati, i pochi ruderi del Forte Sant’Alessandro sono circondati dalla fitta vegetazione.

Dal centro di Riva del Garda si segue la strada per Torbole fino al porto turistico di San Nicolò (65 metri). Si può arrivare anche a piedi, oppure con un bus di linea. Accanto al posteggio è il Forte San Nicolò. Alle sue spalle, si sale per una scalinata e poi per un sentiero indicati dai segnavia del Sentiero della Pace, toccando una serie di spettacolari belvedere a picco sulle acque del lago.

Il sentiero segnato costeggia le mura Forte Garda (185 metri, 0.30 ore, un viottolo a sinistra conduce all’ingresso), costeggia gli uliveti del versante di Riva, e sale a svolte fino alla Batteria di Mezzo (350 metri, 0.30 ore), belvedere verso Arco e le Dolomiti di Brenta, che segna spesso la conclusione della gita.

Per una carrareccia si raggiunge una strada che sale a mezza costa, e che si può seguire in discesa tornando direttamente alla base. Proseguendo quasi in piano per la strada, e poi per un sentiero indicato da un cartello, si arriva ai pochi resti del Forte Sant’Alessandro (360 metri, 0.45 ore), tra fitta vegetazione.

Si torna per la stessa via al bivio sotto alla Batteria di Mezzo, e si continua a scendere per la strada, tra splendidi uliveti, toccando gli ingressi di alcuni tunnel austro-ungarici. Ritrovato il sentiero di salita lo si segue fino al punto di partenza (1.15 ore).