Dislivello: da 650 a 730 m
Tempo: da 3.30 a 4 ore a/r
Difficoltà: EE

L’itinerario che sale dalla Koča na Mangrtu, accogliente rifugio in territorio sloveno, fino ai 2677 della cima attraversa più volte il confine e corre a picco sulla Foresta di Tarvisio. I tratti attrezzati sono facili, il kit da ferrata è consigliato solo ai meno esperti, o a chi porta con sé i bambini.

La conca ai piedi del Mangart e il rifugio si raggiungono in auto per la ripida strada asfaltata a pedaggio che inizia poco a est del Passo del Predil, tra Cave del Predil in Italia e Bovec (Plezzo) in Slovenia. La maggioranza degli escursionisti posteggia l’auto sulla strada (2030 m circa) poco a monte della Forcella della Lavina, accanto allo spartiacque. Se si parte a piedi dal rifugio (1906 metri) occorrono 0.15 ore di più
Il sentiero, ampio ed evidente, costeggia sul versante sloveno il confine, aggira per rocce levigate la vetta del Travnik, e torna in cresta alla Forcella del Mangart (2166 m, 0.30 ore), dove ci si affaccia sul ripido versante italiano.
Si sale per ghiaie, si lascia a destra la diramazione per la ferrata slovena e si toccano una conca (2273 m, 0.30 ore) e la base del tratto attrezzato. Seguendo le corde fisse si supera un canalino, e poi si obliqua a sinistra, tagliando obliquamente, in territorio italiano, il versante settentrionale del Mangart.
Un sentierino sulle ghiaie riporta alla cresta di confine (2485 m, 0.30 ore). Si piega a destra, si sale per la cresta ghiaiosa, poi ci si sposta a sinistra sul versante sloveno. Una salita in diagonale, un canalino e dei tornanti portano all’amplissima vetta (2677 m, 0.30 ore). Il panorama sulle Alpi Giulie e la Foresta di Tarvisio è straordinario. La discesa richiede 1.30 ore fino alla strada, e altre 0.15 ore fino al rifugio.