Il rifugio della Sezione di Roma del CAI che ricorda l’alpinista e sciatore Vincenzo Sebastiani è una delle mete più classiche dell’Appennino centrale. Nello scorso ottobre il rifugio ha compiuto 100 anni di vita, nei due anni precedenti la struttura è stata ampliata e resa molto più accogliente, per i visitatori e per chi ci lavora, a iniziare dalla carissima Eleonora Saggioro.
Vale la pena di descrivere nuovamente il facile ma lungo itinerario che lo raggiunge da Campo Felice, e la ripida prosecuzione verso la vetta del Costone.
D’inverno, quando la strada del Piano di Pezza è chiusa, quasi sempre si sale al rifugio partendo dall’hotel-rifugio Alantino, al margine di Campo Felice, con un itinerario lungo ma con dislivello contenuto. Il percorso può essere seguito a piedi, con le ciaspole o con gli sci.

Per salire dal rifugio al Costone orientale, meraviglioso belvedere, occorrono invece la piccozza e i ramponi. Per informazioni sulle aperture consultate www.rifugiovincenzosebastiani.it, o la pagina Facebook del rifugio.

L’ITINERARIO

Dislivello: da 450 a 740 metri
Tempo: da 3.30 a 6.30 ore a/r
Difficoltà: E fino al rifugio, EE/F la salita alla cima

Dal casello di Tornimparte della A 24, oppure da Casamaina o dall’Altopiano delle Rocche, si raggiunge l’hotel-rifugio Alantino (1550 metri), all’inizio delle piste da fondo di Campo Felice. Si posteggia prima del piazzale dell’albergo.
Prima del ponte delle piste, inizia sulla sinistra una ben visibile strada innevata che supera in diagonale un gradino, e poi continua a saliscendi, accanto alla pista da fondo, fino alla vecchia miniera di bauxite della Valle Leona (1641 metri, 1 ora). Fin qui, in condizioni estive (o invernali senza neve), si può arriva re anche in auto.Si continua sul tracciato che sale con qualche svolta, entra nella faggeta e poi attraversa una conca. Un’altra rampa, abbastanza ripida, porta a uscire dal bosco, di fronte al vasto Piano del Puzzillo e alla parete rocciosa del Costone occidentale. Si entra nel pianoro, si passa sotto a un grande rifugio di pastori e si raggiunge un bivio (1840 metri).
Si va a sinistra per un valloncello, si scavalca un crinale si scende in una conca e si riprende a salire avvicinandosi gradualmente alla vetta della Cimata di Pezza. Alla fine si fino al rifugio Sebastiani (2102 metri, 3 ore). Si può anche passare più a destra, seguendo la strada sterrata estiva, invisibile con la neve, che sale più dolcemente per degli ampi valloni innevati, avvicinandosi alla parete del Costone.
Il terrazzo naturale del rifugio è un belvedere sui valloni del Velino, la catena del Gran Sasso e le vette del Sirente e della lontana Maiella. Per salire alla vetta orientale del Costone si riprende a salire nella conca sopra al rifugio, si esce a sinistra su una cresta e la si risale (tratto ripido, attenzione) fino sbucare sulla cima del Costone orientale (2271 metri, 1 ora a/r), magnifico belvedere. La discesa dal rifugio richiede 1.30 ore fino alla Valle Leona, e 1 ora da questa all’hotel-rifugio Alantino.

Stefano Ardito Escursioni invernali nell’Appennino centrale, Idea Montagna 2021

Stefano Ardito, Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, Iter 2018