Roma, 25 gennaio 2023 ore 19, “Il Pitigliani” Centro Ebraico Italiano, Via dell’Arco dei Tolomei 1

Le “leggi razziali”, volute da Mussolini nel 1938 per cementare l’alleanza dell’Italia fascista con la Germania di Hitler, restano una vergogna e una ferita profonda nella nostra storia. A seguito di questi provvedimenti, i soci ebrei (“non ariani” nell’orrida terminologia del tempo) sono stati espulsi (anzi “epurati”) da quello che all’epoca si chiamava Centro Alpinistico Italiano.

Un anno fa ho raccontato sul “Messaggero” e su “Montagna.tv” l’importante ricerca dell’amico e collega Lorenzo Grassi sui soci ebrei espulsi dalla Sezione dell’Urbe del CAI a seguito delle leggi razziali. Tra i pochi di cui conosciamo il nome è Agnese Ajò, appassionata sciatrice e moglie dell’alpinista Enrico Iannetta. Incredibilmente, i soci espulsi tra il 1938 e il 1939 non sono stati riammessi dopo il ritorno della democrazia in Italia.

Dopo l’uscita dei miei articoli, il CAI nazionale si è impegnato seriamente sul tema, e lo stesso ha fatto la Sezione di Roma. L’incontro del 25 gennaio, due giorni prima della Giornata della Memoria, è l’inizio di un percorso che porterà a individuare tutti i soci espulsi 84 anni fa, e a riammetterli alla memoria.

Oltre a Lorenzo Grassi e al sottoscritto, interverranno Antonio Montani (Presidente generale del CAI), Noemi Di Segni (Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane), Ruth Dureghello (Presidente Comunità Ebraica di Roma), Giampaolo Cavalieri (Presidente Sezione di Roma del CAI), Angelo Soravia e Fabrizio Russo (Consiglio Centrale del CAI) e Livia Steve (CAI Roma), che con il suo impegno ha reso possibile questo evento.

Merita un ringraziamento speciale Vincenzo Torti, presidente generale del CAI un anno fa, che ha capito subito l’importanza di questo gesto. Resta aperta la questione della ferrata Brizio del Gran Sasso, intitolata all’uomo che ha firmato le espulsioni, e che potrebbe essere dedicata a una o più delle vittime delle epurazioni fasciste.