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Lo spettacolare anfiteatro naturale dell’alta Val Martello, sorvegliato dal Cevedale (nella foto) e da altre cime imponenti, è uno dei settori del Parco Nazionale dello Stelvio che più si sono trasformati negli ultimi decenni a causa della sempre più rapida riduzione dei ghiacciai.

Un frequentato sentiero sale dai vasti posteggi alla fine della strada allo storico rifugio Corsi (Zufall Hütte), e prosegue fino al moderno rifugio Martello. Entrambi sono punti di partenza per ascensioni e traversate di grande interesse. Notevole il contrasto tra il modernissimo ponte sospeso che scavalca le cascate, e la diga di pietra costruita nel 1893 per evitare inondazioni rovinose.

  • Dislivello: 600 m
  • Tempo: 3.30 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: da giugno a ottobre

Da Martello (Martell) e dai centri di fondovalle di Ganda (Gand) e Transacqua (Ennewasser) si risale la Val Martello fino al termine della strada (2050 m) e ai posteggi a pagamento affiancati dai rifugi-albergo Genziana e Schönblick e dall’Hotel Paradiso, in abbandono. Fin qui, in estate, si può anche arrivare in bus.

A piedi, traversati i posteggi, si inizia a salire verso destra, sull’ampio viottolo (segnavia bianco-rossi 150 e 151) che si alza in direzione dei rifugi. Il tracciato alterna dei tratti comodi a dei gradini ripidi e rocciosi. Raggiunto un terrazzo da cui si vede il rifugio Corsi, si lasciano a sinistra delle diramazioni per alcuni belvedere sulla gola del Rio Plima.

Si passa ai piedi di una bastionata rocciosa, si lascia a sinistra il ponte sospeso sul Rio Plima, si tocca un rudere e si sale al rifugio Corsi (Zufall Hütte, 2245 m, 0.45 ore). Sul dosso a monte del rifugio sorge una chiesetta.

Si riparte sul sentiero (segnavia 150) che inizia a sinistra della chiesetta, risale un canalone sassoso, e piega a sinistra traversando dei panoramici terrazzi. Superate delle scale di legno, si raggiunge un dosso in vista della spettacolare cascata formata dall’emissario della Vedretta Alta. Verso destra, in breve, si raggiunge un bivio (2318 m, 0.15 ore) all’estremità della grande diga di pietra costruita nel 1893 per evitare inondazioni causate dal lago glaciale del Cevedale.

Si lascia a destra un sentiero per il lontano rifugio Casati, si traversa la diga, ci si avvicina alla cascata, si supera un ponte sul Rio Plima e si continua in piano in direzione del Cevedale e dei suoi ghiacciai. Il sentiero (segnavia 103) piega a sinistra, e risale a tornanti un ripido gradino di erba e massi. Si esce verso sinistra su dei pendii morenici, poi si torna a destra fino al rifugio Martello (Marteller Hütte, 2610 m, 1 ora).

La prosecuzione fino al margine (2940 m) della Vedretta Alta, dov’è un laghetto glaciale in cui si riflettono il Cevedale, il Gran Zebrù e l’Ortles, richiede altre 2 ore a/r dal rifugio. In discesa si torna per la via dell’andata al rifugio Corsi (1 ora). Si ridiscende al rudere, si va a destra a un bivio, e si attraversa il nuovo ponte sospeso sul Rio Plima, oltre il quale è un belvedere sulle cascate.

Si continua a scendere sulla destra orografica della gola (segnavia 31 e 37), raggiungendo con delle brevi deviazioni due belvedere metallici sulla gola. Da uno slargo con cancello di legno si piega a sinistra (indicazioni per il rifugio Genziana), si traversa un ponte e si torna al punto di partenza (0.30 ore).

Stefano Ardito Sentieri dello Stelvio, Idea Montagna 2018