Il Monte Crepacuore, che raggiunge 1997 metri di quota, segna il margine orientale del Parco dei Monti Simbruini, e si raggiunge comodamente dal pianoro e dai brutti edifici di Campo Catino. Il Sentiero dei Fiori, che aggira il Peschio delle Cornacchie, traversa delle splendide faggete e offre una bella alternativa alla via normale, che consigliamo di seguire al ritorno. Peccato per i numerosi cartelli in abbandono (alcuni sono del WWF!) che dovrebbero essere rimossi al più presto.
Qualunque itinerario si segua, l’escursione da Campo Catino al Monte Crepacuore, a causa dei dislivelli, è un po’ più lunga di quel che potrebbe sembrare dando un’occhiata poco attenta a una mappa. Al ritorno, è particolarmente faticosa la risalita dalla Fonte alla Sella del Pozzotello, da cui si scende verso il punto di partenza.
Nelle giornate serene, dalla vetta e dalle creste, lo sguardo spazia verso la Val Roveto, i monti del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e – dall’altra parte – in direzione della Ciociaria e della costa del Tirreno. Sulla vetta del Crepacuore sono un cippo di confine ottocentesco in pessime condizioni e una croce innalzata da qualche anno.
- Dislivello: 410 m
- Tempo: 3 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da maggio a novembre
Da Guarcino si sale in auto al piazzale di Campo Catino (1795 m), in fondo al quale appare il Monte Viglio. Seguendo i segnavia si scende sul pianoro, e si piega a destra per una carrareccia che tocca la base di uno skilift, traversa un fosso, diventa più visibile e risale con due tornanti a un largo crinale ghiaioso (1874 m) ai piedi del roccioso Peschio delle Cornacchie.
Da un cartello, lasciata la carrareccia, si scende oltre il crinale (segnavia) per un sentiero che scavalca un crinale secondario, e poi scende con una ripida rampa nella conca ai piedi della parete del Peschio. Traversata una valletta erbosa (1810 m) si entra nella faggeta facendo attenzione alla segnaletica.
Il tracciato diventa più evidente, tocca i resti arrugginiti di vari cartelli del Sentiero dei Fiori, sale su terreno roccioso ed entra in piano nel Vallone del Pozzotello, che si risale verso la omonima Fonte (1852 m). Prima di raggiungerla si piega a sinistra, sul sentiero che aggira il Peschio delle Ciavole e raggiunge il Valico della Selvastrella (1866 m), dove la Via dei Lupi scende verso Morino.
Il sentiero continua a mezza costa, sale per un valloncello erboso e continua sulla cresta fino al Monte Crepacuore (1997 m, 1.30 ore), dove sono una nuova croce e un vecchio cippo di confine in pessime condizioni. Il panorama è vastissimo.
Al ritorno, tornati alla Fonte del Pozzotello, si sale per una ripida rampa ghiaiosa alla Sella del Pozzotello (1940 m), dove ci si riaffaccia sulla Ciociaria. Si scende per la strada sterrata, si sale a sinistra alla scultura del Cacciavento, poi si continua sul crinale, scavalcando il Monte Vermicano (1948 m) e tornando al punto di partenza (1.30 ore).
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