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Tra i campi e i boschi dell’Appennino Emiliano, a nord di Gaggio Montano, si alza un monumento sorprendente. Due luminosi archi bianchi, disegnati dalla scultrice Mary Vieira e installati ai piedi del Monte Castello nel 2004, ricordano l’impegno nella Campagna d’Italia dei 25.000 militari della FEB, la Fôrça Expedicionária Brasileira, sbarcati a Napoli nell’estate del 1944 e protagonisti di durissimi scontri, nell’inverno successivo, sull’Appennino tra la Toscana, l’Emilia e il Piemonte.

Le battaglie più dure degli uomini della FEB, tra il novembre del 1944 e il febbraio del 1945, furono combattute per il possesso della dorsale intorno ai mille metri di quota che unisce il Monte Belvedere al Monte Castello, e al centro della quale si alza il Santuario di Ronchidòs, che ricorda gli emigrati partiti da queste zone.  

Sul Monte Belvedere, dove si leggono ancora sul terreno le tracce delle trincee e dei camminamenti costruiti dai militari della Wehrmacht, il grosso dello sforzo su a carico delle truppe da montagna  della Decima divisione USA, affiancate da formazioni di partigiani locali. Sia i caduti americani sia i combattenti italiani, tra i  sono ricordati da cippi. Toni Giuriolo, partigiano di origine vicentina ucciso nella zona nel 1944, è stato ricordato da Carlo Azeglio Ciampi come “un uomo che credeva nella religione della libertà”.

Il Monte Castello, che si alza all’estremità orientale della dorsale, fu attaccato per la prima volta il 24 novembre del 1944 da americani, inglesi e brasiliani. Altri due attacchi, entrambi falliti, furono realizzati a dicembre. La montagna passò in mano alleata solo il 21 febbraio 1945 nel corso delle operazioni legate al Piano Encore, l’ultimo tentativo alleato di sfondare il fronte prima della primavera

Interventi delle province di Bologna e di Modena hanno riportato alla luce le opere della Linea Gotica sul Monte Castello e sul Monte Belvedere. I sentieri segnati dalla Sezione CAI dell’Alto Appennino Bolognese permettono di compiere un bell’anello che inizia da Gaggio Montano, raggiunge il Monte Belvedere, percorre interamente il crinale e poi torna al punto di partenza a mezza costa. Ai piedi di Monte Castello si tocca il monumento ai militari della FEB.

  • Dislivello: 700 m
  • Tempo: 5.30 ore
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: da aprile a novembre

Dalla Piazza Brasa e dal Municipio di Gaggio Montano (578 m) si seguono i segnavia CAI 157 che salgono al nucleo antico del paese. Una ripida deviazione, con 155 gradini, conduce alle rovine del Castello, sovrastate da un monumento del 1952, che offrono un eccezionale panorama.

Ritrovati i segnavia si sale alle case di La Docciola (fontana), si incrocia la strada per il Santuario di Ronchidòs, e si prosegue per ripidi viottoli nel bosco fino a una radura e poi alle case di Montilocco (907 m, 1 ora). Si continua a salire, si va a destra a un bivio (950 m), si esce dal bosco e si raggiungono gli edifici di Santa Filomena (1073 m, 0.30 ore).

Un percorso più comodo porta al crinale, che si segue a sinistra (segnavia n. 345) fino al Monte Belvedere (1138 m, 0.30 ore), da cui appaiono vette e valli dell’Appennino. Da vedere una porta del castello medievale e il memoriale della Decima divisione USA.

Si torna indietro sul crinale, si lascia a destra il percorso di salita, e si continua toccando varie postazioni tedesche e aggirando il Monte Gorgolesco fino alla chiesa di Ronchidòs (1045 m, 0.45 ore), circondata dalla pineta. Poco a valle, accanto alla strada, è il memoriale che ricorda la Brigata partigiana Giustizia e Libertà.

Il sentiero prosegue a saliscendi, lascia a destra un altro tracciato per Gaggio, si affaccia sulla Valle del Panaro e il Monte Cimone e raggiunge un bivio (1020 m, 0.30 ore) dove si va a destra. Un percorso a mezza costa ai piedi delle rocce e delle postazioni tedesche del Monte Torraccia riporta a un fitto bosco. Una salita porta al Monte Castello (979 m, 0.30 ore), dove accanto ai resti di un caposaldo tedesco sono tratti di mura di un fortilizio medievale.

Il sentiero scende nel bosco fino a un ponte e a un bivio da cui si può scendere alle case di Abetaia (778 m), con bar-ristorante e fermata di bus. Proseguendo a destra su una carrareccia (segnavia 347) ci si affaccia sui campi dov’è il monumento alla FEB, che si raggiunge in breve (780 m, 0.30 ore) aggirando un’azienda agricola.

Si riparte sulla strada sterrata, si ritrova il percorso segnato, e lo si segue fino a una strada sterrata. La si segue a destra, la si lascia (736 m) e si continua lungamente a mezza costa toccando un’azienda agricola (Ca’ di Corazza). Superato un vallone si tocca il cimitero e si scende a Gaggio Montano (1.15 ore).