Il rifugio di Iorio, sul confine tra il Lazio e l’Abruzzo, il rifugio di Jorio è una delle più classiche mete del Parco. Costruito poco dopo la nascita dell’area protetta, a lungo abbandonato e ormai quasi in rovina, può essere raggiunto da Pescasseroli, dalla Vallelonga o dal versante laziale.
Descriviamo il classico e piacevole sentiero che inizia dal rifugio dell’Aceretta, dove termina la strada che inizia da Villavallelonga, si affaccia sulle piste da sci di Pescasseroli (per chi ama i paesaggi integri è uno choc!) e raggiunge a saliscendi il rifugio. In discesa, senza tornare alle piste, ci si tuffa nella splendida faggeta del Vallone Acquaro, che riporta al punto di partenza.
Chi cerca un itinerario più lungo può proseguire sulla panoramica cresta oltre il rifugio di Iorio. Ricordo che ad agosto, per evitare disturbo alla fauna, il tratto oltre il Valico Valcallano è accessibile solo in gruppo, con guida e prenotazione. I colori autunnali sono splendidi, la zona è molto frequentata dalla fauna del Parco, e in particolare dal cervo e dall’orso.
- Dislivello: 640 m
- Tempo: 4 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da maggio a ottobre
Da Villavallelonga si segue la strada di fondovalle che tocca il cimitero e la Fonte Tricaglio, e raggiunge la chiesetta della Madonna della Lanna (1056 m, 5,4 km dal paese), dove si entra nel Parco. Si continua sulla strada superando una seconda fonte e il bivio per Fonte Astuni, si affaccia nella conca dei Prati d’Angro, dominati dal Monte Marcolano, e termina accanto al rifugio e al fontanile dell’Aceretta (1230 m, 5 km dalla Madonna della Lanna). A sinistra sono una croce e una statua di San Giovanni Paolo II.
A piedi si segue una carrareccia pianeggiante (segnavia B1), e poi si inizia a salire per un suggestivo sentiero tra i faggi. Un tratto a mezza costa porta a una conca e al fontanile superiore dell’Aceretta (1415 m), in abbandono e privo d’acqua.
Il sentiero rientra nel bosco, e continua a salire a tornanti, superando dei tratti ripidi. Un’ultima rampa porta al Valico dell’Aceretta (1686 m, 1.45 ore), dove ci si affaccia su Pescasseroli, il Vallone Pesco di Iorio e il Monte Marsicano. Oltre il valico passa la larga pista da sci che scende dal Monte delle Vitelle.
Si imbocca a destra una carrareccia (freccia, segnavia B4) che traversa la faggeta del versante sud-orientale di Monte Ceraso. Ci si affaccia su una nuova pista da sci, la si traversa in salita (sentiero poco visibile, attenzione!), e si rientra nel bosco. Un tratto in piano nel bosco porta a un ripido pendio erboso, che si attraversa in piano, in vista del rifugio di Jorio e del roccioso Balzo dei Tre Confini alla sua destra.
Da un crinale (1744 m) si scende con due diagonali al Valico Valcallano (1697 m), raggiunto dal sentiero del Vallone Acquaro (a destra, ci passeremo al ritorno) e da quello che sale da Pescasseroli. Si sale con un tratto ripido nel bosco, si piega a sinistra sotto a degli spuntoni rocciosi e si traversa un panoramico ghiaione.
Un’altra rampa verso destra porta al crinale, che si segue a sinistra fino al rifugio di Jorio (1830 m, 0.45 ore). Il panorama include le vette più alte del Parco, dal Marsicano al Petroso, sul versante laziale spiccano il Monte Serrone e il profondo Vallone Carbonara. Se la stagione lo consente, i segnavia C5, che iniziano dal rifugio, conducono in cresta verso il Picco e il Monte La Rocca.
In discesa, tornati al Valico Valcallano, si piega a sinistra seguendo i segnavia R7, che scendono nel Vallone Acquaro. Si scende nel ripido solco di fondovalle, e questo si apre si continua facendo attenzione ai segnavia, perché il sentiero è a tratti poco visibile. Dopo una strettoia sinuosa si trova una strada sterrata, ci si tiene a sinistra a un bivio e si continua lungamente a mezza costa, in ambiente piacevole e senza possibilità di errore. Alla fine si sbuca sui Prati d’Angro, e si torna a destra fino al punto di partenza (1.45 ore).
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