Il Sacrario di Redipuglia, che ospita i resti di oltre 100.000 caduti (un terzo di loro è senza nome) è il più noto tra i cimiteri di guerra italiani della Prima Guerra Mondiale. Costruito tra il 1935 e il 1938, accoglie il visitatore con le tombe del Duca d’Aosta, comandante della 3ª Armata, e dei suoi generali, e prosegue con una imponente gradinata in pietra bianca del Carso.
Poco a est del Sacrario, l’altopiano del Monte Sei Busi, che prende il nome dalle sue doline calcaree, ha segnato fino al 1917 il limite dell’avanzata italiana verso Trieste, e ha visto sorgere un’imponente trincea fortificata (nella foto), nel timore di un contrattacco austro-ungarico. Se si torna indietro da qui la passeggiata alla scoperta di questo angolo del Carso è breve e comoda. In alternativa si può continuare fino a Doberdò, punto massimo dell’avanzata italiana nel 1916, e al suo Lago tutelato da una Riserva naturale.
- Dislivello: 100 m
- Tempo: 1.45 ore a/r
- Difficoltà’: T
- Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera
L’ingresso del Sacrario (25 m), di fronte al quale è il Parco del Ricordo, con i suoi memoriali, è accanto alla statale 305, poco a nord dell’abitato di Redipuglia (Sredopolje in sloveno) e del casello di Redipuglia della A4. La stazione FFSS di Fogliano-Redipuglia è a poche centinaia di metri.
Si inizia la camminata entrando nel recinto del Sacrario, costruito in pietra bianca del Carso, e passando davanti alle sepolture del Duca d’Aosta e dei suoi generali. Poi si risale la gradinata che conduce alla sommità (86 m), dove spiccano tre grandi croci. Dal retro si accede alla Cappella, dedicata alla Terza Armata, e al Museo che è diviso in due sale.
Un cancello consente di uscire dalla Zona Sacra, dove una strada asfaltata, tra fitta vegetazione, porta in breve a un bivio con cartelli (75 m). Si va a sinistra, in salita e poi in piano, seguendo i segnavia del Walk of Peace (Pot Miru) e di altri itinerari e incrociando un sentiero segnato che collega Sagrado d’Isonzo e Fogliano con il Monte Cosici.
Poco più avanti, da un cancello di legno con cartelli, si entra a sinistra nella Dolina dei Bersaglieri, che ospitava un posto di medicazione italiano. Tornati alla strada principale, un tratto sul fondo sterrato porta all’imponente Trincea Mazzoldi, difesa da un muraglione in cemento, che si costeggia a sud per un sentierino fino alle doline del Monte Sei Busi (117 m, 1 ora). Il panorama va dal Carso alla costa dell’Adriatico.
Da questo punto, si può proseguire sulla strada sterrata, piacevole anche se aperta al traffico, fino all’abitato di Doberdò del Lago (Doberdob in sloveno, 90 m, 1.30 ore a/r dal Monte Sei Busi). Un’ulteriore prosecuzione conduce verso il Centro visite Gradina (134 m), e la riva del Lago di Doberdò (5 m, 1.30 ore a/r dal paese). In questo caso si può tornare indietro in bus.
La breve escursione che consigliamo torna indietro sulla strada sterrata e poi asfaltata. Dal bivio 75 m si può scendere a sinistra sulla strada, che riporta a Reduipuglia a larghe e panoramiche svolte, o ripassare in discesa per il Sacrario. In entrambi i casi occorrono 0.45 ore.
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