Castelluccio di Norcia, cuore del versante umbro dei Monti Sibillini, è rimasta una meta frequentata e un punto di partenza di itinerari nonostante i gravissimi danni causati dal terremoto del 2016. La boscosa Val Canatra, poco a nord dell’abitato, è una meta di piacevoli passeggiate in ogni momento dell’anno. Il Poggio di Croce, insieme ai cocuzzoli vicini, è uno straordinario belvedere sul Pian Grande e le vette più alte dei Sibillini, a iniziare dalla Cima del Redentore, che lo sorvegliano da nord.
Un percorso più lungo, ma sempre senza difficoltà, dopo aver risalito la Val Canatra tocca il Poggio di Croce e riporta con una lunga diagonale al paese. Si tratta di una bella escursione con le ciaspole, in ambiente vario e suggestivo. Le pendenze moderate fanno sì che i ramponi non siano quasi mai necessari. Dopo forti nevicate, dal Monte Lieto possono staccarsi delle slavine. In questo caso conviene salire e scendere per l’itinerario che descriviamo in discesa.
I lavori per la ricostruzione di Castelluccio, annunciati nel sesto anniversario del terremoto, sono iniziati nel 2024 ma continueranno ancora a lungo. Agriturismi, ristoranti (raggruppati nel Deltaplano, centro commerciale a valle dell’abitato) e spacci di prodotti locali hanno ripreso a lavorare pochi mesi dopo il sisma. Frequentarli è un modo per contribuire alla rinascita di questo meraviglioso territorio.
- Dislivello: 480 m
- Tempo: 3.45 ore a/r
- Difficoltà: WT2
- Periodo consigliato: da dicembre a marzo
Il centro di Castelluccio di Norcia (1452 m) si raggiunge in auto da Norcia in Umbria, o da Castelsantangelo sul Nera o Arquata del Tronto nelle Marche. Dal piazzale ai piedi del borgo (ora è un cantiere) di Castelluccio si segue brevemente a piedi la strada asfaltata verso nord, poi si piega a sinistra, seguendo i segnavia del Sentiero Italia, sulla strada sterrata che costeggia l’agriturismo Valle delle Aquile e prosegue a mezza costa, in vista del Pian Perduto e del Monte Argentella.
Il tracciato si affaccia sulla Val Canatra, traversa dei boschetti di faggi, e scende dolcemente verso la Fonte Val Canatra e il fondovalle (1367 m). Si continua nel solco, in leggera salita, ai piedi del ripido versante meridionale del Monte Lieto, fino a una radura (1488 m, 1.15 ore) dove la valle si biforca. A sinistra è un vecchio tabellone della Regione Umbria.
Qui si piega a sinistra, e si risale (ancora segnavia SI) il vallone boscoso tra la Costa dei Valloni e il Colle Bernardo. Al termine del tratto più ripido della salita si esce su una carrareccia e la si segue verso destra fino a una selletta (1682 m), oltre la quale si apre un’ampia conca dominata a sud dal Poggio di Croce.
Si sale puntando a destra del Poggio, fino a una larga sella (1742 m) raggiunta dalla carrareccia che sale dal versante opposto, e cioè Castelluccio. In breve, verso sinistra, si sale alla larga vetta del Poggio di Croce (1832 m, 1 ora), meraviglioso belvedere su gran parte dei Sibillini. Con neve ghiacciata, il pendio finale può richiedere l’uso dei ramponi.
In discesa si torna per la stessa via alla sella 1742 m. Qui si piega a sinistra sulla carrareccia estiva (segnavia SI e 560) che aggira a sud il Poggio di Croce, e scende con bellissimo colpo d’occhio sul Pian Grande e la catena principale dei Sibillini. Si torna in vista di Castelluccio, si costeggia un rimboschimento e si raggiunge una sella (1547 m) dove ci si riaffaccia a sinistra sulla Valle Canatra. Un’ultima rampa riporta al punto di partenza (1.30 ore).
Stefano Ardito Escursioni invernali nell’Appennino Centrale (Idea Montagna, 2021)
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