L’Alpe di Villandro, con la neve, è un angolo di Tibet con le Dolomiti sullo sfondo. Dal sentiero battuto che attraversa in dolce salita l’altopiano si vedono il Sassolungo e il Sassopiatto, il Sass da Pùtia, il Sella, il Catinaccio e le Odle. Man mano che ci si alza di quota, diventano più imponenti due cime arrotondate e molto più vicine come il Monte Villandro e il Corno di Renon.
Intorno a chi cammina, i larici e i pini cembri della parte iniziale del percorso lasciano il posto a un tappeto bianco uniforme. Il sentiero che si percorre d’inverno ha la stessa pendenza moderata della strada sterrata estiva. Su un viottolo battuto non ci sono problemi di orientamento, ovviamente. Ma l’ambiente è grandioso.
Un passo dopo l’altro, superate delle baite di legno stracariche di neve, una rampa più ripida porta al rifugio Stöffl, a 2057 metri di quota. Qui molti escursionisti si fermano per un piatto di canederli o un tè nella stube, la sala interna del rifugio. Nelle giornate di sole si può mangiare all’esterno, al sole. Sulla facciata del rifugio, un affresco raffigura due stambecchi che combattono a cornate.
Alcuni camminatori, che hanno portato sullo zaino le ciaspole, proseguono in salita oltre il rifugio verso il crinale della Jocherer Alm, spartiacque tra la Valle dell’Isarco e la Val Sarentino. Quando la neve compattata dal freddo e dal vento tiene bene, si può continuare verso la cresta anche senza utilizzare le racchette.
Con neve soffice o abbondante, invece, il Winterwanderweg, il sentiero invernale battuto dell’Alpe di Villandro finisce qui. Dal posteggio della Gasser Hütte, dove termina la strada aperta alle auto, fino al rifugio Stöffl occorrono un paio d’ore, per la discesa ci vuole un’ora e mezza. Una giornata ben riempita, una bella e facile avventura in montagna.
Dislivello: 330 metri
Tempo: 3.30 ore
Difficoltà: WT1 (itinerario invernale facile)
Periodo consigliato: da dicembre a fine marzo
Dall’abitato di Villandro (Villanders), sorvegliato dalla grande chiesa parrocchiale, si segue in auto la panoramica strada che sale verso la montagna, e termina a un posteggio a pagamento (1740 m) a poca distanza dalla Gasser Hütte.
A piedi si continua sul viottolo battuto che traversa un pianoro e raggiunge la Rinderplatz Hütte (1799 m).
Si continua a sinistra, si tocca il rifugio di Moar im Plun (1850 m) e si continua in piano fino a un ponte su un torrente. Più avanti il viottolo supera un gradino più ripido, e continua a salire sui pendii della Rafuschgel Alm, con magnifici panorami verso le Dolomiti.
Superate delle baite in rovina si raggiunge un secondo ponte, e si sale a destra alla Stöffl Hütte (2057 m, 2 ore), accogliente rifugio-ristorante affacciato sulle Odle, il Sassolungo e il Sella. Per proseguire a monte del rifugio, sugli ampi pendii della Jocherer Alm, occorre avere le ciaspole.
Al ritorno si segue il percorso di andata fino a Moar in Plun. Qui ci si tiene a destra a un bivio, e si torna direttamente al posteggio (1.30 ore).
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