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Il Monte Autore, che separa gli altopiani di Camposecco, Campo dell’Osso e Livata dalle vette più elevate dei Simbruini, è la cima più alta della Provincia di Roma, è una delle vette più frequentate del Lazio, e viene raggiunto in ogni periodo dell’anno. Il vastissimo panorama dai 1855 metri della cima include la catena dei Simbruini e degli Ernici e gran parte dei massicci appenninici più alti. Verso ovest, invece, si vedono Roma e il Tirreno.  

Il breve sentiero che sale alla cima è frequentato in ogni momento dell’anno. D’inverno il percorso è elementare fino alla sella delle Vedute, che si raggiunge per una strada innevata, e diventa abbastanza ripido nel breve tratto che separa le Vedute dalla vetta. Se la neve non è particolarmente ghiacciata si sale bene con le ciaspole, altrimenti servono la piccozza e i ramponi. Quando la neve è abbondante, la galaverna che incrosta i faggi (nella foto, con lo sfondo della Maiella) aggiunge suggestione alla scena.

  • Dislivello: da 270 a 310 m
  • Tempo: da 2.25 a 3.15 ore a/r
  • Difficoltà: WT1 fino alle Vedute, WT2/WT3 per la vetta
  • Periodo consigliato: da dicembre a marzo

Da Subiaco si sale alla zona residenziale di Livata e poi a Campo dell’Osso (1548 m). Se la strada è aperta e battuta, si prosegue in auto fino al posteggio (1580 m) alla base della seggiovia e delle piste della Monna dell’Orso. Quando le piste sono chiuse, l’ultimo tratto dev’essere spesso fatto a piedi (0.30 ore).

Dal posteggio si continua a piedi o con le ciaspole sulla strada innevata che raggiunge l’altopiano di Campo Minio, e lo traversa passando in vista di un piccolo osservatorio astronomico. Più avanti si rientra in salita nel bosco, e si continua in piano fino alla sella delle Vedute (1747 m), belvedere sulla valle del Simbrivio. Croci e lapidi indicano che qui, da secoli, passano i pellegrini diretti al Santuario della Santissima Trinità.

Senza imboccare il sentiero dei pellegrini, che taglia a mezza costa verso destra, si sale lungo il sentiero segnato che si alza più a sinistra nella faggeta, badando a non avvicinarsi all’orlo dei ripidi pendii che scendono sulla destra. Una volta usciti dal bosco, una breve salita obliqua a sinistra porta alla larga cresta sommitale e alla vetta (1855 m, 1.15 ore), dove sorgono due croci e da cui appaiono il Velino, il Gran Sasso e decine di altre cime. Verso nord si apre il Piano di Camposecco.

La discesa, per lo stesso itinerario, richiede 1 ora fino al posteggio della Monna dell’Orso e altre 0.30 ore se si deve proseguire da qui fino a Campo dell’Osso.