Ultimo massiccio dell’Appennino centrale o primo del Mezzogiorno? Geografi e autori di guide, da molti anni, si esprimono in maniera diversa a proposito del Matese, dove s’incontrano la Campania e il Molise.
Tutelato dal 1993 da un Parco regionale campano, e dal 2025 da un Parco nazionale, il massiccio offre a chi lo visita borghi e chiese rupestri, le vette della Gallinola, del Miletto e del Mutria, il paesaggio e le possibilità di birdwatching sul Lago del Matese, un numero impressionante di grotte e canyon. La parte alta, da decenni, è deturpata dalle piste da sci, dalla brutta edilizia e dalle strade di accesso di Campitello Matese, l’unica stazione sciistica del Molise.
Dalla strada che sale dalla Sella del Perrone a Campitello, però, inizia un sentiero facile e di grande suggestione. Dai rifugi di Valle Santa Maria e di Monte Orso (entrambi chiusi, che peccato!) si raggiungono l’altopiano carsico del PIanellone e poi un crinale che offre un meraviglioso panorama dall’alto sul Lago del Matese. (nella foto).
Il percorso, accessibile anche agli escursionisti più pigri e percorribile anche in mountain-bike, offre un dislivello modesto, e può essere seguito facilmente nonostante i segnavia poco visibili. Con la montagna innevata, il percorso diventa una facile e piacevole camminata con le ciaspole.
- Dislivello: 140 m
- Tempo: 2.30 ore a/r
- Difficoltà: T/E
- Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, d’inverno con le ciaspole
Il rifugio Valle Santa Maria (1430 m), chiuso da qualche anno, si raggiunge in auto dalla Sella del Perrone, sulla strada che unisce Guardiaregia in Molise con Bocca della Selva e San Gregorio Matese sul versante campano. In estate si può arrivare in auto al rifugio anche da Campitello Matese, ma un tratto di questa strada non viene pulito d’inverno.
Una strada chiusa da una sbarra scende nella conca erbosa di fronte al rifugio. Qui, sulla sinistra e accanto a un vecchio tabellone, si imbocca un viottolo, indicato da vecchi segnavia bianco-rossi, che scende in una splendida faggeta fino al rifugio Monte Orso (1380 m), una ex-capanna sociale del CAI di Piedimonte Matese che versa da tempo in abbandono.
Il viottolo, ora affiancato dai segnavia 148-13H, riparte in salita dal prato davanti al rifugio, e continua a saliscendi tra i faggi, con percorso comodo e pendenze sempre comode. A un bivio con cartelli si lascia a sinistra una carrareccia segnata per la Grotta dell’Orso e le Case Capo di Campo, sulla riva del Lago. Al bivio successivo si lascia la stradina per un sentiero che sale in diagonale sulla destra.
Pochi metri più ripidi portano a un crinale (1408 m), oltre il quale si scende in un valloncello fino a raggiungere il Pianellone (1390 m, 0.45 ore), un vasto altopiano carsico popolato in estate dal bestiame al pascolo. Lo si attraversa interamente, passando a destra di un cocuzzolo boscoso e toccando due cisterne-abbeveratoio.
Dalla fine del Pianellone, dove ricompaiono i segnavia, si riprende a salire in un vallone boscoso. Dove il terreno diventa più ripido, una rampa consente di salire comodamente a sinistra fino al largo crinale del Belvedere (1430 m, 0.30 ore), affacciato sul Lago del Matese e sui ripidi pendii della Gallinola. Il sentiero segnato prosegue verso il Piano della Corte e la lontana vetta della Gallinola, il Belvedere permette una piacevole sosta, si torna per lo stesso itinerario, e con il medesimo tempo (1.15 ore).
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