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D’inverno come in estate il Monte Padiglione, che raggiunge i 1627 metri e scende ripido verso l’alta valle del Liri, è una delle cime più interessanti dei Monti Carseolani, che si affiancano ai Simbruini in territorio abruzzese. Questo itinerario, che viene frequentemente percorso anche d’inverno, inizia dal borgo di Verrecchie, che accoglie i suoi visitatori con una splendida e copiosa fonte.

Lasciate alle spalle le case in pietra del borgo la chiesa di Sant’Egidio, si sale per un sentiero tra prati, ruderi e boschi. Sui pascoli del Piano della Dogana si piega a sinistra, e si prosegue sulla cresta che sale verso la cima con panorami via via più ampi verso il Monte Midia, la Cima di Vallevona, il Monte Autore e il Velino.

Nella parte iniziale si segue un sentiero ben segnato, più avanti basta seguire il crinale. Il breve tratto ripido che precede la pianeggiante cresta sommitale della montagna (nella foto) non offre difficoltà agli escursionisti con le ciaspole anche quando la neve è poca e ghiacciata.

La quota relativamente modesta del percorso fa sì che la neve sul Monte Padiglione sia raramente abbondante. Quando la neve è abbondante, invece, e gli itinerari del Velino e del Gran Sasso sono esposti a slavine, i Monti Carseolani restano accessibili e sicuri, e offrono delle belle avventure in un ambiente che diventa all’improvviso severo. 

  • Dislivello: 620 m
  • Tempo: 3.30 ore a/r
  • Difficoltà: WT1 fino al Passo, WT2 più avanti
  • Periodo consigliato: da dicembre a marzo

Il borgo di Verrecchie si raggiunge in breve da Tagliacozzo e dalla via Tiburtina Valeria. La camminata inizia dallo slargo della Fonte (1000 m), all’ingresso dell’abitato, dov’è un bel mulino in pietra.

A piedi, seguendo i segnavia bianco-rossi, si sale verso il centro storico, lo si traversa in salita per delle ripide scalinate e si raggiunge la chiesa medievale di Sant’Egidio (1048 m), affacciata sul Fucino e il Velino.

Oltre la chiesa, accanto a un fabbricato dell’acquedotto, inizia l’antica mulattiera segnata che scavalca un crinale lasciando a sinistra i ruderi del castello, torna a destra tra rocce e cespugli, e raggiunge a mezza costa una selletta oltre la quale sono le antenne di alcune radio locali. Questa zona offre un bel colpo d’occhio sul boscoso versante Nord ovest del Monte Padiglione, che da qui ha un aspetto impegnativo e arcigno.  

Dalla selletta ci si tiene a sinistra, e si continua a salire a mezza costa superando un panoramico crinale roccioso. Traversato un valloncello (1192 m) si sale più nettamente, si supera un tratto in cui il sentiero è scavato nella roccia e si raggiunge un bivio al margine della faggeta.

Ci si tiene sulla destra, si sale a tornanti su terreno più ripido, si supera un valloncello e si sbuca su un piccolo pianoro. Dopo averlo traversato si sale al roccioso Passo delle Fossette (1382 m, 1.15 ore), dal quale ci si affaccia sulla Valle della Dogana e sulle faggete del Monte Midia e delle vette vicine.

Sul Passo si piega a sinistra per la cresta, rivestita dal bosco sul versante del Liri e quasi spoglia sull’altro, che sale verso il Monte Padiglione. Si aggirano dei modesti affioramenti rocciosi, si traversa una breve fascia di bosco e si continua sui pendii che si affiancano al crinale, quasi pianeggiante all’inizio.

Dopo aver traversato o aggirato una seconda fascia di bosco, si continua allo scoperto. Una terza fascia di bosco e un pendio più ripido dei precedenti portano alla cresta sommitale e alla vetta del Monte Padiglione (1627 m, 1 ora), dov’è una piccola croce metallica. La cima è un belvedere sui monti Carseolani e Simbruini, sul Velino e sulle lontane cime del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. La discesa richiede 1.30 ore fino al paese.

Stefano Ardito, Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, Iter Edizioni 2017