Seleziona una pagina

Il rifugio della Sezione di Roma del CAI che ricorda l’alpinista e sciatore Vincenzo Sebastiani è una delle mete più classiche dell’Appennino centrale. Nell’ottobre del 2022 il rifugio ha compiuto 100 anni di vita, nei due anni precedenti la struttura è stata ampliata e resa molto più accogliente, per i visitatori e per chi ci lavora, a iniziare dalla carissima Eleonora Saggioro.
Vale la pena di descrivere nuovamente il facile ma lungo itinerario che lo raggiunge da Campo Felice, e la ripida prosecuzione verso la vetta del Costone.

D’inverno, quando la strada del Piano di Pezza è chiusa a causa della neve, si sale quasi sempre al rifugio partendo dall’hotel-rifugio Alantino, al margine di Campo Felice, con un itinerario lungo ma con dislivello abbastanza contenuto. Il percorso può essere seguito a piedi, con le ciaspole o con gli sci. Per salire dal rifugio al Costone orientale, meraviglioso belvedere, occorrono invece la piccozza e i ramponi. Per informazioni sui periodi di apertura e sulla possibilità meno di pernottare, si deve consultate www.rifugiovincenzosebastiani.it, o la pagina Facebook del rifugio.

  • Dislivello: da 450 a 740 metri
    Tempo: da 3.30 a 6.30 ore a/r
    Difficoltà: WT1/WT2 (ciaspolata facile o media) fino al rifugio, F la salita alla cima
  • Quando andare: da dicembre ad aprile. Senza neve è una camminata facile

Dal casello di Tornimparte della A 24, oppure da Casamaina o dall’Altopiano delle Rocche, si raggiunge l’hotel-rifugio Alantino (1550 m), all’inizio delle piste da fondo di Campo Felice. Si posteggia prima del piazzale dell’albergo. Prima del ponte delle piste, inizia sulla sinistra una ben visibile strada innevata che supera in diagonale un gradino, e poi continua a saliscendi, accanto alla pista da fondo, fino alla vecchia miniera di bauxite della Valle Leona (1641 m, 1 ora). Fin qui, in condizioni estive (o invernali senza neve), si può arrivare anche in auto, se si dispone di un modello alto e di un po’ di esperienza su strade sterrate sconnesse.

Si continua sul tracciato innevato che sale con qualche svolta, entra nella faggeta e poi attraversa una piccola conca. Un’altra rampa, abbastanza ripida, porta a uscire dal bosco, di fronte al vasto Piano del Puzzillo e alla ancora lontana parete rocciosa del Costone occidentale. Si entra nel pianoro, si passa sotto a un grande rifugio di pastori e si raggiunge un bivio (1840 m).
Qui si va a sinistra per un valloncello, si scavalca un crinale, si scende in una conca e si riprende a salire avvicinandosi gradualmente alla vetta della Cimata di Pezza. Alla fine si sale fino a raggiungere il rifugio Sebastiani (2102 m 2 ore dalla vecchia miniera). Dal bivio 1840 m si può anche passare più a destra, seguendo la strada sterrata estiva, invisibile con la neve, che sale più dolcemente per degli ampi valloni innevati, avvicinandosi alla parete del Costone e poi traversando a sinistra.
Il terrazzo naturale del rifugio è un magnifico belvedere sui valloni del Velino, la catena del Gran Sasso e le vette del Sirente e della lontana Maiella. Per salire alla vetta orientale del Costone, se si dispone di piccozza e ramponi, si riprende a salire nella conca sopra al rifugio, si esce a sinistra su una cresta e la si risale (tratto ripido, attenzione!) fino sbucare sulla cima del Costone orientale (2271 m, 1 ora a/r), da cui la vista si apre sulla Val di Teve, il Muro Lungo e il Velino. La discesa dal rifugio richiede 1.30 ore fino alla Valle Leona, e 1 ora da questa all’hotel-rifugio Alantino.

Stefano Ardito Escursioni invernali nell’Appennino centrale, Idea Montagna 2021

Stefano Ardito, Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, Iter 2018