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Il Passo San Leonardo, con il suo rifugio purtroppo chiuso da anni, è un ottimo belvedere sul ripido versante occidentale del Monte Amaro, inciso da impressionanti canaloni (nella foto). Molti escursionisti partono da qui per salire verso il Monte Mileto o traversare verso Rocca Caramanico, nel massiccio del Morrone. La Rava della Giumenta Bianca o la selvaggia Rava del Ferro offrono escursioni molto faticose in estate e impegnativi percorsi di alpinismo e scialpinismo d’inverno.

Un piacevole sentiero segnato, invece, sale dai prati di Passo San Leonardo fino al crinale dell’Addiaccio della Chiesa, poco a monte della faggeta di Lama Bianca. Un luogo da cui la Rava del Ferro e la Rava della Vespa hanno un aspetto impressionante. Più lontani, a nord-ovest, compaiono il Corno Grande, il Monte Prena e il Monte Camicia del Gran Sasso.

Questo itinerario, piacevole soprattutto in primavera e in autunno, è abbastanza ventilato in estate, e viene spesso percorso anche negli inverni senza neve. Quando il manto bianco è abbondante, invece, si trasforma in un bel percorso con le ciaspole. Se la neve è dura, però, occorre fare attenzione in un paio di tratti a mezza costa nel bosco.

Si può prolungare la camminata scendendo verso il bosco di Lama Bianca. Al disgelo, o dopo nevicate molto abbondanti, dalla Rava della Vespa e dai pendii vicini possono cadere delle gigantesche valanghe. L’itinerario descritto è protetto dal bosco. Nel dubbio, però, conviene scegliere una meta diversa, o fermarsi alla fine del crinale iniziale.   

  • Dislivello: 280 m
  • Tempo: 2.45 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, d’inverno con le ciaspole

Il Passo San Leonardo (1282 m), dove sono il rifugio-albergo Celidonio (chiuso da anni) e due skilift in abbandono, si raggiunge da Sant’Eufemia a Majella o Pacentro per la strada che collega i due centri. Da Campo di Giove si passa per Fonte Romana.

Dal piazzale si traversa la strada, e si segue il sentiero (segnavia Q1) che inizia accanto a un cartello del Parco, e sale verso la Maiella per un larghissimo crinale erboso. Il tracciato piega a destra accanto a dei massi (dei segni rossi sui faggi possono portare fuori via a sinistra), e continua a salire offrendo un magnifico colpo d’occhio sul versante occidentale del Monte Amaro, inciso dalla Rava della Giumenta Bianca. Alle spalle si alza la catena del Morrone.

Seguendo i segnavia si passa a destra di una macchia di faggi, si scende per qualche metro, e si aggira una larga conca. Più avanti (Colle della Croce sulle mappe, 1373 m) il sentiero piega a sinistra, sale ed entra nella faggeta toccando un cartello di un itinerario per mountain-bike. Una salita e un tratto a mezza costa portano a un bivio con cartelli, dove si lascia a sinistra un sentiero per Lama Bianca.

Si sale direttamente nella faggeta, si raggiunge un altro cartello, poi si esce dal bosco e si continua con brevi saliscendi, traversando due ruscelli. Un tratto a mezza costa porta a una strada sterrata (cartelli) che sale dal bosco di Lama Bianca. Lungo questa, verso destra, si arriva a un largo e panoramico crinale (1539 m, 1.30 ore) dove ci si affaccia sul rifugio Addiaccio della Chiesa e dove la camminata si conclude.

A sinistra, oltre al Morrone, si vedono le vette del Gran Sasso. Da destra dominano la zona i ripidi e selvaggi canaloni di Monte Amaro. La Rava della Vespa scende direttamente verso il crinale, più a sinistra è l’impressionante Rava del Ferro, dominata in basso da alte pareti di roccia, e in alto da un elegante torrione roccioso che si staglia contro il Monte Pescofalcone.

Si può prolungare l’itinerario, con tempi a piacere, scendendo lungo i segnavia B4 verso il rifugio Addiaccio della Chiesa e la faggeta di Lama Bianca. Il ritorno per la via di salita richiede 1.15 ore.