Il Monte Vettore, “tetto” dei Sibillini, è frequentato tutto l’anno. D’inverno, quando la Valle del Lago è pericolosa a causa delle valanghe, alpinisti e scialpinisti diretti ai 2476 metri della cima partono da Forca di Presta. Il panorama dalla vetta include i Monti della Laga, il Gran Sasso, l’Amiata e il Terminillo, e nelle giornate più limpide anche l’Adriatico. A emozionare, però, sono le vette vicine, con la parete rocciosa del Pizzo del Diavolo, percorsa da molte vie alpinistiche, e le creste di neve della Punta di Prato Pulito, della Cima del Lago e della Cima del Redentore.
Il primo a esplorare queste cime d’inverno è stato Damiano Marinelli, un alpinista nato ad Ariccia, nel Lazio, residente a lungo a Firenze, e destinato a perire sulla parete Est del Monte Rosa. Fu lui, nel 1876, a effettuare con due montanari di Castelluccio le prime salite invernali della Cima del Redentore e del Vettore.
Oggi, anche d’inverno, verso il Vettore salgono molte persone. Il piccolo rifugio Zilioli, accanto alla Sella delle Ciaule, può essere la meta della gita se si è stanchi, o quando (e accade spesso) il vento spazza con violenza la zona. Sia la cresta della parte iniziale, sia il ripido pendio che precede il rifugio devono essere affrontati con piccozza e ramponi.
Usare su questo percorso le ciaspole, come purtroppo qualcuno continua a fare, è un azzardo pericoloso. Gli inesperti possono affidarsi alle guide alpine delle Marche (www.guidealpinemarche.com) e delle regioni vicine. E’ anche possibile salire anche alla Punta di Prato Pulito e alla Cima del Lago per la cresta che inizia dallo Zilioli, o salire al rifugio per il Canale dei Mezzi Litri, due percorsi possono essere valutati PD.
Il vecchio rifugio che ricorda l’alpinista piceno Tito Zilioli, costruito nel 1960, è stato distrutto dal terremoto del 24 agosto 2016. Il nuovo e tecnologico bivacco (nella foto) è stato inaugurato nel 2020 dalla Sezione di Ascoli Piceno del CAI. Il locale principale non è utilizzabile d’inverno, ma solo dalla primavera all’autunno prenotando sul sito www.rifugiozilioli.it. Il locale sempre aperto, che ha 4 cuccette, è privo di coperte. L’unica acqua è quella di fusione della neve.
- Dislivello: 950 m
- Tempo: 5 ore a/r
- Difficoltà: F (facile ascensione con piccozza e ramponi). D’estate è un sentiero E
- Periodo consigliato: da dicembre ad aprile
Il valico di Forca di Presta (1536 m) si raggiunge in auto da Norcia o Castelluccio sul versante umbro dei Sibillini, e da Arquata del Tronto o da Montegallo su quello marchigiano. Con forte innevamento la strada da Castelluccio può essere chiusa. Il rifugio degli Alpini, a sud del valico, è chiuso dai terremoti del 2016.
Dal valico si segue il crinale, percorso da un sentiero a volte visibile anche con la neve, che si alza verso le cime dei Sibillini. Si aggira a sinistra un cocuzzolo, si traversa un piccolo pianoro, si sale ancora a sinistra e ci si affaccia sul versante di Castelluccio.
Qui si ripassa a destra della cresta fino a un secondo pianoro (1922 m, 1.15 ore), oltre il quale è la piccola croce che ricorda l’alpinista Tito Zilioli. Segue un ripido gradino (attenzione con neve ghiacciata!) affacciato sulla Valle Santa, spesso percorsa dagli scialpinisti, che scende verso il Pian Grande.
Si esce sul pianoro (2010 m) tra il cocuzzolo del Vettoretto, sulla destra, e i pendii della Cima di Prato Pulito. Si continua in diagonale, in direzione del visibile rifugio Zilioli e della cima del Vettore. Su terreno via via più ripido (attenzione con neve abbondante o ghiacciata!) si raggiungono il rifugio (2238 m, 0.45 ore) e la Sella delle Ciaule, oltre la quale appare il Pizzo del Diavolo.
Si riparte traversando il pianoro della Sella, ed entrando in un vallone che sale verso la cima. Dove questo si allarga in una conca si può salire direttamente alla vetta (2476 m, 1 ora), o alzarsi verso destra, raggiungere la cresta che sale dalla Cima di Pretare, e seguirla senza difficoltà fin sul punto più alto. La discesa, per lo stesso itinerario, richiede 2 ore.
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