La conca di Campo Catino, in territorio di Guarcino e sul confine regionale con l’Abruzzo, ospita alcuni skilift e delle brevi piste di discesa, ed è una delle pochissime stazioni sciistiche ancora in attività nel Lazio. La zona è il punto di partenza di itinerari estivi e invernali di grande fascino, affacciati su vastissimi panorami.
D’inverno il percorso di cresta che da Campo Catino conduce verso il Monte Vermicano, il Monte Pozzotello, il pianoro del Campovano e la Cima del Diavolo non presenta difficoltà, è più lungo di quel che potrebbe sembrare, e a causa della quota è spesso ben innevato anche quando molti altri percorsi dell’Appennino sono asciutti. Il vento e il sole trasformano rapidamente in ghiaccio la neve sulle creste. Anche se le pendenze non sono eccessive, e fino al Campovano si segue una strada sterrata estiva, è essenziale avere con sé (e spesso utilizzare) la piccozza e i ramponi.
Dislivello: 360 metri
Tempo: 3 ore a/r
Difficoltà: WT1/WT2
Periodo consigliato: da dicembre ad aprile
Da Guarcino si segue la lunga ma comoda strada che sale ad ampie svolte fino al piazzale di Campo Catino (1800 m, 14 km dal paese), dove d’inverno funzionano ristoranti e alberghi. Il rifugio Mario Calderari è una capanna sociale del CAI Frosinone, e può essere utilizzata dai soci facendo richiesta in anticipo alla Sezione.
Dal posteggio si scende sul pianoro, si superano le basi di due skilift e un rifugio aperto solo d’inverno, e si continua a piedi o con le ciaspole raggiungendo o lasciando a destra le piste da sci del Monte Vermicano. Le svolte di una carrareccia estiva, di solito visibile anche con la neve, portano a un largo crinale e poi a una sella (1875 m) ai piedi del cocuzzolo dove sorge il Cacciavento, una scultura in vetro e metallo. Salendo obliquamente sulla strada, dove la neve è spesso ghiacciata, si raggiunge la Sella del Pozzotello (1940 m, 0.45 ore), affacciata a nord verso il Monte Crepacuore.
Si continua a mezza costa sulla strada estiva che taglia un ripido pendio (attenzione, se la neve è ghiacciata qui le ciaspole sono pericolose!) aggirando il Monte Pozzotello. Proseguendo su terreno via via più comodo ci si affaccia sulla vastissima conca del Campovano, raggiungendo o lasciando sulla destra un fabbricato di servizio della linea elettrica, che comprende un locale-bivacco sempre aperto. In breve si raggiunge il Vado del Campovano (1878 m), sul confine regionale con l’Abruzzo, dove un elettrodotto attraversa il crinale.
Si continua abcora sul crinale, prima in piano e poi in salita. Un breve tratto più ripido porta alla elegante vetta della Cima del Diavolo (1948 m, 0.45 ore), senza nome sulle carte nonostante l’importanza orografica, difesa sul versante abruzzese da speroni rocciosi e grandi cornici di neve. Da qui ci si affaccia verso il Monte Ortara e le cime del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. Escursionisti allenati possono proseguire in direzione della Monna (altre 3 ore a/r), riconoscibile grazie a un’alta croce. Al ritorno occorrono gli stessi tempi dell’andata.
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