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I ripidi pendii del massiccio centrale dei Sibillini, che si allunga dal Monte Porche fino alla Cima del Lago e allo Scoglio dell’Aquila, si affacciano da nord sul Pian Grande di Castelluccio. Ai loro piedi, una comoda carrareccia segnata sale dolcemente attraverso i Colli Alti e Bassi e la storica Capanna Ghezzi (nella foto), un rifugio che versava in cattive condizioni da decenni, e che è stato reso inagibile dal terremoto del 2016.

Tra la tarda primavera e l’autunno, iniziano da qui le belle ma assolate escursioni verso Forca Viola, il Lago di Pilato, la Cima del Redentore, il Monte Argentella o il Passo di Sasso Borghese. D’inverno, quando la neve è abbondante, la salita alla Capanna e alle Pianacce è una bella e facile escursione con le ciaspole. Oltre Colle Abieri, però, il terreno diventa più impegnativo. In piena estate, la zona è spesso molto calda.       

  • Dislivello da 350 a 460 m
  • Tempo: da 2.15 a 3.15 ore a/r
  • Difficoltà: T/E in estate, WT1 d’inverno
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

La strada sterrata che conduce verso i Colli Alti e Bassi inizia (1318 m) alla fine del Pian Grande, alla base della salita che conduce a Castelluccio, e circa 500 metri a valle del Deltaplano, la struttura che ospita i ristoranti sfollati dal centro. Chi arriva da Norcia, o da Arquata del Tronto attraverso Forca di Presta, tocca l’inizio del sentiero prima di salire verso Castelluccio. I segnavia bianco-rossi (553 CAI, E17 del Parco) iniziano dall’asfalto.

A piedi si segue una strada sterrata pianeggiante, che raggiunge il recinto dell’area (1313 m) dove vengono via via depositate le macerie rimosse dal centro, lascia a sinistra un tracciato per il Pian Perduto e lascia il posto a una carrareccia, che sale con pendenza contenuta sui pendii dei Colli Alti e Bassi, offrendo un bel panorama verso il Pian Grande e la catena principale dei Sibillini, che appare dalla Cima del Lago al Monte Porche.

Più in alto si entra in una conca dove il sentiero sale in diagonale sulla destra (con la neve conviene passare al centro), e poi se ne raggiunge una seconda, dove in estate è uno stazzo indicato da alcune roulotte. Pochi metri in discesa portano a un valloncello trasversale, che si segue verso destra.

Dove il solco piega a sinistra (nord) e diventa più ripido, la carrareccia ridiventa ben visibile. Alla fine, una rampa verso sinistra porta alla Capanna Ghezzi (1570 m, 1.15 ore), storico rifugio inagibile dopo il terremoto del 2016, sulla larga sella erbosa a monte del Colle Abuzzago. C’è un abbeveratoio con sorgente. Da est, dominano la zona i ripidi pendii dei Sibillini, dov’è ben visibile la larga sella di Forca Viola.

E’ possibile proseguire (segnavia 522) sul sentiero che supera un gradino e porta a un bivio dove si va a destra uscendo sui pascoli delle Pianacce. Una comoda salita in ambiente solitario porta a un bivio (1780 m, 1 ora a/r) poco a valle del cocuzzolo di Colle Abieri.

Da qui i segnavia 582 vanno a destra verso Forca Viola, e i 555 ed E17 continuano per la Strada Imperiale. D’inverno, entrambi questi percorsi possono essere esposti a slavine con innevamento abbondante, o richiedere l’uso dei ramponi se c’è ghiaccio. La discesa per l’itinerario di salita richiede 1 ora dalla Capanna Ghezzi al punto di partenza.