La Montagna di Campli e la Montagna dei Fiori, le “Montagne Gemelle” della tradizione teramana, si alzano sul confine tra l’Abruzzo e le Marche, che ha separato per secoli lo Stato Pontificio dal Regno di Napoli. Affacciate a ovest verso i Monti della Laga, e a sud sul Gran Sasso, sorvegliano verso est le colline che digradano verso il Mare Adriatico. Dal 1995 la zona fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
L’itinerario che sale al Monte Girella (nella foto), “tetto” della Montagna dei Fiori, si raggiunge dalla piccola stazione sciistica di Monte Piselli, spesso chiusa negli ultimi inverni, e da tre suggestive “caciare”, delle capanne pastorali in pietra tipiche di queste montagne. Nel primo tratto si sale nel bosco accanto alle piste di discesa, poi si superano l’arrivo della seggiovia e un grande rifugio in abbandono e si continua in un ambiente più integro.
Una larga sella e una salita più ripida, dove se la neve è ghiacciata possono essere necessari i ramponi, precedono l’aerea cresta della cima, da cui ci si affaccia sulle Gole del Salinello. Negli ultimi metri è necessario fare la massima attenzione, e casomai fermarsi qualche metro prima della croce.
- Dislivello: 480 m
- Tempo: 3.30 ore a/r
- Difficoltà: WT1/WT2
- Periodo consigliato: da dicembre a fine marzo, in estate è una camminata E
La zona residenziale di San Giacomo (1106 m), sul confine tra Abruzzo e Marche si raggiunge da Civitella del Tronto e dalla statale 81 passando per Ripe, oppure da Ascoli Piceno toccando Colle San Marco e il rifugio Paci. Da qui una larga strada sterrata sale a mezza costa fino a un piazzale alla base della seggiovia di Monte Piselli (1420 m). Poco oltre sono le Tre Caciare. Se l’ultimo ratto di strada non è pulito dalla neve si deve partire da San Giacomo, e seguire una vecchia pista da sci che sale con percorso più diretto della strada (1 ora in più).
Si segue la strada innevata, indicata dai segnavia CAI 402, che sale con qualche svolta nella faggeta. Se gli impianti sono chiusi, si può anche salire direttamente sulla pista da sci. All’uscita dal bosco si passa accanto a una grande antenna e si raggiungono l’arrivo della seggiovia (1630 m, 0.45 ore) e un grande rifugio in abbandono ai piedi delle rocce del Monte Piselli.
Si scende per qualche metro, ci si affaccia a destra sui Monti della Laga, e si prosegue accanto a uno skilift dismesso fino a una sella erbosa dov’è un’altra bella caciara (1711 m), sorvegliata da rocce rossastre. Si scende ancora per qualche decina di metri, si lascia a sinistra una conca, e si riprende a salire per un ripido pendio, che con neve dura o ghiacciata può richiedere l’uso dei ramponi.
Usciti su un pendio più dolce, e lo si attraversa verso sinistra in direzione della cima, puntando verso la croce del Monte Girella. Si arriva in vetta (1814 m, 1 ora) con qualche metro sulla cresta, facendo molta attenzione, soprattutto con neve ghiacciata, al grande vuoto delle Gole del Salinello. Il panorama include la costa, la Laga, i Sibillini e il Gran Sasso. La discesa per lo stesso itinerario richiede 1.15 ore fino alle Tre Caciare, e 0.45 ore, se necessario, da qui a San Giacomo.
Stefano Ardito, Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, Iter Edizioni 2017
Stefano Ardito Escursioni invernali nell’Appennino centrale, Idea Montagna 2021
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