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Una delle più belle aree protette dell’Abruzzo tutela il massiccio del Monte Genzana, 2170 metri, che si alza tra la valle del Sagittario a ovest e la valle del Gizio a oriente. Per i geologi, questa è la montagna dal cui versante occidentale, migliaia di anni fa, si è staccata verso ovest la gigantesca frana che ha sbarrato la valle del Sagittario, creando il Lago di Scanno.

Per chi s’interessa alla fauna e alla flora, il massiccio è un fondamentale corridoio biologico tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e quello della Maiella. La Riserva Naturale del Genzana, estesa su tremila ettari, tutela i valloni boscosi che scendono verso Pettorano sul Gizio e le vaste praterie sommitali del massiccio, ma non il roccioso versante inciso dalla frana. La zona ospita il cervo, il capriolo (molto abbondante) e il lupo, ed è stato segnalato più volte l’orso marsicano.

Il comodo itinerario che sale al rifugio del Pelosello (nella foto) offre una bella e facile passeggiata con le ciaspole, in ambiente integro e solitario. Se si vuol proseguire in direzione delle Toppe Vurgo, magnifico belvedere sulla cresta principale del massiccio, occorre superare un tratto ripido dove possono essere necessari i ramponi.

  • Dislivello: 480 m
  • Tempo: 3 ore a/r
  • Difficoltà: WT1 (escursione invernale facile)
  • Periodo: da dicembre a marzo, d’estate è un sentiero E

Da Sulmona e da Pettorano sul Gizio si segue la statale 17 che sale a larghe svolte verso il Piano delle Cinque Miglia e Roccaraso. Dopo aver lasciato a sinistra due strade per Rocca Pia, si supera una larga curva a sinistra e si raggiunge il terzo bivio (stavolta a destra, non ci sono indicazioni) per Rocca Pia, che porta in poche centinaia di metri al tornante (1198 m) da cui inizia il sentiero della Valle Gentile.

Chi arriva da Castel di Sangro e Roccaraso trova la strada a sinistra, dopo il tunnel delle Cinque Miglia e un viadotto. Si può arrivare in auto anche dal centro di Rocca Pia, traversando in salita il borgo e proseguendo in salita. Con molta neve, è possibile che questa strada non venga spazzata dalla neve. In questo caso si può convenire lasciare l’auto in una larga piazzola accanto alla statale 17, sulla destra per chi arriva da Roccaraso. E’ necessaria la massima attenzione nell’attraversare la statale!

Dal bivio 1198 m si segue in salita una sassosa carrareccia, innevata o meno, indicata dai segnavia bianco-rossi 8. Un tratto in una bella faggeta porta a un’ampia valle aperta, erbosa in estate. Dopo aver lasciato a sinistra altri due itinerari segnati, e superato un gradino più ripido, e si entra nel pianoro erboso delle Tagliole, da cui appare il Monte Genzana.

Dove la carrareccia inizia a scendere (1420 m, 0.45 ore) si continua verso sinistra, seguendo i segnavia, ben visibili anche con la neve, Il percorso entra in salita nel Bosco del Pelosello, che si risale a mezza costa, a pochi metri dal fondo di un valloncello che segna il confine della Riserva Naturale Monte Genzana-Alto Gizio. Il percorso è sempre comodo e non esposto.

Più avanti il tracciato traversa il fosso, sale ripido per una ventina di metri sulla sinistra orografica, e poi traversa a sinistra a mezza costa fino ad affacciarsi un un’ampia conca. Questo tratto, se la neve è ghiacciata, richiede l’uso dei ramponi. Lo si può evitare semplicemente, risalendo il valloncello sul fondo, e ritrovando il percorso segnato prima dell’uscita dal bosco. Salendo in una conca si raggiunge il ben visibile rifugio del Pelosello (1674 m, 1 ora).

La struttura, ben restaurata e sempre aperta, è dispone di un tavolo e qualche panca, e di camino solitamente funzionante. Non esistono invece reti materassi e coperte per consentire un pernottamento. .

L’eventuale prosecuzione verso il crinale del Monte Genzana e la vetta delle Toppe Vurgo (1917 m) richiede di superare un tratto ripido, (dal rifugio si deve salire verso destra) dove possono essere necessari i ramponi. La discesa dal rifugio del Pelosello al punto di partenza, per la via di salita, richiede 1.15 ore.