Bartolomeo Varrone, Meo per gli amici, è stato ucciso nel 1835 sul sentiero che sale da Sonnino al Monte delle Fate, tra i boschi e le pietraie dei Monti Ausoni. Una lapide ricorda il suo rimprovero al figlio Michele, che non era riuscito a rispondere all’assassino. “Non hai saputo carica’ la botta!”
Tra le storie dei briganti degli Ausoni, sullo storico confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, spicca quella di Antonio Gasbarrone, che passò 45 anni nelle galere del Papa, e prima e dopo l’Unità d’Italia fu a lungo un personaggio famoso a Roma.
L’associazione che ricorda Gasbarrone rievoca con delle interessanti esibizioni in costume quegli anni, e ha realizzato insieme al Parco Regionale dei Monti Ausoni una bella rete di sentieri, che è stata inaugurata nel 2021.
Questo percorso, che si svolge tra crinali calcarei e leccete, raggiunge le vette del Monte Ceraso (nella foto) e del Monte Peschio, e offre vasti panorami sull’Appennino, il Mar Tirreno e le isole. Durante la camminata si toccano vari cippi dell’antico confine, e due rifugi restaurati a disposizione degli escursionisti.
Dislivello: 490 m
Tempo: 3.45 ore a/r
Difficoltà: E
Quando andare: tutto l’anno
Dalla Piazza Garibaldi (411 m), all’ingresso del borgo medievale di Sonnino, ci si incammina per Via Valleriani e Via San Marco. Seguendo la segnaletica ci si tiene a sinistra a un bivio, si superano un tabellone e una sbarra e si inizia a salire sulla storica mulattiera per Monte San Biagio, indicata dai segnavia 534 CAI e della Via Francigena del Sud.
Il tracciato sale con bel colpo d’occhio alle spalle sul borgo medievale di Sonnino, lascia in basso a destra la piccola sorgente Carvigli, poi si alza a svolte fino al rifugio La Cona (640 m, 0.45 ore), affiancato da tavoli da picnic e che offre una piacevole sosta.
Si riprende a salire per un largo crinale, da cui d’inverno compare l’Appennino innevato. Si lascia a destra il sentiero per il rifugio Gasbarrone (che si utilizzerà al ritorno), poi si sale a mezza costa nella fitta lecceta del versante settentrionale del crinale. Delle ripide rampe portano alla Sella Buia (743 m), sull’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie.
Il sentiero scende con qualche svolta, poi piega a sinistra affacciandosi sulla piana di Fondi, il Mar Tirreno e Ischia. Un tratto in piano, sui prati di Cisterna Mareccia, porta al Cippo 27 del confine e alla lapide che ricorda il brigante Meo Varrone (740 m, 0.45 ore), qui colpito da una fucilata nel 1835. Da questo punto si può proseguire per un sentiero segnato verso il Monte delle Fate (1086 m, 1.30 ore a/r in più), la cima più alta degli Ausoni.
Si torna indietro per la stessa via. Verso destra, dei segnavia indicano la ripida traccia che sale nel ripido bosco fino allo spettacolare Cippo 26, su un cocuzzolo roccioso. Si torna al sentiero, si risale alla Sella Buia e si piaga a sinistra per un sentierino sul crinale.
Un tratto allo scoperto porta al Monte Ceraso (804 m), ottimo belvedere dove sono il Cippo 25 e una targa che ricorda Gasbarrone. Si scende a una larga sella sella, poi si risale direttamente al Monte Peschio e al Cippo 24 (838 m, 1 ora), da cui lo sguardo si apre verso Terracina e il Mar Tirreno.
Un sentierino tra erba e massi scende a nord fino al rifugio Gasbarrone (738 m), affiancato da tavoli e panche. Si riparte continuando a scendere in direzione di Sonnino. Il sentiero costeggia un muro a secco, tocca un prato e una cisterna in muratura, poi va a destra a mezza costa e riporta al rifugio La Cona. Sul percorso di andata si torna al paese (1.15 ore).
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