Qualche giorno fa Steve Bannon, ideologo dell’ultradestra statunitense, ha rilasciato a Repubblica un’intervista sgradevole e violenta, com’è nello stile di quella parte politica. Alla domanda del collega Paolo Mastrolilli sul possibile arrivo in Italia di agenti dell’ICE insieme agli atleti USA ai Giochi di Milano-Cortina, l’intervistato ha risposto “fuck you Italia!”, ribadito da “citami letteralmente su questo” Credo che una traduzione sia superflua.
Steve Bannon, nell’intervista a Mastrolilli, ha parlato anche dell’Iran, della Groenlandia, della NATO, dell’Ucraina e naturalmente della situazione a Minneapolis, dove due cittadini statunitensi, Renee Nicole Good e Alex Pretti, sono stati uccisi nelle scorse settimane mentre manifestavano contro le retate dell’ICE.
Ma è l’ultima affermazione di Bannon che deve far drizzare le orecchie a chi ama e frequenta l’Appennino. “Certo che apriremo la nostra Accademia dei Gladiatori a Trisulti, stiamo vincendo sul piano legale. Presto migliaia di studenti potranno imparare politica e comunicazione della destra”.
Ventiquattr’ore dopo l’intervista di Mastrolilli, ancora su Repubblica, Michele Serra ha preso in giro Steve Bannon, definendolo “l’omone bianco e cattivo che presiede l’internazionale dei bianchi cattivi”. Quanto al progetto di fondare nella Certosa di Trisulti la sua Accademia dei Gladiatori, Serra se l’è cavata con una battuta. “Le comparse di Cinecittà, ricordando gli anni d’oro di Ben Hur, saranno senz’altro interessate. Hanno già il costume di scena”.
La situazione, però, è molto seria. La Certosa di Trisulti, che è uno dei monumenti della fede più belli e suggestivi del Lazio, sorge in territorio di Collepardo, tra i meravigliosi boschi dei Monti Ernici. E’ stata fondata all’inizio del Duecento, è decorata da arredi e affreschi del Settecento. Negli ultimi decenni, come tanti altri monasteri, ha visto diminuire il numero dei religiosi. Qualche anno fa, gli ultimi Certosini se ne sono andati.
Nel 2018, con una decisione sorprendente, il Ministero dei Beni Culturali e il ministro Dario Franceschini hanno affidato la Certosa per 19 anni, con un affitto di 100.000 euro all’anno, al Dignitatis Humanae Institute, un think-tank statunitense vicino alle posizioni di Steve Bannon, Secondo Benjamin Harnwell, presidente dell’istituto, Trisulti sarebbe dovuta diventare “la sede della lotta per difendere la civiltà giudaico-cristiana nel mondo”.
La decisione del MIBACT è stata immediatamente contestata da numerose associazioni locali, riunite nel cartello Trisulti Bene Comune. Ci sono state varie manifestazioni, anche il vescovo di Anagni e Alatri ha espresso la sua perplessità sul progetto. La Procura della Repubblica di Frosinone ha aperto un fascicolo. Nel luglio del 2021, una decisione del Consiglio di Stato ha spinto il Ministero a revocare l’assegnazione.
Come ha scritto qualche giorno dopo Igor Traboni sul quotidiano cattolico Avvenire, “Benjamin Harnwell ha lasciato la Certosa di Trisulti sotto al sole cocente del pomeriggio, a bordo di una vecchia Fiat Uno strapiena di scatoloni e vettovaglie”. Nell’autunno successivo la Regione Lazio, presieduta da Nicola Zingaretti, ha riaperto la Certosa al pubblico.
Ora, però, le cose sembrano essere cambiate di nuovo. Alla base della revoca dell’assegnazione erano delle accuse penali a carico di Harnwell, che successivamente è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Qualche giorno fa, a Frosinone, il presidente del Dignitatis Humanae Institute ha accusato il MIBACT, oggi guidato da Alessandro Giuli, di “difendere l’indifendibile confermando le scelte della sinistra e di Dario Franceschini”.
Mercoledì 11 febbraio, a Roma, il TAR del Lazio tornerà a pronunciarsi sulla vicenda. La possibilità che Benjamin Harnwell e Steve Bannon possano impadronirsi della Certosa di Trisulti, e aprire tra i boschi dei Monti Ernici la loro Accademia dei Gladiatori è ridiventata drammaticamente concreta.
“Se vi è un luogo in cui lo spirito umano possa raccogliersi nella più seria ed elevata meditazione, dev’essere qui in una delle più sublimi solitudini che io abbia mai visto”. Con queste parole, a metà dell’Ottocento, lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius, esperto e innamorato del Lazio, descriveva la Certosa.
L’idea dei “Gladiatori” moderni intenti a studiare (ma cosa?) tra gli affreschi e le architetture di Trisulti sarebbe sembrata offensiva anche a Gregorovius. Spero che il TAR decida in maniera differente, ma temo che ridiventerà necessario manifestare per la libertà e per l’onore di uno dei monumenti più belli dell’Appennino e del Lazio. Forse – e continuo a sperare di no – nei prossimi mesi ci ritroveremo a manifestare tra il borgo di Collepardo e la Certosa. Per quel che mi riguarda, rivolgendomi a Harnwell e Bannon, non userò l’insulto che il secondo ha rivolto all’Italia dalle pagine di Repubblica. Certamente, però, bisognerà gridare “hands off Trisulti!”, “giù le mani da Trisulti!”
Se ci sarà da battersi io ci sarò come l’altra volta!