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I Lepini, i “Monti dei Volsci” di Ferdinand Gregorovius, separano la Ciociaria dalla Pianura Pontina, e offrono degli straordinari panorami dalle creste e dalle vette. Ripidi, rivestiti da fittissimi boschi, sono circondati da centri storici ricchi di storia come Sezze, Segni, Norma, Cori, Carpineto Romano, Bassiano e Sermoneta.

Il Monte Semprevisa, la cima più elevata del massiccio (nella zona molti dicono però la Semprevisa), si raggiunge normalmente dal Pian della Faggeta, in territorio di Carpineto, per un sentiero classico e suggestivo, che si svolge nella prima parte nel bosco, e poi segue una cresta da cui compaiono l’Appennino, le isole Pontine e il Circeo.

Saliva spesso sul (o sulla) Semprevisa per allenarsi Daniele Nardi, l’alpinista di Sezze, appassionato dell’Himalaya, che ha salito il K2 e l’Everest, e che è scomparso nel 2019, insieme all’inglese Tom Ballard, mentre tentava di salire d’inverno lo Sperone Mummery del Nanga Parbat.

Da allora la cima più alta dei Lepini viene spesso indicata come Cima Nardi. Sul punto più alto, un commovente memoriale ricorda Daniele e la sua passione per l’alta quota. L’itinerario più interessante e completo torna al Pian della Faggeta per la lunga e panoramica cresta che forma via via i monti La Croce, Erdigheta e Pizzone. Se si torna alla base per la via di salita si cammina complessivamente per 3.30 ore.

 

Dislivello: 710 metri

Tempo: 5.30 ore a/r

Difficoltà: E

Periodo consigliato: tutto l’anno, d’inverno la neve si trattiene di rado

Da Carpineto Romano si sale in auto a Pian della Faggeta (880 m). Dal posteggio si tralascia la strada sterrata che prosegue sul pianoro, e si seguono a destra i segnavia bianco-rossi numero 707A. Un breve tratto su una strada sterrata porta all’inizio del sentiero, che sale per prati sassosi e raggiunge un vallone.

Lo si risale, si entra nella faggeta, e si raggiunge la cisterna dell’Acqua Mezzavalle (1210 m), con acqua non potabile. Si esce in un vallone erboso, e si raggiunge una sella (1300 m, 1.15 ore) con resti di panchine e cartelli.

Lasciato a destra il sentiero per il Monte Capreo, si piega a sinistra (ancora segnavia 707A), in piano e poi in comoda salita. In una magnifica faggeta si sale alla Sella del Semprevisa (1336 m), dove arriva il sentiero che sale da Campo Rosello e Bassiano. Sul valico è l’iscrizione nota come la “Schiazza di Paolone”.

Si continua a salire sulla cresta, tra grandi faggi. Usciti dal bosco si segue senza alcuna difficoltà lo scenografico bordo degli strati rocciosi del versante pontino, e si scavalca un’anticima. Traversato un piccolo pianoro, un ultimo pendio di erba e sassi sassoso porta alla cima (1536 m, 0.45 ore), magnifico belvedere, dove sono una croce e il memoriale di Daniele Nardi.

Si riparte sulla larghissima e panoramica cresta sassosa (segnavia 708 e 709), si scende un tratto più ripido entrando nel bosco, e si continua quasi in piano su un crinale rivestito da grandi faggi, oltrepassando il Monte la Croce (1429 m, 0.45 ore), indicato da una piccola croce di legno.

Dove la cresta pianeggiante finisce (1387 m), si scende per un ampio pendio sassoso. Da una sella (1198 m) si risale per tracce al Monte Erdigheta (1338 m), e si continua per la panoramica cresta fino al Monte Pizzone (1314 m, 1.15 ore), all’estremità sud-orientale dei Lepini.

Si scende a nord per un crinale, si lascia a destra un sentiero per l’Eremo di Sant’Erasmo e Roccagorga, e si raggiunge la base del Piano dell’Erdigheta. Il sentiero (segnavia 708) risale per un gradino sassoso, continua a saliscendi e poi scende in un vallone boscoso.

Si raggiunge la strada sterrata, la si segue superando un tornante, poi si riprende il sentiero che riporta alla strada (1033 m). Lungo questa (segnavia 708 e LH3) si traversa il Pian della Faggeta e si torna al punto di partenza (1.15 ore). La discesa per l’itinerario di salita richiede 1.30 ore dalla vetta del Semprevisa.