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L’altopiano che si affaccia da est su Foligno e sulla Valle Umbra, con i suoi minuscoli borghi e i suoi boschi, è uno degli angoli meno noti dell’Appennino umbro-marchigiano. Per secoli, ad attirare fedeli anche da lontano è stata la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove secondo la tradizione i residenti del borgo potevano guarire la sciatica tramite l’imposizione delle mani.

La vicina Civitella, su una panoramica altura, conserva resti di una fortezza medievale fatta erigere dai Trinci, i signori di Foligno, che qui trascorrevano i mesi caldi dell’estate. Oggi i borghi di Cancelli, di Civitella e di Vallupo hanno un paio di residenti ciascuno, ma si animano in estate grazie al ritorno di molti emigrati.

Dopo l’8 settembre del 1943 la zona venne utilizzata come base dai partigiani della Brigata Garibaldi Foligno. Nel successivo febbraio, la zona fu teatro di un rastrellamento nazifascista dopo il quale 23 residenti furono deportati in Germania (e pochissimi tornarono vivi). Un bambino di 7 anni, Filippo Caterini, fu ucciso mentre correva nel bosco.

Il sentiero che è stato dedicato a Filippo dalla Compagnia della Mela, inaugurato il 25 aprile 2025 con la partecipazione di altre associazioni tra cui l’ANPI, il CAI, Legambiente e la FIE, consente di scoprire i borghi e i boschi della zona, e di ricordare una pagina dolorosa di storia.    

  • Dislivello: 280 metri
  • Tempo: 3.15 ore
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, bellissimi i colori dell’autunno

Da Foligno e dalla statale 3 Flaminia si raggiunge il borgo medievale di Sant’Egidio, e da qui si sale tra meravigliosi uliveti a Scandolaro, e poi nel bosco fino a Cancelli (908 m), sorvegliata dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Poco più avanti si va a destra a un quadrivio e si raggiunge la cappella della Maestà (926 m), con memoriale dei partigiani e dei deportati nel 1955. Una tabella indica l’inizio del Percorso Filippo Caterini, indicato da tabelle e segnavia blu.

Una tabella indica l’inizio del sentiero, che riporta in breve a Cancelli e prosegue in discesa fino a Cupoli (820 m), dove una lapide ricorda i partigiani Augusto Santoni, Franco Pizzoni e Franco Santocchia, catturati il 3 febbraio 1944. Di fronte alla facciata della chiesa, si imbocca un sentiero che scende a una grande strada sterrata. La si segue in discesa, toccando un abbeveratoio in abbandono, e raggiungendo una targa in bronzo e un ponte in rovina (761 m, 0.45 ore), nel punto più basso del percorso.

Traversato il fosso di fondovalle, si inizia a salire per una strada sterrata più stretta, che entra in una valle boscosa. Dove il solco si apre, si lasciano a sinistra i resti della Cascina Radicosa (o Raticosa), si traversa un pianoro lasciando a sinistra un recinto, e si sale con qualche svolta fino a un larghissimo crinale.

Un tratto in piano, in vista dell’abitato di Ponze, porta a un bivio (870 m, 0.45 ore, cartello blu su un albero) dove si piega a sinistra in salita. Verso destra, da qui, si può arrivare in breve a Ponze (864 m, 0.30 ore a/r in più).

Si continua per una carrareccia dal fondo erboso, indicata anche dai segnavia bianco-rossi CAI 374, che sale brevemente, si affaccia su un bel pianoro erboso e continua in piano fino a un appostamento di cacciatori.

Un bel sentiero a mezza costa, in vista dell’abitato di Civitella che sorge sul colle di fronte, permette di continuare tagliando dei ripidi pendii boscosi. Traversato il Fosso di Vallupo (o Val Lupo) si risale all’abitato omonimo (930 m, 0.45 ore). Oltre le case, pochi metri a destra sui segnavia CAI 370 portano a un bellissimo castagno secolare.

Si riparte lasciando a sinistra un meleto appena piantato e a destra un fontanile, e poi tenendosi a sinistra a un bivio e raggiungendo le case superiori di Vallupo, dove una lapide indica l’abitazione di Filippo Caterini.

La strada prosegue a mezza costa, traversa un fosso e porta a un bivio dove si sale a sinistra a Civitella (940 m), che conserva una torre e parte delle mura di una fortezza dei Trinci, signori medievali di Foligno.

Sull’esterno delle mura, nel 1981, l’artista statunitense Sol Lewitt ha realizzato l’opera Sole bianco. Dopo una sosta nel piccolissimo borgo, affacciato dall’alto sull’itinerario appena seguito, si torna alla strada principale e alla Maestà (1 ora).