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Monterotondo (Roma), CineMancini, Via Matteotti 53, lunedì 23 marzo 2026, ore 20

Matteo Della Bordella è uno dei migliori alpinisti italiani, e lo ha dimostrato ancora una volta nell’inverno 2025-’26, ripetendo due vie mitiche delle Alpi come il diedro Philipp-Flamm della Civetta e la via Gogna-Cerruti sulla parete Nord del Cervino, e tracciandone una nuova sulle Petites Jorasses. Qualche mese fa, all’Aquila, lo avevo intervistato a proposito della sua ultima spedizione in Groenlandia, una terra di cui oggi si parla per ben altri motivi.

A Monterotondo, invece, al centro della serata è stato “Il Ragno della Patagonia”, uno splendido film del ticinese Fulvio Mariani. Un’opera dedicata a Casimiro Ferrari, uno straordinario alpinista di Lecco che ha compiuto delle grandi ascensioni sul Cerro Torre e sul Monte FitzRoy, e poi ha scelto di passare l’ultima parte della sua vita in Patagonia.

Il film mette insieme le immagini girate da Fulvio con quelle realizzate da Casimiro Ferrari e dagli altri Ragni di Lecco mezzo secolo fa, e con quelle di Matteo Della Bordella e dei suoi compagni di cordata nelle loro ripetizioni di quegli itinerari storici e nelle loro nuove vie. Il testo, bellissimo anch’esso, è di Andrea Gobetti. Commuove la presenza nel film di Mario Conti, uno dei compagni di avventura di Ferrari, che è scomparso alla fine del 2023 su un sentiero alle porte di Sondrio. Oltre alle pareti, si vedono i paesaggi, i ghiacciai, le nuvole, le luci e gli animali della Patagonia, e l’estancia dove Casimiro Ferrari ha vissuto.

“Il Ragno della Patagonia” è ovviamente Ferrari, con le sue grandi ascensioni e le sue scelte di vita. Non sarebbe stato un errore, però, intitolare il film “I due Ragni…”, perché si regge sul confronto tra il campione del passato e Matteo Della Bordella, che dei Ragni è stato per qualche anno il presidente. Il confronto tra l’alpinismo del passato e quello di oggi rende il lavoro di Mariani affascinante anche per chi non sa nulla (o poco) di montagna.

Dopo aver ripetuto le storiche Vie dei Ragni al FitzRoy e sulla parete Ovest del Cerro Torre, Della Bordella tenta e poi apre una nuova via sulla parete Est, la più spettacolare del Torre. E’ un’altra impresa importante, ma è anche l’occasione per confrontarsi con il dolore e la morte di amici come Matteo Bernasconi, Matteo Pasquetto e Corrado “Korra” Pesce, incontrato da Della Bordella e compagni in vetta al Torre, e poi travolto e ucciso in discesa da una scarica di ghiaccio. La serata del 21 marzo ha concluso l’edizione 2026 della Rassegna “Montagne che raccontano”, organizzata come negli anni precedenti dal CineMancini insieme agli amici della CAI Sezione di Monterotondo. Alla prossima edizione, e grazie a Luigi Tassi per la foto!