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Uno dei monumenti più sorprendenti lasciati dalla Linea Gustav sull’Appennino sorveglia il centro storico di San Donato Val di Comino, nel versante laziale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. La Roccia dei Tedeschi, un macigno calcareo alto una ventina di metri, e che culmina a 1214 metri di quota, è stata trasformata in un posto di osservazione all’inizio del 1944, grazie al lavoro di alcuni cavatori di San Donato assoldati dalla Wehrmacht.

Le trincee e il breve tunnel scavato nella roccia servivano a controllare la Via Marsicana, la storica mulattiera che sale verso Forca d’Acero e metteva in comunicazione la Valle di Comino con Pescasseroli e Opi. La strada moderna, che passa poco più in alto della Roccia, all’epoca non esisteva.

Il macigno, insieme al vicino belvedere di Monte Pizzuto, è una classica meta di escursioni da San Donato, ed è stato attrezzato con tabelle esplicative e tavoli da picnic.

Sia il sentiero per la Roccia dei Tedeschi sia la Via Marsicana sono stati segnati dal Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise (rispettivamente P4 e P1), così come la breve diramazione (P6) per le Miniere Borboniche. Sorprende che non sia stato segnalato anche il raccordo tra i due itinerari, che consente di compiere un bellissimo anello, disturbato solo dai rombi delle moto sulla sovrastante statale.

Il sentierino di raccordo può essere difficile da trovare arrivando dalla Via Marsicana. Non ci sono problemi, invece, per imboccarlo arrivando dalla Roccia dei Tedeschi. La quota consiglia di percorrere questo itinerario in primavera o in autunno, in estate il bosco permette di non soffrire il caldo. La posizione della Rocca è indicata in maniera sbagliata (molto più basso della posizione reale) su alcune mappe escursionistiche, anche recenti.  

  • Dislivello: 650 m
  • Tempo: 4.45 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno

Dal centro di San Donato Val di Comino (721 m), alle spalle del monumento ai Caduti, si imbocca una strada in salita, accanto alla quale delle tabelle illustrano i sentieri storici della zona. Alla fine della strada, si continua salendo sull’asfalto a destra del fosso di fondovalle. Dopo due svolte, si raggiunge un bivio dove iniziano i segnavia P1 e P4 PNALM.

Si continua a sinistra (segnavia P4), per una carrareccia che sale a mezza costa nella Valle di Forca d’Acero, con il fondo a tratti erboso e a tratti in cemento, lasciando a sinistra un sentiero per l’area da picnic di Glie Pincie. Dove la carrareccia finisce si sale ancora per un sentiero dal fondo roccioso, poi si scende nel bosco fino a traversare il fondovalle (900 m, 0.45 ore).

Si riprende a salire, per un sentiero, stretto ma perfettamente tracciato, che risale a larghi e comodi tornanti un ripido pendio rivestito da querce e pini. Una lunga rampa verso destra, altre svolte affiancate da staccionate e un passaggio tra due massi portano alla selletta (1214 m, 1 ora) tra la Roccia dei Tedeschi e il pendio.

Poco prima, un sentiero scende a un bunker scavato nel macigno. Dalla selletta, si segue lo stretto camminamento che porta a una postazione, traversa uno scomodo tunnel e prosegue sino in cima alla Roccia. Dalla selletta, i segnavia P4 proseguono a mezza costa, superando un passaggio franato, fino al Monte Pizzuto (1195 m, 0.30 ore a/r), belvedere su San Donato, dov’è un’altra trincea.

Si riparte salendo nel bosco a monte della selletta, e raggiungendo in pochi minuti un crinale di erba e rocce. Qui si imbocca verso destra un sentierino indicato da ometti di pietra e da rari segnavia bianco-rossi. Una discesa a mezza costa, poi dei saliscendi e un tratto in piano riportano alla Valle di Forca d’Acero. Una breve salita (gli ometti sono a sinistra del fosso) porta alla Via Marsicana (1250 m, 0.30 ore), la mulattiera che conduce in Abruzzo.

La si segue verso destra, a mezza costa e in discesa (segnavia P1), superando un tratto scavato nella roccia e lasciando a sinistra i segnavia P7 per la Valle Inguàgnera. Si superano una croce lasciata da pellegrini di Scanno e il fondovalle della Valle Lattara, e si continua in ambiente suggestivo, tra altissimi pini, fino al bivio da cui inizia il sentierino (segnavia P6, staccionate) che sale a sinistra alla Miniera Borbonica, con l’imbocco (1015 m, 1.15 ore) del tunnel Real Ferdinando.

Tornati alla Via Marsicana, la si continua a seguire piacevolmente in discesa. Dei larghi tornanti, prima nel bosco e poi tra gli ulivi, riportano al bivio dell’andata e al paese (0.45 ore).