“Se vi è un luogo in cui lo spirito umano possa raccogliersi nella più seria ed elevata meditazione, dev’essere qui in una delle più sublimi solitudini che io abbia mai visto”. Così, a metà dell’Ottocento, lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius, esperto e innamorato del Lazio, descriveva la Certosa di Trisulti, uno dei monasteri più suggestivi della regione.
Ai piedi delle rocce della Rotonaria e della Monna, Collepardo e la valle del Cosa sono una meta molto amata dagli escursionisti del Lazio. Ai classici e faticosi itinerari che salgono verso le cime dei Monti Ernici si affiancano da qualche anno trekking come il Sentiero Italia CAI e il Cammino di San Benedetto, che ha soppiantato il Cammino delle Abbazie. Completano l’offerta i sentieri LH, tracciati dal Club Alpino Italiano e dedicati agli escursionisti con disabilità.
Questo anello collega il borgo medievale di Collepardo, uno dei più suggestivi della Ciociaria, con la Certosa di Trisulti, nota per la capacità dei suoi monaci nel trovare e lavorare le preziose erbe regalate all’uomo dalla montagna. Una sapienza antica, che è presente anche nel vicino paese.
Di straordinario fascino è anche l’ambiente in cui si cammina, caratterizzato dalla Grotta di Collepardo (o dei Bambocci), dalla gigantesca dolina a cielo aperto del Pozzo d’Antullo, e dai solchi della Valle del Santi e del Fosso il Rio, percorsi da torrenti e dominati da balze rocciose su cui sono state tracciate difficili vie di arrampicata.
La Grotta di Collepardo, visitata per oltre un secolo da turisti più o meno illustri (tra loro la regina Margherita, moglie di re Umberto I) è stata riaperta nel 2021 dopo un impegnativo restauro, e ha un impianto di luci progettato per non disturbare i pipistrelli. Accanto al Pozzo d’Antullo, dove in passato i pastori calavano le pecore con delle corde, è nata una bella area da picnic. Prima di mettersi in cammino è bene verificare gli orari di visita, ed eventualmente prenotare. Come sempre nel mio sito, i tempi per le soste alla Grotta, al Pozzo e alla Certosa di Trisulti non sono compresi in quello della camminata.
- Dislivello: 510 m
- Tempo: 4.45 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno
Da Via Roma, nel centro di Collepardo (586 m) si segue in discesa il sentiero, indicato da segnavia bianco-rossi e da cartelli del Cammino di San Benedetto, che scende verso la valle del Cosa. Sbucati su una strada asfaltata, e la si segue a destra fino all’ingresso della Grotta di Collepardo (460 m, 0.15 ore), che merita una visita attenta.
Si riparte sulla strada, lasciando a sinistra il sentiero appena seguito, fino a un tabellone (518 m) che indica i percorsi CAI della zona. Si piega a destra sul viottolo, indicato dai segnavia ST, LH8 e LHT4, che risale la valle a poca distanza dal torrente, tra fitta vegetazione e ai piedi di alte rupi calcaree.
Si traversa il torrente su una briglia in cemento, si sale nel bosco, poi si torna accanto all’acqua in vista di una bella cascata. Dove la valle piega a sinistra si passa sulla verticale della Certosa di Trisulti, e si traversa più volte il torrente su dei ponticelli di legno. Si esce sull’asfalto (731 m, 1.45 ore) accanto al Ponte dei Santi, seminascosto dalla vegetazione, e a un ristorante.
Si continua sulla strada, si supera il fondovalle da cui inizia a destra il sentiero di Capofiume e si sale con dei ripidi tornanti. Superati un ristorante in abbandono e i resti del monastero medievale San Domenico si raggiunge la Certosa di Trisulti (825 m, 0.45 ore), la cui consigliatissima visita richiede almeno 1 ora in più. Per ammirarla dall’alto si può seguire il sentiero per la Monna fino al belvedere del Vado di Porca (1050 m, 0.45 a/r in più).
Si riparte sulla strada che traversa un magnifico bosco di querce e ne esce alle Cappellette (832 m, 0.15 ore), da cui iniziano vari percorsi segnati. Si segue la carrareccia (segnavia LH4 e del Cammino di San Benedetto) che scende ripida nella valle del Rio, che si traversa (656 m) lasciando a destra un sentiero per la cascata di Capo Rio.
Una risalita a mezza costa porta alla chiesa della Santissima Trinità (726 m, 1 ora). Si scende per una strada asfaltata che tocca delle ville, piega a destra e sbuca (640 m) su una strada più ampia. Una breve salita porta al Pozzo d’Antullo (670 m), una gigantesca dolina di sprofondamento con lo sfondo della Rotonaria e della Monna. Accanto al Pozzo è un’accogliente area da picnic. Sulla strada, che tocca il cimitero di Collepardo, si torna al punto di partenza (0.45 ore).
Stefano Ardito, Natalino Russo Sentieri del Lazio, Unioncamere Lazio e Touring Club Italiano, 2021
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