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Le vette che separano il cuore del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise dalla piana bonificata del Fucino, nelle giornate giuste, regalano panorami favolosi. Vale per il Monte Turchio e per il Monte Fontecchia (che trovate descritto in questo sito), vale per il Monte Faito, “soli” 1459 metri, che domina Ortona dei Marsi e si raggiunge comodamente da Aschi.

Dal pianoro e dalla croce della cima si vedono il Velino, il Sirente, il Corno Grande, il Prena e il Camicia, il Morrone e il Monte Amaro della Maiella. Verso ovest, chiudono l’orizzonte il Pizzo Deta e il Viglio.

La piana del Fucino, con Telespazio e i borghi, si scopre come da un aereo in volo. Del vicinissimo Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, invece si vedono solo il Monte Turchio, il Marcolano e l’Argatone, che nascondono le cime più alte. Il sentiero che sale da Aschi fino al pianoro e alla croce della cima è comodo e alla portata di quasi tutti, e può essere abbreviato seguendo in auto la stradina iniziale.

Non ci sono segnavia, ma non se ne sente la mancanza. Sul Monte Civitella, belvedere su Ortona dei Marsi, spiccano i resti di una delle tante cinte fortificate dagli antichi Marsi che si incontrano su queste solitarie montagne.   

A causa della quota, questa è una camminata ideale per la primavera o l’autunno, e da non fare nelle giornate più calde dell’estate. Tra settembre e ottobre, nelle settimane dei bramiti e dei duelli tra i maschi, il Monte Faito e il vicino Monte Civitella ospitano centinaia di cervi.  

  • Dislivello: da 470 a 540 m
  • Tempo: da 3.45 a 4 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, ma non nelle giornate più calde

Il borgo agricolo di Aschi Alto (1020 m) si raggiunge per una tortuosa strada di 3,5 km dalla provinciale della Valle del Giovenco, che sale da Pescina e da Ortona dei Marsi in direzione di San Sebastiano, Bisegna e Pescasseroli. Si posteggia in centro o dopo la successiva discesa, dove si staccano a sinistra Via Sperone (che conduce all’omonimo e suggestivo borgo abbandonato) e a destra Via Ponte.   

Una breve discesa a destra su quest’ultima porta a un bivio (1108 m), a una fonte e a un cartello che annuncia l’inizio del sentiero V11 del PNALM per Le Grette e Gioia dei Marsi. Si segue a piedi la strada asfaltata che inizia qui, passando tra due grandi stalle e poi salendo a mezza costa, in vista del Monte Mezzana e del Monte Miglio che sorvegliano la Valle del Giovenco.

Dopo qualche svolta la strada supera un valico con croce metallica (1182 m) e scende nella solitaria Valle Fredda, che un tempo era interamente coltivata. Dove la strada inizia a piegare a sinistra (1150 m, 1 ora), prima della Fontana San Nicola che dalla strada non si vede, si imbocca a destra una evidente carrareccia.

Fin qui, o poco prima, si può arrivare in auto, abbreviando notevolmente il percorso. Su alcune mappe la carrareccia e la strada sterrata sono disegnate allo stesso modo, generando confusione, ma sul terreno il bivio è del tutto evidente.

La carrareccia sale ai piedi dei rimboschimenti del Monte Civitella, sale a sinistra in diagonale, aggira degli spuntoni rocciosi e raggiunge un pianoro (1260 m) a poca distanza dal crinale. Poi continua a mezza costa a sinistra, supera un gradino più ripido e prosegue verso sinistra in piano.

Qui conviene lasciarla, e salire per un tratturo erboso che entra in un valloncello da cui si esce a destra. Poco più in alto si ritrova la carrareccia a un tornante, e la si segue in salita. Aggirato un primo cocuzzolo si sale alla cima del Monte Faito (1459 m, 1 ora), meraviglioso belvedere.

Si scende per la via di salita fino pianoro 1260 m, qui si lasciare la carrareccia e si scende per prati e pietraie verso il Monte Civitella. Da una sella (1233 m), si sale senza via obbligata anche a questa cima (1310 m, 0.45 ore dal Faito), dove sono i resti di una cinta fortificata italica. Bello anche il colpo d’occhio su Ortona dei Marsi. Si continua verso sud, con brevissimi saliscendi, per un largo crinale affacciato sulla Valle Fredda, poi una carrareccia riporta verso destra al percorso di salita in corrispondenza della croce 1183 m. Sulla strada si torna comodamente ad Aschi Alto (1.15 ore). La discesa per la via di salita è un po’ più breve (1.45 ore dalla vetta al paese).