Nel suo angolo più meridionale, tra il Monte Amiata e il confine con il Lazio, la Toscana offre paesaggi molto diversi da quelli delle colline di Firenze e del Chianti. I borghi medievali di Pitigliano, Sovana e Sorano si affacciano su profondi valloni scavati nel tufo da fiumi e torrenti. E’ lo stesso paesaggio della vicinissima Tuscia viterbese, che si ammira intorno a Tuscania e a Farnese.
E’ una terra che offre delle forti emozioni. Il tufo delle pareti dei canyon è stato utilizzato per millenni per costruire case, chiese e fortezze. In cielo volano rapaci di molte specie diverse, nel bosco oltre agli onnipresenti cinghiali compaiono spesso i caprioli. La Selva del Lamone, fittissima foresta di querce e lecci, ha segnato per secoli il confine tra le terre del Granduca e quelle del Papa.
Soprattutto, però, questa è la terra degli Etruschi. Intorno alle celebri tombe Pola e Ildebranda di Sovana, decine di necropoli compaiono davanti all’escursionista nei valloni. Pitigliano, al centro di questo paesaggio solenne, offre al viaggiatore un incontro a più facce.
Abitata dall’VIII secolo avanti Cristo, viene abbandonata duecento anni più tardi. Rinasce nel Medioevo, quando appartiene agli Aldobrandeschi e poi agli Orsini. Nel 1565 accoglie gli ebrei cacciati dallo Stato Pontificio, come dimostra oggi un’elegante sinagoga.
Nella zona, le antiche strade scavate nel tufo prendono da secoli il nome di “vie cave”. Sono percorsi suggestivi, che dopo l’arrivo delle strade e delle auto sono state lungo in abbandono, ma che da qualche anno il Comune di Pitigliano ha ripulito e ben segnato.
Il percorso che descrivo può essere facilmente accorciato o allungato. Non ci sono difficoltà, ma dopo forti piogge il fondo roccioso delle vie cave può essere scivoloso e richiedere attenzione. La mappa degli itinerari, esposta in molti punti di accesso, può essere ritirata gratuitamente all’Ufficio turistico.
- Dislivello: 220 m
- Tempo: 3 ore
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, ma non nelle giornate più calde
L’itinerario inizia dalla Piazza Garibaldi di Pitigliano (283 m), che si raggiunge dal paese moderno, dai posteggi e dalle fermate dei bus traversando Piazza Petruccioli e una volta medievale, o scavalcando con un ponte Via Santa Chiara. Su Piazza Garibaldi si affaccia l’Ufficio Turistico comunale.
Si sale tra l’Acquedotto mediceo e l’imponente Fortezza Orsini e si traversa Piazza della Repubblica toccando la Fontana delle Sette Cannelle. Si continua nel centro, seguendo Via Roma (“il Corso”), che tocca Piazza Gregorio VII e la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, o passando a sinistra per Via Zuccarelli, che traversa il Ghetto e passa accanto alla Sinagoga.
I due percorsi si ritrovano in Via Aldobrandeschi, nel quartiere di Capisotto, ai piedi della chiesa di San Rocco. Qui si scende a destra passando accanto ai vecchi lavatoi, e proseguendo con gradini e tornanti fino alla Porta di Sovana e a un quadrivio con cartelli (240 m).
Continuando per la ripida via cava di Poggio Cani si raggiunge la strada provinciale per Sovana. Pochi metri sulla strada portano a un tabellone con mappa delle vie cave (203 m, 0.30 ore). Delle frecce indicano i sentieri della zona.
Per prima cosa si percorre la strada sterrata che scende a traversare il fiume Lente e si addentra nella via cava di Fratenuti, le cui pareti raggiungono i venti metri di altezza, e che traversa l’omonima necropoli etrusca. Dopo 800 metri, dove la via cava si chiude (195 m) e una gradinata sale a sinistra, si torna per lo stesso itinerario alla provinciale. Occorrono 0.30 ore a/r.
Senza tornare all’asfalto si va a sinistra, si traversa un altro ponte sul Lente parallelo a quello della strada moderna, si superano un’area da picnic e altri cartelli, e si piega a sinistra fino all’inizio della via cava di San Giuseppe.
La si segue in salita, superando una prima strettoia, toccando la piccola necropoli etrusca di San Giuseppe, e oltrepassando poi una seconda strettoia, una cavità artificiale e un muro di sostegno. Un piacevole tratto a mezza costa porta a un arco di roccia e a un’immagine del Santo. Una nuova strettoia, a gradini, porta a un bivio dove si va a destra, sbucando su una strada sterrata.
Lungo questa, ancora verso destra, si esce su un altopiano coltivato e si sbuca (290 m, 0.30 ore) sulla Strada di San Pietro. Verso sinistra (cartelli) si può proseguire verso Sovana. Si va invece a destra, seguendo per 1,3 km la strada pianeggiante (tranquilla ma aperta alle auto, attenzione!) da cui riappare il borgo di Pitigliano.
A un bivio con cartelli (303 m) si scende a destra per la via cava dell’Annunziata, che riporta alla provinciale. Verso destra, su questa, si torna al ponte sul Lente (203 m, 0.45 ore) e alla base della via cava di Poggio Cani.
La si ripercorre in salita, e dal primo quadrivio (240 m) si va a destra sulla pianeggiante e spesso assolata Panoramica della Selciata, che costeggia dei giardini e prosegue ai piedi delle rupi di tufo che difendono il borgo verso sud. Dove la passeggiata finisce, si sale a sinistra per Via dei Lavatoi, che riporta a Piazza Petruccioli e al centro storico (0.30 ore).
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