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La dorsale che culmina nei 1455 metri del Monte Arunzo (sul web si trova anche Aurunzo, ma è un errore) separa l’alta valle del Liri, con i borghi di Petrella Liri, Castellafiume e Cappadocia, dai Piani Palentini dove sorgono Villa San Sebastiano e Scurcola Marsicana. Da qualche decennio, le pareti calcaree del versante occidentale della montagna vedono una singolare convivenza tra gli arrampicatori, che le frequentano regolarmente, e una popolazione di grifoni che si è spostata dal massiccio del Velino.

L’interessante itinerario che descrivo si svolge invece sul versante orientale del Monte Arunzo. Anche se il terreno è ripido, un comodo sentiero segnato sale a tornanti, in parte nel bosco e in parte su terreno scoperto, fino al piccolo rifugio (in realtà un bivacco, con cucina e tre posti-letto ma senza acqua) dedicato a Danilo Gargano. Il tracciato prosegue un po’ più stretto in direzione della cima. L’ultimo tratto, più faticoso del resto, include la salita di un ripido pendio erboso e un percorso a spirale verso la grande croce della vetta, su terreno a tratti roccioso ma senza alcuna difficoltà.

Il 5 settembre del 1955 Villa San Sebastiano, frazione di Tagliacozzo, è stata devastata da un’alluvione che uccise quattro persone. I rimboschimenti (oggi bellissimi) sui pendii di Monte Arunzo sono stati effettuati dopo quella data.

Nelle due edizioni della mia guida A piedi in Abruzzo ho descritto il Monte Arunzo nel capitolo dedicato alle vette tra il Fucino e la Valle del Liri, ma la zona può essere considerata una propaggine dei Carseolani. La nuova rete di sentieri segnati dai soci di Tagliacozzo del CAI (un gruppo all’interno della Sezione di Avezzano), sta rendendo più accessibile una zona dove l’orientamento è complicato dalla vegetazione e dalle rocce. Il tratto centrale di questo sentiero, però, merita qualche segnavia in più.

Dalla vetta, oltre ai boschi dei vicini Carseolani, si vedono il Velino, il Sirente, la Maiella, la piana del Fucino e il Viglio. La comparsa dei grifoni, che vanno e vengono dai loro nidi sulla parete sottostante, può rendere memorabile questa camminata. La neve a queste quote si trattiene di rado.

  • Dislivello: 730 m
  • Tempo: 4 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, consigliati la primavera e l’autunno

L’itinerario inizia da Villa San Sebastiano (720 m), dove conviene posteggiare sullo slargo con fontanella all’ingresso dell’abitato. A piedi si sale a Piazza Santa Barbara, dove una lapide ricorda l’alluvione che ha devastato il paese nel 1955. Si continua per Via Corradino e Via Montanara seguendo i rari segnavia bianco-rossi, si supera un fosso su un ponticello e si sale a sinistra per un breve sentiero riattraversando il fosso. Subito dopo un cartello indica il bivacco Gargano e il Monte Arunzo.

Si entra nel bosco superando un cancello con scritta (“I monti sono maestri muti, e fanno discepoli silenziosi”), poi si continua a salire a comodi tornanti tra i pini. Il sentiero esce a sinistra sui prati in vista dei Piani Palentini e del Velino, rientra nel bosco, e continua a salire in parte all’ombra e in parte allo scoperto, sempre con pendenze moderate, in vista anche della Maiella e del Fucino.

Una rampa verso destra porta a un bivio con cartelli e al piccolo rifugio Danilo Gargano (1126 m, 1.15 ore), circondato dal bosco e sempre aperto, che dev’essere trattato dagli escursionisti con gratitudine e rispetto. Poco prima, nella vegetazione, compare una bandiera tricolore.

Dagli ultimi cartelli si riprende a salire a larghi tornanti. Il sentiero, ora non segnato e meno battuto, si alza sui prati che separano due canaloni boscosi, e sembra terminare nei pressi del canalone di sinistra. Una traccia consente di superare in diagonale un ripido tratto erboso, poi il sentiero ricompare su dei pendii più comodi, dove appare qualche segnavia rosso.

Una diagonale ai piedi delle rocce del Monte Arunzo porta alla cresta, dove ci si affaccia su Cappadocia e sui boschi dei Monti Carseolani. Si va a destra per un ampio e ben segnato sentiero che costeggia delle pareti di roccia compatta sopra alle quali appare la croce del Monte Aurunzo. Una freccia nera suggerisce di salire direttamente in un canalino. Conviene invece seguire i segni rossi, che raggiungono una sella erbosa e poi salgono a destra alla cima (1455 m, 1.15 ore).

In discesa, tornati all’ultima sella, si può proseguire brevemente verso nord, accanto alla cresta, verso altre due croci visibili dai paesi sottostanti. Per tornare alla base, lungo il percorso di andata, si impiegano 0.45 ore fino al rifugio Gargano, e altrettanto da questo a Villa San Sebastiano.