Oggi, 8 maggio 2026, anche in Italia, le pagine della cultura dei giornali, le agenzie di stampa e i telegiornali fanno gli auguri a uno straordinario protagonista dell’informazione scientifica. Il titolo più bello, “un secolo di stupore selvaggio” è quello di Sky TG24. I siti specializzati in montagna e alpinismo tacciono, e fanno un serio errore.
Sir David Attenborough, nato nel 1926 nel Middlesex, coetaneo della regina Elisabetta II, oggi festeggia i 100 anni. La BBC e il Regno Unito celebrano da giorni l’uomo che ha trasformato la divulgazione scientifica in un fenomeno globale. Un professore dell’University College di Londra ha spiegato che Sir David ha reso la storia naturale “popolare quasi quanto il calcio”.
Negli anni, Attenborough ha pubblicato decine di libri e firmato centinaia di programmi della BBC e serie trasmesse in tutto il mondo come Life on Earth, The Blue Planet e The Living Planet. Per un periodo (suo malgrado, si è scritto) è stato anche un dirigente della BBC.
Dal 2000, con State of the Planet e poi con The Truth about Climate Change, il suo lavoro si è schierato con più forza in difesa dell’ambiente. Nel nuovo millennio, insieme al WWF, si è battuto per la tutela di 220.000 ettari di foresta pluviale del Borneo, un’estensione pari a due terzi dell’Italia.
Non tutti lo sanno, ma esiste anche un David Attenborough d’alta quota. E’ stato firmato da lui, infatti, The Ascent of Kangchenjunga, il documentario che la BBC ha dedicato alla prima salita della terza montagna della Terra. C’ero anch’io, il 7 giugno del 2005, alla cerimonia in cui l’Alpine Club e la Mount Everest Foundation hanno celebrato i 50 anni dall’impresa nello storico Ondaatje Theater della Royal Geographical Society.
Erano ancora vivi e vegeti, e felici di essere lì quella sera, George Band e Joe Brown che erano arrivati in vetta per primi il 25 maggio 1955, e poi Tony Streather e Norman Hardie che li hanno seguiti il giorno dopo. C’erano straordinari personaggi dell’alpinismo britannico come Chris Bonington e Doug Scott.
A incantare il pubblico, però, è stato l’intervento del quasi ottantenne Attenborough, che ha raccontato il suo lavoro (fatto a Londra, quella volta lui non è andato in Nepal) con un aneddoto dopo l’altro. Sir David, quella sera, ha preso in giro il capospedizione, l’alpinista e medico gallese Charles Evans, che era scomparso ormai da molti anni.
Il primo uomo a raggiungere, due anni prima e insieme a Tom Bourdillon, la Cima Sud dell’Everest, “era terrorizzato di trovarsi davanti a una telecamera”, e “non aveva la minima idea di dove guardare quando veniva inquadrato”. Questa verve, insieme all’amore per il pianeta che abitiamo, rendono straordinario il lavoro dell’uomo che oggi festeggia i 100 anni. Happy Birthday and Thank You, Sir David!
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