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Le alture che separano Castel Madama, la Valle dell’Aniene e la A24 Roma-L’Aquila-Teramo dai Monti Ruffi e dalla Via Empolitana sono frequentate solo dagli escursionisti locali, ma offrono itinerari suggestivi in un ambiente solitario e selvaggio. La zona, che culmina nei 780 metri del Colle Cerrito Piano, ed è gestita dall’Università Agraria di Castel Madama.

Tra i fitti boschi, che lasciano in alto lo spazio ai pascoli, compaiono monumenti dell’uomo come il settecentesco edificio del Casone (nella foto), affiancato da un copioso fontanile, e il sepolcro romano delle Grotte Penta, che significa “Grotte Dipinte”. Suggestiva la parete calcarea delle Vene, circondata dal bosco. Tra il 1943 e il 1944, la zona ha visto un’intensa attività delle formazioni partigiane locali, a iniziare dalla Banda Mameli.  

I primi percorsi segnati sono stati realizzati nel 2001 dall’associazione Sentiero Verde e dalla FIE, poi il lavoro è stato proseguito dall’Università Agraria e dalle sezioni locali del CAI. Si impegna nella zona anche l’Associazione Camminando con Stefano, che ricorda un giovane di Castel Madama brutalmente assassinato nel 2009.

Oggi i segnavia sono abbondanti, anche se a volte poco visibili. La mancanza di cartelli, però, li rende difficili da utilizzare. Il bellissimo itinerario che descrivo inizia dal Parco del Boschetto, purtroppo in cattive condizioni, tra Castel Madama e la Via Empolitana, a pochissima distanza dalla A24.

Il percorso è elementare, piuttosto lungo a causa dei numerosi saliscendi, e richiede di fare attenzione alla segnaletica soprattutto nella discesa verso Le Vene. Il bosco ripara per lunghi tratti dal caldo, se il terreno è scivoloso per la pioggia occorre fare attenzione nella discesa tra le Grotte Penta e il Casone.

  • Dislivello: 500 m
  • Tempo: 4 ore
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Dal centro di Castel Madama si seguono Via Discesa Empolitana e poi Via di Fonte Canoro. Scavalcata con un ponte la A24, inizia sulla sinistra Via delle Fratte, con ampio spazio per parcheggiare e un fontanile (340 m).

Dal casello di Castel Madama della A24 si segue la Via Empolitana, si passa sotto all’autostrada e si piega a sinistra per Via di Fonte Canoro, verso Castel Madama. Oltre il fontanile, sulla destra, inizia la strada asfaltata, affiancata dai primi segnavia, che porta al cancello (360 m) del Parco del Boschetto. Qui gli spazi per posteggiare sono pochi. 

Si supera il cancello per un varco pedonale, e si continua sulla stradina che traversa un rimboschimento e termina davanti a un edificio in rovina, una recinzione e un tabellone del Sentiero La Selva. Si sale per un ripido tratturo tra i pini, si tocca una tettoia, e si prosegue con minore pendenza sul crinale, superando la recinzione per un altro varco.

Il sentiero passa a pochi metri dal Colle Cario (505 m), da cui appaiono Castel Madama e i monti Prenestini e Lucretili, incluso il Gennaro. Oltre un bottino dell’Acquedotto del Simbrivio si scende a una sella e si risale a dei recinti per il bestiame (490 m, 0.45 ore).

Si riprende a salire verso Colle Colubro, per una carrareccia che piega a destra e poi a sinistra fino a un bivio. A destra, vicinissimi, sono un tavolo da picnic e un fontanile. Si affronta invece la ripida salita di sinistra, che porta a un bivio (550 m) con frecce di legno senza indicazioni.

Lasciato a destra l’itinerario di ritorno, si prosegue sul larghissimo crinale di Colle Colubro, scavalcando il punto più alto (569 m) ed entrando in un bel querceto. Dove la carrareccia finisce, il sentiero segnato continua con percorso ombroso ed evidente fino ai prati del Largo degli Sbirri, dove un palo (600 m) privo di cartelli precede un fontanile asciutto.

Dal palo, senza raggiungere il fontanile, si scende a destra a un secondo palo e si continua seguendo i segnavia, che diventano poco visibili su un prato. Più in basso il percorso ridiventa evidente, scende nel bosco, traversa un vallone e raggiunge il sito delle Vene (530 m, 0.45 ore), indicato da una lapide dell’Associazione Camminando con Stefano.

Il sentiero riparte costeggiando una parete calcarea strapiombante, lascia a sinistra una freccia e scende ripidamente nel bosco. Seguono un tratto in piano reso fastidioso dai rovi, e un prato con segnavia su paletti. Da un bivio accanto a un nuovo palo si scende a destra, sempre nel bosco, fino al sepolcro romano delle Grotte Penta (460 m), circondato dal bosco.

Si riparte traversando una radura, e poi superando delle rocce levigate che richiedono attenzione se bagnate. Traversato un vallone roccioso si scende al Casone (390 m, 0.45 ore), affiancato da un prato e da grande e suggestivo fontanile dove vive la rara salamandrina dagli occhiali.         

Si riparte sulla strada che sale e poi continua in piano. Da un altro bivio (405 m) con frecce senza indicazioni, senza scendere verso la Via Empolitana, si riprende a salire per una ripida carrareccia. Il percorso, evidente e affiancato da grandi querce, supera delle ripide rampe, poi diventa più comodo e traversa in vista dei Monti Prenestini. Dei saliscendi riportano al primo bivio con frecce (550 m, 0.45 ore). Da qui, sul percorso dell’andata, si torna al punto di partenza (1 ora).