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Ho dormito più volte nel vecchio, scricchiolante bivacco Lubrano, cancellato molti anni fa da una bufera di vento. Ero stato l’ultima volta nel Vallone della Fornaca poco prima dell’installazione del nuovo bivacco Desiati, alla fine dell’estate 2024, da parte dell’associazione Corridori del Cielo con l’appoggio della Regione Abruzzo, della Protezione Civile regionale e del Comune di Calascio, e il fondamentale apporto tecnico dell’Aviazione Leggera dell’Esercito.

E’ stata un’ottima iniziativa, e la mancanza di cartelli e segnavia per arrivarci è un peccato veniale, perché il sentiero si trova facilmente. Chi vuole trova una descrizione anche sul mio blog.

Il vero problema è un altro. All’interno del bivacco, altrimenti confortevole, non esistono materassi, cuscini né coperte. Il Covid-19 è passato da tempo. Quasi due anni dopo l’inaugurazione del bivacco non può trattarsi di una dimenticanza. Ma che senso ha?

Chi arriva in un bivacco per passare una notte in ambiente selvaggio può anche portare materassino e sacco a pelo, chi si ferma per un’emergenza no. Ma se qualcuno si ferma con qualche problema fisico, l’impossibilità di riposarsi bene e scaldarsi può avere delle conseguenze gravi.

La stessa situazione, da qualche anno, esiste nel bivacco Fusco, sul crinale principale della Maiella. Come verrà attrezzato il nuovo bivacco Pelino (o Maiorano, o Maiorano-Pelino) del Monte Amaro che sta venendo installato in questi giorni? Esiste una scelta dei Parchi, magari condivisa dal CAI, per rendere più scomodi e quindi meno frequentati i bivacchi?

Se è così non sono assolutamente d’accordo, anche perché nei bivacchi (il Lubrano, il Pelino e il Bafile, ma anche il Money, il Rainetto e tanti altri) ho passato alcune delle notti più scomode della mia vita, ma anche alcune delle più romantiche e suggestive.

Se la decisione c’è stata, perché nel mondo della montagna e nel CAI non se n’è parlato? Che ne pensano i Corridori del Cielo, il Comune di Calascio, il Soccorso Alpino, i politici abruzzesi che hanno patrocinato il nuovo bivacco Desiati e perfino il Club 2000m che compare tra i promotori? Che ne pensa – soprattutto – la Protezione Civile regionale che ha collaborato all’operazione, immagino, per rendere più sicuro il Gran Sasso?