Il turrito massiccio della Croda da Lago, che si alza a sud-ovest di Cortina, non può certo competere con l’imponenza delle Tofane, dell’Antelao, del Sorapiss e degli altri “tremila” che si affacciano sulla conca d’Ampezzo. Anche per questo motivo, però, le vie di arrampicata aperte tra l’Otto e il Novecento sulle sue guglie sono diventate rapidamente famose.
Ai piedi del versante orientale della Croda, accanto al suggestivo Lago Federa, sorge dal lontano 1901 un rifugio costruito dalla guida alpina Giovanni Barbaria, e che più tardi è stato venduto alla Sezione di Reichenberg del DÖAV, che lo ha gestito fino alla Prima Guerra Mondiale.
Nel 1920, dopo il ritorno della pace e il passaggio di Cortina al Regno d’Italia, l’edificio è stato affidato alla Sezione di Cortina del CAI. Dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, il rifugio è stato riaperto nel 1948 e dedicato a Gianni Palmieri, caduto nel conflitto, la cui famiglia aveva contribuito alle spese di ripristino.
Dal 1994 il rifugio è gestito dalla guida alpina e “Scoiattolo” di Cortina Modesto Alverà detto “Pazifico”. E’ possibile arrivare al rifugio lungo diversi itinerari che iniziano da Cortina, dal Passo Giau e da Selva di Cadore. Lo storico percorso da Campo di Sotto, che tocca la Malga Federa, è oggi una strada sterrata percorsa dai fuoristrada che svolgono servizio di taxi. Meglio salire dal Ponte di Rucurto sulla strada di Passo Giau, utilizzando un sentiero piacevole e tranquillo.
Il rifugio è un posto tappa dell’Alta Via numero Uno delle Dolomiti, nei pressi della struttura è una falesia attrezzata. D’inverno la strada innevata che sale da Campo di Sotto può essere percorsa con gli sci o con le ciaspole. In discesa si può usare lo slittino. In estate, la salita a Forcella Ambrizzola allunga il percorso di 1.15 ore a/r ma consente di allontanarsi dalla folla.
- Dislivello: da 490 a 730 m
- Tempo: da 3.15 a 4.30 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da giugno a ottobre. Ma attenzione alle date di apertura e chiusura del rifugio.
Il Ponte di Rucurto (1700 m) si raggiunge da Cortina d’Ampezzo per la strada che sale a Pocol, e poi deviando a sinistra in direzione di Passo Giau. Lo spazio per parcheggiare può esaurirsi nelle giornate di forte afflusso di escursionisti.
Un cartello indica l’inizio del sentiero (segnavia 437) che inizia in discesa, traversa un primo e poi un secondo ponticello, continua in piano e poi inizia a salire a mezza costa, in un magnifico bosco che diventa via via più ripido. Una salita diagonale, facilitata da una passerella e poi a un crinale ghiaioso, dove ci si affaccia (attenzione!) sulla gola del Rio di Formìn.
Si sale ripidamente per qualche metro, si traversa a mezza costa, e si scende a traversare il Rio prima della radura dov’è il Cason de Formìn (1860 m, 0.45 ore). A due bivii successivi si lasciano a destra il sentiero per la Forcella de Formìn (che si segue in discesa se si compie il giro della Croda da Lago) e a sinistra quello che arriva dal Ponte di Pezié de Parù, anch’esso sulla strada del Giau.
Si riprende a salire a svolte nel bosco (segnavia 434), si superano dei tornanti faticosi, poi si esce tra i boschi di abeti della Val Negra, e si continua quasi in piano ai piedi di pareti rocciose sempre più alte. Dei comodi saliscendi portano ad affacciarsi sul Lago Federa (o da Lago). Costeggiandolo a sinistra, qualche metro più in alto, si raggiunge il rifugio Palmieri-Croda da Lago (2046 m, 1 ora).
Oltre alla Croda da Lago, da qui, appaiono il Becco di Mezzodì, la Rocchetta di Prendera, e molti dei grandi massicci che chiudono la conca di Cortina. Il comodo sentiero che inizia a pochi metri dal rifugio (ancora segnavia 434) consente di salire comodamente a Forcella Ambrizzola (2274 m, 0.45 ora), da cui il panorama si apre verso la Civetta. La Croda da Lago è spettacolare anche da qui. In discesa, per la stessa via, occorrono 0.30 ore fino al rifugio, e 1.30 da questo al punto di partenza.
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