L’avventura c’è ancora, e per viverla non si deve andare in capo al mondo. E’ questo il messaggio che arriva da Hervé Barmasse, 48 anni, guida del Cervino, autore di decine di prime ascensioni e raffinato narratore di montagne, con il suo progetto Endurance-Italia.
In un mese, l’alpinista e atleta di Valtournenche (nella foto di Luca Rolli) ha raggiunto le cime più alte di tutte le regioni italiane, spostandosi da una montagna all’altra a piedi o in bicicletta. Tra la Sicilia, la Sardegna e il “Continente” ha viaggiato in barca a vela.
Dopo essere partito il 4 giugno da Cala Gonone, e aver iniziato il suo viaggio raggiungendo e salendo la Punta La Marmora, “tetto” della Sardegna, Barmasse ha proseguito la sua collezione con l’Etna, il Corno Grande del Gran Sasso, il Monte Gorzano, il Monte Vettore, il Monte Cimone e il Monte Prado. Per concludere il viaggio, ha affrontato i giganti delle Alpi come il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Piz Bernina, l’Ortles, la Marmolada e il Monte Coglians, la vetta più alta del Friuli. Il 3 luglio, di nuovo in bici, ha concluso la sua fatica a Trieste.
In tutto, Hervé Barmasse ha percorso 4.250 chilometri in bici o a piedi (una media di 137 al giorno!), che diventano quasi 5.000 considerando anche le miglia nautiche percorse in barca a vela. Il dislivello in salita complessivo è stato di 81.000 metri. A complicare le cose ci si è messo il caldo estremo di giugno, con temperature reali fino a 42° centigradi, e percepite di 45°.
“Prima di partire sapevo che il percorso era molto duro e che il mio fisico sarebbe andato incontro a una fatica mai sperimentata prima. Poi, il caldo ha reso questo mio viaggio molto più difficile di come lo avevo immaginato” ha spiegato l’alpinista valdostano all’arrivo.
“Ho ridotto i chilometri studiando percorsi alternativi, ma i metri di dislivello sono rimasti quasi gli stessi di quelli disegnati sulla carta. Soprattutto in bici le temperature erano insopportabili, tant’è che nelle stesse date, mentre io mi muovevo, molti eventi sportivi, come l’Ironman di Nizza, sono stati cancellati”.
“In montagna, tutto era più instabile ed estremamente delicato. Il rigelo della neve era sopra i 4.500 metri e i temporali sono stati particolarmente insidiosi nel tratto alpino. Per raggiungere la vetta di alcune montagne prima dei temporali cercavo di muovermi più velocemente e in orari non consueti. Era l’unica soluzione”.
“Ma c’è stata anche una nota positiva, queste condizioni mi hanno regalato la possibilità di essere solo su alcune delle più belle montagne delle Alpi come il Monte Bianco, la Punta Nordend del Rosa, il Bernina e l’Ortles, che d’estate sono particolarmente affollate” ha concluso Barmasse.
A spingere Endurance-Italia oltre la semplice performance sportiva, sono stati gli incontri con decine di appassionati, alpinisti, runner e curiosi, che hanno risposto all’appello di Hervé di essere parte del progetto e hanno percorso con lui alcuni tratti di sentiero in montagna, o lo hanno atteso lungo il percorso.
“Arrivare in vetta a queste montagne e incontrare l’abbraccio di così tanta gente con striscioni, bandiere, dolci e a volte anche una birra, ha reso la mia fatica una gioia” prosegue Hervé.
“Le persone che attendevano il mio arrivo quando pedalavo, prima del cambio scarpe per salire le montagne, con dei doni o un incoraggiamento, mi davano la forza di andare avanti anche quando il mio fisico stanco mi suggeriva di fermarmi. È anche grazie a loro se sono riuscito a muovermi per un mese senza un solo giorno di riposo. Ho ricevuto affetto e l’affetto l’ho trasformato in energia. A tutti coloro che c’erano o a chi mi ha scritto messaggi di incoraggiamento, va un enorme grazie”.
Alla durezza del viaggio ha fatto da contrappunto, giorno dopo giorno, la straordinaria bellezza dell’Italia. In poco più di quattro settimane Hervé Barmasse ha attraversato paesaggi profondamente diversi tra loro: dalle montagne della Sardegna e della Sicilia agli Appennini, dalle faggete del Centro Italia ai ghiacciai delle Alpi, attraversando un mosaico di ambienti, biodiversità, culture e tradizioni che rende il nostro Paese unico al mondo.
Un viaggio che ha raccontato un’Italia autentica e sorprendente, dimostrando che l’avventura non appartiene solo alle terre più remote, ma può iniziare anche a pochi chilometri da casa, se affrontata con curiosità, rispetto e autentico spirito di esplorazione.
“È stata un’esperienza ancora più intensa di quanto avessi immaginato. La continuità del percorso mi ha permesso di attraversare l’Italia nella sua straordinaria varietà, scoprendo, giorno dopo giorno, una natura sorprendente e una ricchezza di paesaggi che spesso diamo per scontata”. Il CAI ha patrocinato il progetto riconoscendone il valore sportivo, culturale e divulgativo.
“Ho avuto la conferma che lo sport e la montagna sono un mezzo per entrare in relazione con i luoghi e con le persone: un linguaggio universale capace di far conoscere territori, culture, tradizioni e storie, lasciando che sia il viaggio stesso a creare gli incontri più veri” conclude l’alpinista valdostano.
Un’ultima nota va all’espressione inglese By fair means, “Con mezzi leali”, che pochi frequentatori della montagna conoscono, ma che ha un ruolo fondamentale nella storia delle Alpi occidentali.
“Absolutely inaccessible by fair means” lasciò scritto il grande l’alpinista inglese Albert F. Mummery su un biglietto lasciato nel punto più alto da lui raggiunto sul Dente del Gigante, dove rinunciò a proseguire per non violare la montagna.
Oggi sul Cervino e sul Dente le corde fisse ci sono, e servono alle guide alpine per lavorare. E’ bello che uno di loro come Barmasse, che discende da tre generazioni di guide, ricordi quella frase e apprezzi il suo significato. Attendiamo gli articoli (o il libro?), il documentario e le serate in televisione e dal vivo in cui Hervé racconterà il suo viaggio. Intanto grazie.
Sponsor principali di Endurance-Italia sono stati Montura, Scarpa, Vibram, Enervit, il Comune di Valtournenche, Cervino il Ski Paradise, Julbo, Coros, Kästle, Grivel. Partner del progetto sono stati il Club Alpino Italiano, GiottiLine, Pirelli Cycling, Selle Italia e idmatch. Partner tecnici, infine, Castelli, Pinarello, Shimano, Northwave, Sony e Walbike.
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