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Il sentiero che sale verso le alte quote della Maiella dal versante di Pacentro, Campo di Giove e Sulmona è riservato a escursionisti bene allenati, ma resta uno dei più classici dell’Abruzzo e dell’intero Appennino.

Dopo il tratto più faticoso del percorso, che termina alla Forchetta di Maiella, si continua traversando la Valle e poi l’altopiano di Femmina Morta, avvicinandosi man mano al Monte Amaro (nella foto). Si passa a poca distanza dalla Grotta Canosa, utilizzata per secoli da greggi e pastori, che offre anche oggi un possibile riparo per la notte.

L’apertura nel 2026 del nuovo bivacco Pelino, sui 2793 metri della vetta di Monte Amaro, permette di suddividere questa lunga camminata in due giorni. Chi cerca un percorso più breve può fermarsi allo stazzo abbandonato di Fondo di Maiella, e tornare a valle passando per Fonte Romana e il suo semplice rifugio-ristorante. Attenzione, dopo lo scioglimento della neve primaverile non si incontrano sorgenti.  

  • Dislivello: 1540 m
  • Tempo: 9.15 ore a/r
  • Difficoltà: E per il terreno, EE per l’impegno fisico
  • Periodo consigliato: da giugno a ottobre

Il sentiero inizia accanto a una sbarra e a un ben visibile cartello del Parco della Maiella (1249 m), sulla strada che unisce Campo di Giove con il Passo San Leonardo (e quindi Sant’Eufemia a Maiella). Chi arriva da Pacentro deve piegare a destra verso Campo di Giove e proseguire per circa 1 km.

A piedi si segue una carrareccia (segnavia P5) che si dirige verso la Maiella. Raggiunti i primi faggi si passa accanto a una capanna pastorale a tholos, si prosegue su un prato e si inizia a salire superando qualche tratto ripido. Si traversa la carrareccia, la si ritrova e la si segue in diagonale fin dove essa termina.

Si riprende a salire in una bella faggeta, spesso segnata dalle valanghe che scendono dal versante occidentale della Maiella. Una rampa più ripida porta al margine di una zona rocciosa visibile già dalla partenza, e poi alla Fonte dell’Orso (1706 m).

Qui si esce dal bosco, entrando in diagonale nel Vallone Fondo di Maiella. Lo si attraversa in vista del Morrone e di Passo San Leonardo, si sale a un crinale e si raggiunge il pianoro dove sono i resti dello stazzo di Fondo di Maiella (1836 m, 1.30 ore), su un crinale ai piedi dell’omonimo vallone.

Poco oltre, a un bivio con cartelli, si lascia a destra un sentiero che sale da Fonte Romana e che offre un percorso alternativo, e si sale in diagonale, su terreno ripido e sassoso, fino a raggiungere (1920 m) un sentiero che arriva dagli stazzi del Collalto. Lo si segue a sinistra (segnavia P1), con altre rampe sassose, poi una lunga diagonale porta a una zona di grandi massi (2160 m circa), al centro del Vallone Fondo di Maiella.

Qui inizia il tratto più ripido della salita. Si supera un tratto ghiaioso, si va a destra con percorso più comodo, poi si torna a sinistra verso uno spuntone roccioso. Nell’ultimo tratto il vecchio sentiero è quasi scomparso, e si sale a strette svolte, badando a scegliere il percorso migliore, fino alla Forchetta (2420 m, 1.30 ore), dove ci si affaccia sul Fondo di Femmina Morta.

Si scende in diagonale verso l’altopiano, si raggiunge il Sentiero del Parco (segnavia P), e si piega verso nord, salendo nella lunga e coricata Valle di Femmina Morta fino a una larga sella (2488 m) oltre la quale si apre la depressione del Laghetto dove. In lontananza appare il Monte Amaro, coronato dal bivacco Pelino.

Qui il sentiero, affiancato da grandi ometti di pietre, obliqua a destra ai piedi del Monte Macellaro, superando dei tratti di ripide ghiaie e una facile cengia rocciosa, e poi ed esce su un largo crinale (2554 m). Si lasciano a destra il Piano Amaro, modellato dal carsismo, e i due sentieri segnati che scendono verso Fara San Martino e Taranta Peligna, poi si risale dolcemente verso una barriera rocciosa. Pochi minuti di salita verso destra portano alla Grotta Canosa (2604 m, 1.30 ore), protetta da un muro di sassi.

Si torna al sentiero, si supera un tratto ripido, si scende brevemente e si punta verso il ben visibile Monte Amaro. Superati dei massi dalle forme bizzarre e dei ripidi tornanti sulle ghiaie, una larga groppa sassosa porta alla vetta (2793 m, 0.45 ore) dove sono il nuovo bivacco Pelino e i resti del rifugio Vittorio Emanuele II e del bivacco Maiorano.

Il panorama, oltre alle vette più alte della Maiella dal Pescofalcone all’Acquaviva, include il Morrone e il lontano Gran Sasso. Verso est, oltre alle colline di Chieti, nelle giornate limpide compare il Mare Adriatico. La discesa per lo stesso itinerario richiede 1.45 ore fino a Forchetta di Maiella, e 2.15 ore da questa al punto di partenza.

Prima dello Stazzo Fondo di Maiella, piegando a sinistra, si può scendere per un sentiero nel bosco (segnavia P4), più comodo di quello della Fonte dell’Orso, fino a Fonte Romana, dove in estate funziona un semplice un ristorante, e poi alla strada asfaltata. Occorre lo stesso tempo, più 0.30 ore sull’asfalto per tornare al punto di partenza. In alternativa, da un bivio accanto a un ruscello, si va a destra per una carrareccia indicata da cartelli per Passo San Leonardo e che riporta al percorso dell’andata. Ci vuole qualche minuto in più, ma il percorso è più comodo.

Stefano Ardito Escursioni nel Parco Nazionale della Maiella, Idea Montagna 2022