libri

Sentieri del Lazio

Intorno a Roma, tra il Mar Tirreno e l’Appennino, c’è una terra
spettacolare, e adatta a chi ama camminare. Questa guida, che
ho scritto con l’amico e collega Natalino Russo, propone (con
descrizione, cartina e foto) 30 sentieri alla portata di tutti gli
escursionisti. Li proponiamo divisi per tema, passando dai
Sentieri delle Vette a quelli dell’Acqua, della Storia, della
Natura, della Fede e dei Borghi. E’ stato un piacere verificare
inserire percorsi inediti come quelli della Sabina (Anello di Farfa
e Gole del Farfa), uno dei “sentieri dei Briganti” degli amici di
Sonnino, la Cavendish Road di Montecassino e un percorso a
Cerveteri, realizzato dal Gruppo Archeologico Romano e da
Ogniquota, aderente a Federtrek. Tra le grotte di Collepardo e
la Certosa di Trisulti si toccano due ottimi (e recenti) interventi
della Regione Lazio. I sentieri sono bellezza, conoscenza,
salute ma anche una possibilità di lavoro nei territori. Per questo
l’intervento di Unioncamere Lazio fa piacere.

Stefano Ardito, Natalino Russo, Sentieri del Lazio, Unioncamere
Lazio e Touring Club Italiano, 144 pagine (più taccuino per il
viaggio)

Passeggiate ed escursioni sulle Dolomiti

Le Dolomiti, montagne belle, sorprendenti e inserite nel
Patrimonio mondiale dell’UNESCO, sono conosciute in tutto
il mondo. Ai piedi delle Tre Cime, della Marmolada e di
decine di altre vette straordinarie si snodano sentieri di
eccezionale fascino. I più noti, a luglio e agosto, sono molto
frequentati.
Questa guida presenta al lettore anche itinerari meno
conosciuti, che permettono di camminare lontano dalla folla.
Nel volume vengono descritti decine di classici percorsi in
direzione dei rifugi, passeggiate verso eremi e castelli, e le
salite verso vette facili come lo Sciliar, il Sassopiatto, il Col di
Lana e il Piz Boè.
Molti itinerari sono di media lunghezza, ma vengono
suggeriti anche dei percorsi brevi, accessibili alle famiglie
con bambini piccoli e agli escursionisti meno giovani. Non
mancano i sentieri adatti alle belle giornate di primavera e
d’autunno. Non resta che mettersi in marcia.

Stefano Ardito, Passeggiate ed escursioni sulle Dolomiti,
Newton Compton 2021, 448 pagine, 12 euro

Escursioni invernali nell’Appennino Centrale

La salita del Gran Sasso d’Italia nell’inverno è una delle gite
più piacevoli che si possano proporre. Dà soddisfazioni non
minori che la salita in estate di una delle più belle cime delle
Alpi verso i 4000 metri, come sarebbero nel gruppo del
Monte Rosa il Breithorn o la Vincent-Pyramide”.
Nel 1880 Corradino Sella, autore della prima salita invernale
del Corno Grande, ha sorpreso con queste parole gli alpinisti
locali, abituati all’Appennino in estate, e gli alpinisti del Nord,
convinti che neve e ghiaccio esistessero solo sul Monte
Bianco e il Monte Rosa e sul Cervino.
Oggi i frequentatori dei monti di Umbria, Marche, Abruzzo,
Lazio e Molise sanno che i Sibillini, il Gran Sasso, il
Terminillo, il Sirente e il Velino, i Simbruini-Ernici, i monti del
Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e la Majella
offrono itinerari affascinanti.
Ma l’Appennino d’inverno non va preso sottogamba. I 71
itinerari di questa guida vanno affrontati nei momenti giusti,
con attrezzatura e abbigliamenti corretto, da chi ha le
conoscenze necessarie. Le scuole del CAI e le guide alpine
possono rendere appagante e sicura l’esperienza
sull’Appennino innevato.

Stefano Ardito, Escursioni invernali nell’Appennino Centrale,
Idea Montagna 2021, 288 pagine, 24 euro

 

 

 

Everest, una storia lunga 100 anni

Un secolo fa, nella primavera del 1921, una spedizione
britannica lasciava Darjeeling e le sue piantagioni di tè per
dirigersi verso il Tibet e l’Everest. Iniziava l’epopea che
include la scomparsa di Andrew Irvine e George Mallory nel
1924, la scoperta della via dal Nepal e la prima salita di
Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953, le vie aperte in
seguito da americani, britannici, polacchi e cinesi.
Seguono la prima invernale del 1980, la diffusione delle
spedizioni commerciali, le tragedie causate da tempeste e da
valanghe, inclusa quella scatenata dal terremoto del 2015. E
si conclude con le storie di grandi alpinisti europei come
Simone Moro, Ueli Steck e Alex Txikon, e nepalesi come
Nirmal Purja e Kami Rita Sherpa, che arriva a 8848 metri per
ben 24 volte.
Ma intorno a una vetta c’è solo l’alpinismo. Parlare
dell’Everest significa raccontare la scoperta della montagna
nell’Ottocento, l’invasione cinese del Tibet nel 1948, le
questioni legate alla ricerca scientifica e all’ambiente, la
storia del popolo Sherpa. Il “Big E” è una miniera di storie.

Stefano Ardito Everest, una storia lunga 100 anni, Laterza 2021,
276 pagine, 20 euro

 

 

 

Escursione in Val di Fiemme

Benvenuti nella valle delle grandi foreste. Porta delle Dolomiti
per chi arriva dalla valle dell’Adige e da Trento, traversata dalle
acque dell’Avisio, la conca di Fiemme stupisce con il verde dei
suoi boschi di abeti che rivestono le pendici dei Lagorai, del
Latemar, delle Pale di San Martino e dei Cornacci. Popolata fino
dalla Preistoria, scandita da centri ricchi di storia e arte come
Tesero, Castello, Cavalese e Predazzo, la valle è passata dai
principi-vescovi di Trento all’Impero di Austria-Ungheria e poi
all’Italia unita senza perdere il suo carattere. Strade e fortilizi
della Grande Guerra, chiese affrescate, miniere e malghe
testimoniano di una storia ricca di spunti e suggestioni.
Traversata da alpinisti ed escursionisti che corrono verso le
Dolomiti di Fassa e le Pale, la conca di Fiemme merita di
essere esplorata con calma. Questa guida propone 42 itinerari
tra boschi di abete, pascoli, laghi alpini, le creste dei Lagorai e
di Cima Bocche, i valloni dei Cornacci, le architetture
dolomitiche del Latemar, del Mulaz e del Cimon della Pala.
Dalle cime appaiono la Marmolada e il Sassolungo, l’Agner e la
Civetta, i lontani massicci glaciali del Cevedale e dell’Ortles.

Stefano Ardito Escursioni in Val di Fiemme, Idea Montagna (2020),

208 pagine, 22 euro

 

 

 

 

Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni

“Stare a Roma e non fare mai una passeggiata a piedi sarebbe
poco divertente”. Così, un secolo e mezzo fa, si esprimeva
Henry James, uno scrittore nato a New York, trapiantato in Gran
Bretagna, che amava la città sulle rive del Tevere. Il mondo è
completamente cambiato, ma quella verità rimane. Solo chi va a
piedi, con gli occhi bene aperti, può scoprire molti spunti che
questa città unica al mondo può regalare. Questa guida inizia
con un capitolo di camminate urbane, nel centro storico (ci sono
anche un “sentiero del Barocco” e una passeggiata tra i palazzi
della politica) ma anche in aree meno frequentate come
Torpignattara e Garbatella. Il secondo capitolo è dedicato al
verde urbano e suburbano, da Villa Borghese all’Appia Antica.
Nel terzo è di scena ciò che resta della Campagna Romana,
cantata dai viaggiatori del Grand Tour ma in parte cancellata
dall’espansione dell’Urbe. Nel quarto e ultimo, che s’intitola “Più
lontano” compare una scelta di luoghi raggiungibili per una
camminata, dall’Argentario al Gran Sasso e dalla Sabina al
Circeo. In tutto sono 91 itinerari, adatti a tutte le stagioni
dell’anno.

Stefano Ardito, Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni,
Newton Compton, 412 pagine, 9,90 euro

 

 

 

 

Escursione in Val di Fassa

Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Marmolada, Sella. Basta
l’elenco dei massicci che la circondano per capire che la Val di
Fassa, traversata dall’Avisio, si apre nel cuore delle Dolomiti. In
Trentino, ma a due passi dall’Alto Adige e dal Veneto, la valle è
celebre tra alpinisti e sciatori. Chi preferisce camminare ha a
disposizione i celebri e affollati itinerari del Catinaccio e del
Vajolet, del Sassolungo e del Sella. Offrono atmosfere più
solitarie i percorsi intorno al Passo San Pellegrino, a Cima
Bocche e al Latemar. Tra i 42 itinerari descritti in questa guida
sono vie normali a vette celebri, e qualche percorso attrezzato.
Di grande interesse anche i sentieri che si svolgono a quote più
basse, di paese in paese, e che possono essere percorsi anche
in primavera e in autunno. Come altre zone delle Dolomiti, la
Val di Fassa e le sue cime sono state inserite dall’UNESCO
nell’elenco dei luoghi più belli della Terra. E’ un riconoscimento
prestigioso, e un invito a non snaturare questa bellezza
aggiungendo altri impianti di risalita ai moltissimi già esistenti.

Stefano Ardito Escursioni in Val di Fassa, Idea Montagna ,(2019)

224 pagine, 24 euro

 

 

 

 

Lazio Active. Guida agli sport nella natura

Il Lazio, la regione di Roma, è famoso grazie al Colosseo, ai
Fori, alla Basilica di San Pietro. I viaggiatori che arrivano
dall’Italia e dal mondo conoscono anche le abbazie di Farfa,
Montecassino e Subiaco, Villa Adriana e Ostia Antica, le tombe
etrusche di Cerveteri e Tarquinia, le isole di Ponza e Ventotene,
le spiagge di Sperlonga e di Anzio. Ma il Lazio è molto di pè, ed
è anche una regione di natura. Parchi e riserve naturali ospitano
cervi e camosci, lupi e orsi, orchidee selvatiche e centinaia di
specie di uccelli. Per esplorare laghi e vette, boschi di faggi e
paludi, torrenti e colline di tufo si possono percorrere sentieri,
piste ciclabili o strade sterrate. In alternativa si può impugnare
un arco, una mazza da golf o una pagaia, salire a cavallo,
affidarsi al vento con una barca a vela, un parapendio o un
windsurf. Nel Lazio, sport e natura sono un binomio da vivere.
Questa guida illustrata, curata insieme al collega Natalino
Russo, svela i luoghi dove praticare 30 sport nella natura, e
fornisce gli indirizzi di guide, circoli, scuole e associazioni. Il
testo è in italiano e in inglese.

Stefano Ardito, Natalino Russo Lazio Active. Guida agli sport
nella natura, Unioncamere Lazio – Touring Club Italiano 2019,
240 pagine, 15,90 euro

 

 

 

Le esplorazioni e le avventure che hanno cambiato la storia

Viaggiare ha sempre esercitato sull’uomo un fascino
irresistibile. Spingersi verso i confini del mondo, fin
dall’antichità, è stata la risposta al suo desiderio di conoscenza
e sete di avventura. Per terra o per mare, tra le montagne o nel
deserto, nessuna impresa è mai stata davvero impossibile e
spesso la determinazione di qualche sognatore ha spinto di un
passo avanti l’intera umanità. L’Amazzonia e il Sahara,
l’Antartide e il deserto di Gobi. E poi l’Everest, le Ande, la Luna,
gli oceani più tempestosi della Terra.
Questo libro racconta le avventure di Marco Polo e di Cristoforo
Colombo, di Ferdinando Magellano e di James Cook, di Henry
Morton Stanley e Charles Darwin, del Duca degli Abruzzi e di
Fosco Maraini, con uno sguardo agli esploratori moderni, da
Reinhold Messner a Neil Armstrong, e da Mike Horn a Simone
Moro. Una storia dell’umanità attraverso le grandi scoperte,
capaci di regalare emozioni al lettore di oggi.

Stefano Ardito Le esplorazioni e le avventure che hanno
cambiato la storia, Newton Compton 2018, 352 pagine, 1
2,90
euro

 

 

Alpini, una grande storia di guerra e di pace

Le vette della Grande Guerra e il gelo della ritirata di Russia, il
caldo torrido di Adua e le nevi dell’Albania e della Grecia, il
dolore della guerra civile combattuta tra il 1943 e il 1945 e
l’impegno degli ultimi anni in Afghanistan, in Medio Oriente e nel
dolore del Vajont, del Friuli. Di Amatrice e dell’Aquila. Una storia
che si legge come un libro di avventure, e che aiuta a capire e a
conoscere l’Italia di ieri e di oggi”.
Recita così la quarta di copertina del mio libro pubblicato da
Corbaccio nel centenario della nascita dell’Associazione
Nazionale Alpini. Un libro che parte dall’intuizione del capitano
Giuseppe Perrucchetti e del generale Cesare Ricotti Magnani, i
due “padri” degli Alpini, e che racconta la storia del corpo più
amato dell’Esercito Italiano fino ai giorni nostri.
Una storia che ho dedicato a mio padre Mario Ardito, giovane
ufficiale degli alpini in Albania, Grecia, Jugoslavia e Russia, e
poi durante la guerra di Liberazione.


Stefano Ardito Alpini, una grande storia di guerra e di pace,
Corbaccio 2019, 276 pagine, 18 euro, 

Sentieri dello Stelvio

Nel cuore geografico delle Alpi, dove l’Italia confina con la Svizzera e l’Austria, si estende una delle più belle e importanti

aree protette d’Europa. Nato nel 1935, passato grazie a successivi ampliamenti dagli 8.000 ettari iniziali agli attuali 134.619, il Parco Nazionale dello Stelvio ospita le vette dell’Ortles, del Gran Zebrù e del Cevedale, meravigliose foreste di abete rosso e larice, pascoli d’alta quota e cascate, e un centinaio di ghiacciai.

La mia guida, che ha il patrocinio del Parco, descrive 64 itinerari escursionistici nei tre versanti dell’area protetta (Lombardia, Alto Adige/Südtirol, Trentino). Ci sono facili passeggiate per tutti, gli itinerari verso tutti i rifugi di media e alta quota. Completano il quadro gli impegnativi percorsi che consentono di salire “tremila” come il Monte Vioz, la Croda di Cengles, la Cima Beltovo di Dentro e la Cima Solda. 64 modi per ammirare la fragile bellezza di un angolo straordinario delle Alpi.

Stefano Ardito, Sentieri dello Stelvio, 224 pagine, 21 euro, Idea Montagna 2018

 

I 50 sentieri più belli della Toscana

Nella mia esplorazione dei sentieri italiani, la regione di Firenze e di Siena mi ha offerto delle emozioni speciali. Negli anni ho raccontato le vette e gli enormi problemi ambientali delle Apuane, ho descritto i sentieri alle porte del capoluogo, ho individuato dei trekking come quello da Siena all’Argentario, che per anni è stato classico e frequentato, e il Firenze-Siena-Roma.
In questa guida, che ha richiesto lunghi e a volte complessi sopralluoghi, trovate le vette rocciose delle Apuane e dell’Appennino tosco-emiliano, la Toscana mediterranea del Parco della Maremma e dell’Elba, qualche tappa della Via Francigena, itinerari ispirati alla storia come quelli nelle “vie cave” di Pitigliano e a Sant’Anna di Stazzema.
Accanto ai Parchi nazionali e regionali, hanno un ruolo importante i castelli, le abbazie e le pievi, i borghi e le piccole città in cui vive l’anima della Toscana. Non mancano itinerari ispirati ai grandi personaggi del passato remoto o prossimo, da Michelangelo e Leonardo fino a Mario Luzi e a Tiziano Terzani.

Stefano Ardito, I 50 sentieri più belli della Toscana, 128 pagine, 12 euro, Iter Edizioni 2017.

Incontri ad alta quota

Alcuni alpinisti raccontano volentieri le loro storie, con altri bisogna faticare un po’. Ho iniziato più di trent’anni fa a intervistare personaggi della montagna per quotidiani e periodici.
Nei trentacinque “incontri” raccolti in questo volume sfilano star della montagna come Walter Bonatti e Reinhold Messner, e protagonisti dell’alpinismo di oggi come David Lama, Adam Ondra, Alexander Huber, “Manolo” Zanolla, Stefan Glowacz, Christophe Profit e Steve House. Le interviste con Edmund Hillary, Doug Scott, Jerzy Kukuczka, Chris Bonington, Nives Meroi e Simone Moro raccontano come sia cambiato l’alpinismo himalayano.
Altri “incontri”, realizzati qualche decennio fa, permettono di scoprire il K2 di Fritz Wiessner, Ardito Desio ed Erich Abram, il Monte Kenya di Felice Benuzzi, il sesto grado di Domenico Rudatis e Gino Soldà, lo Yosemite di Jim Bridwell, il Tibet di Fosco Maraini e di Heinrich Harrer. Nelle parole dei protagonisti compaiono le speranze, le paure, le idee, i sogni, il ricordo di amici e compagni scomparsi. Perché l’avventura in montagna è una pagina straordinaria di vita.

Stefano Ardito, Incontri ad alta quota, 378 pagine, 19,90 euro, Corbaccio 2017.

Sentieri nel Parco Sirente-Velino

Il Velino, innevato d’inverno, si lascia vedere dal centro di Roma. Dal Sirente, al centro della Penisola, è possibile scoprire l’Adriatico e il Tirreno. Affacciati a sud sul Fucino, a oriente su Sulmona, a nord sulla valle dell’Aterno e L’Aquila, i due massicci gemelli sono separati dall’Altopiano delle Rocche e dai suoi borghi.
Il grande pubblico li conosce grazie alle piste da sci di Campo Felice e Ovindoli. Gli escursionisti li apprezzano grazie alle loro centinaia di sentieri, che si trasformano d’inverno in itinerari con le ciaspole, i ramponi o gli sci.
Ai classici sentieri per le vette del Velino, del Costone, della Serra di Celano e del Sirente ho affiancato in questa guida degli itinerari più brevi verso valichi, belvedere e rifugi. Le passeggiate tra le rovine di Alba Fucens, sul Sentiero Silone di Pescina e lungo la Via Romana che collega Aielli a Ovindoli offrono incontri affascinanti con la storia.
Chi ama la natura scopre il volo dell’aquila e del grifone, può incontrare le tracce del lupo, o fotografare i cervi e i camosci reintrodotti sul Sirente. Il Lago della Duchessa, nel versante laziale, è tra i più suggestivi dell’Appennino.

Stefano Ardito, Sentieri nel Parco Sirente-Velino, 192 pagine, 12 euro, Iter Edizioni 2016.

Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

Le montagne d’Abruzzo, d’inverno, sono un grande spazio di natura e bellezza. Dal Gran Sasso alla Majella, passando per il Velino, i Monti della Laga, il Sirente, i Carseolani e gli Ernici e le giogaie del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, vette e valli, altopiani e faggete, borghi silenziosi e belvedere offrono agli escursionisti delle straordinarie emozioni.
Tra boschi e crinali innevati, molto spesso, compaiono il lupo, il cervo, l’aquila e l’avvoltoio grifone, il camoscio e gli altri animali protetti. Sulla neve, ogni tanto, si scoprono le tracce dell’orso.
Le ciaspole, le racchette da neve, sono uno strumento perfetto per addentrarsi in questo mondo affascinante. Leggere e facili da usare, consentono di inoltrarsi nei boschi
e nelle valli imbiancate, e di incontrare la bellezza e il silenzio a due passi dai borghi, dalle piste da sci e dalle strade.
Per proseguire in direzione delle vette, in molti casi, le ciaspole devono essere sostituite con i ramponi. Un gioco diverso, che richiede un po’ di esperienza in più di montagna, e che ripaga chi lo pratica con altre grandi emozioni.

Stefano Ardito e Angelo Monti, Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, 192 pagine, 12 euro, Iter Edizioni 2016.

Vette facili nelle Dolomiti

Tra Veneto, Alto Adige, Trentino e Friuli si alzano delle montagne famose. Modeste se confrontate con i massicci più elevati d’Europa (la Marmolada raggiunge i 3343 metri contro i 4807 del Monte Bianco), sono state scoperte da viaggiatori e alpinisti dopo le Alpi occidentali, ma sono rapidamente diventate famose. Oggi milioni di Europei le scelgono come mete di vacanza estiva e invernale.
La notorietà delle Dolomiti si spiega con la facilità di accesso, gli armoniosi paesaggi “costruiti” nei secoli dall’uomo, una fauna e una flora molto varie e, paesi e monumenti di grande fascino. A renderle uniche, però, sono le forme della roccia, che l’erosione ha scolpito formando torri, pareti e campanili. Il colore che varia tra il grigio, il giallo, il rosso e l’ocra le rende ancora più suggestive.
In questa guida descrivo 30 vie normali di salita, su tutti i massicci delle Dolomiti. Ci sono passeggiate verso straordinari belvedere come il Lagazuoi Piccolo, il Monte Pore e il Nuvolau, e ascensioni più lunghe verso il Monte Pez, il Sassopiatto e il Ciavàl. Non possono mancare all’appello vette celebri e affascinanti come il Piz Boè, la Tofana di Rozes, il Sass da Putia e la Roda di Vaèl.

Stefano Ardito, Vette facili nelle Dolomiti, 184 pagine, 14,90 euro, Touring Club Italiano 2016.

Parco di Veio

La città etrusca di Veio, orgogliosa rivale dell’Urbe, è stata sconfitta e rasa al suolo duemilacinquecento anni fa. A ricordarla, oltre alle sculture nel Museo di Villa Giulia, sono meraviglie archeologiche come il Ponte Sodo, la Piazza d’Armi, il Santuario di Portonaccio e le tombe affrescate.
Il Parco di Veio, uno dei più estesi del Lazio, tutela degli straordinari monumenti archeologici. Ma include borghi medievali, forre incise nel tufo, torrenti e cascate, campagne suggestive e integre a pochi chilometri da Roma. Accanto alle vacche maremmane, ai cavalli e alle pecore al pascolo vivono rapaci, picchi, mammiferi, farfalle e la rara salamandrina dagli occhiali. A primavera la campagna si colora di fiori.
In questa guida, realizzata in collaborazione con il Parco, descrivo i sentieri segnati che traversano le campagne di Veio e le aree verdi all’interno del GRA. Propongo passeggiate per tutti, camminate più lunghe, le ultime tappe della Via Francigena che conduce i pellegrini verso San Pietro.
Nella prima parte del volume presento al lettore gli otto splendidi borghi del Parco (Campagnano di Roma, Formello, Sacrofano, Mazzano Romano, Magliano Romano, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano), che meritano una visita attenta.

Stefano Ardito, Parco di Veio, guida ai borghi e ai sentieri 96 pagine, 8 euro, Iter Edizioni 2016.

Il Sentiero Silone

“Tutto quello che m’è avvenuto di scrivere, e probabilmente tutto quello che ancora scriverò, benché io abbia viaggiato e vissuto a lungo all’estero, si riferisce unicamente a quella parte della contrada che con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui”.
Con queste parole Ignazio Silone, nato nel 1900 a Pescina, ha definito la sua opera, che include capolavori come Fontamara, Il segreto di Luca e L’avventura di un povero cristiano. E’ facile, a Pescina e nei suoi dintorni, riscoprire gli edifici, i paesaggi, gli orizzonti descritti da Ignazio Silone.
Ho contribuito, insieme a Roberto Ranalli e agli altri amici del CAI locale, a far nascere il Sentiero Silone, che si snoda dal Duomo e dalla casa dello scrittore toccando l’ex-convento di San Francesco, la casa-museo Mazzarino, la Croce dei Passionisti e il corso del fiume Giovenco, e che si conclude accanto alla tomba dello scrittore.
Questo libro racconta la storia e i monumenti di Pescina, che conserva i segni del terremoto del 1915. Introduce alla vita e all’arte di Ignazio Silone, una delle figure più importanti della letteratura italiana del Novecento. E si conclude descrivendo passo dopo passo il Sentiero e le sue varianti. Non mancano le citazioni delle opere di Silone riferite ai luoghi che via via si toccano.

Stefano Ardito, Il Sentiero Silone, 128 pagine, 15 euro, Ricerche & Redazioni 2015.

Alpi di guerra, Alpi di pace

Premio Cortina Montagna 2015

Un secolo fa la Grande Guerra ha insanguinato l’Europa. Nelle terribili battaglie combattute sui fronti della Somme, della Galizia, dell’Isonzo e del Carso hanno perso la vita milioni di ufficiali e soldati. Altri milioni di uomini sono stati mutilati o feriti. Sul fronte alpino, dal Passo dello Stelvio alle Alpi Giulie, sono state combattute battaglie ad alta quota, tra pareti di roccia e ghiacciai, che hanno emozionato generazioni di Europei.
Sulle Dolomiti, sull’Adamello, sul Pasubio, sullo Jôf di Montasio e su decine di altri massicci, i militari italiani e austro-ungarici hanno costruito sentieri di arroccamento e vie attrezzate, caserme e fortezze, teleferiche e caverne artificiali. Cannoni e mitragliatrici sono stati issati fin sulle vette più alte.
Oggi, mentre le trincee del Fronte occidentale e del Carso sono state riassorbite in un paesaggio di pace, le Alpi centrali e orientali sono diventate un grande museo all’aria aperta, percorso ogni anno da decine di migliaia di turisti, escursionisti e alpinisti. Per capire la tempesta che ha sconvolto tra il 1915 e il 1918 le Alpi occorre conoscere gli eventi, i loro protagonisti, il mondo che li circondava. Capire il passato serve a costruire un’Europa di pace.

Stefano Ardito, Alpi di guerra, Alpi di pace, 272 pagine, 19,90 euro, Corbaccio 2014.

Storia dell’alpinismo in Abruzzo

Il Corno Piccolo e il Corno Grande, la severa Nord del Camicia, le pareti e le creste del Sirente, dell’Intermèsoli e della Cima delle Murelle. Poi le vette minori in veste invernale, le cascate di ghiaccio della Laga e di altri massicci, le falesie di Roccamorice, di Pietrasecca, di Pennadomo e dell’Aquilano.
Questo libro, uscito nel 2014, è diventato un classico della letteratura sulle nostre montagne. Ci trovate le storiche avventure di De Marchi e Delfico, gli anni dell’esplorazione sistematica di vette e pareti, le grandi imprese degli Aquilotti, di Gigi Mario, di Pierluigi Bini, di Giampiero Di Federico, le scalate più recenti su roccia e ghiaccio sulle grandi pareti d’Abruzzo.
Oltre che ai personaggi ho dedicato molta attenzione anche alle storie locali e “minori”, all’esplorazione invernale delle vette, elementari in estate, del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e del Velino. Con un pensiero agli amici che ci hanno lasciato, da Tiziano Cantalamessa fino a Pino Sabbatini, a Roberto Iannilli e a Luca D’Andrea.

Stefano Ardito, Storia dell’Alpinismo in Abruzzo, 304 pagine, 25 euro, Ricerche & Redazioni 2014.

La Grande Avventura

Nell’agosto del 1913 un gruppo di austeri signori, attrezzati con pendoli, termometri, palloni-sonda e teodoliti, si imbarca a Marsiglia per Bombay. Li attende un lungo viaggio nel cuore dell’Asia, destinato a interrompersi nell’estate del 1914 con la notizia dello scoppio della Grande Guerra in Europa.
A ideare e dirigere la spedizione è il medico torinese Filippo De Filippi, medico e cronista delle spedizioni del Duca degli Abruzzi in Alaska e al K2. Lo accompagnano altri otto esploratori e ricercatori italiani, due inglesi e due indiani.
In un anno e mezzo, con tappe a Skardu, a Leh, sul ghiacciaio Rimu, sull’altopiano del Dèpsang e a Kashgar, de Filippi e compagni percorrono le valli del Karakorum, dell’Himalaya occidentale e del Turkestan cinese.
Esplorano il ghiacciaio Rimu, superano più volte i 6000 metri. Mappano territori inesplorati, raccolgono campioni di rocce, effettuano rilevazioni gravimetriche, studiano popoli come i Baltì, i Ladakhi, gli Uiguri e i Kirghisi.
Nel libro racconto la vita di De Filippi e l’avventura del 1913-’14. Un viaggio che ha aperto la strada ad altri straordinari viaggiatori come Giuseppe Tucci, Fosco Maraini e Ardito Desio. Il loro viaggio, anche se si conclude in maniera imprevista, resta una “grande avventura”, che a cent’anni di distanza continua a interessare e affascinare.

Stefano Ardito, La Grande Avventura, 232 pagine, 18,60 euro, Corbaccio 2013.