itinerari

NEL MONUMENTO NATURALE DEL FOSSO DELLA CECCHIGNOLA (ROMA)

La più giovane area protetta del Lazio, nata nel 2019, tutela i 99 ettari del Fosso della Cecchignola, a due passi dalla Città Militare e dal GRA. Si tratta di un lembo di Campagna Romana sopravvissuto al cemento, sorvegliato dal Castello medievale della Cecchignola e la Torre dell’Acqua dell’ACEA. Ci sono anche una piccola grotta e una torre romana (nella foto). Il sentiero-natura è stato tracciato dall’Associazione La Vigna.

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IL SENTIERO DELLE QUERCE DA SUGHERO, DA MONTE CIOCCI AL PINETO E ALLA CICLOPEDONALE (ROMA)

La Valle Aurelia e il Parco del Pineto, noto per il suo panorama sul “Cupolone” di San Pietro, formano una delle aree verdi più suggestive di Roma. La ciclopedonale che collega il belvedere di Monte Ciocci al Policlinico Gemelli è uno dei migliori percorsi per camminatori e ciclisti realizzati negli ultimi anni dal Comune di Roma. La parte centrale del percorso offre un’atmosfera selvaggia, e l’incontro con bellissime querce da sughero.

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CON LE CIASPOLE DA PRATO DI MEZZO AL MONTE FORCELLONE (PNALM, LAZIO)

Il Monte Forcellone, coronato da una croce, si affaccia sulla Valle di Comino e su Atina, ed è una delle vette più frequentate del versante laziale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’itinerario che lo raggiunge da Prato di Mezzo è una elementare ciaspolata fino alla Fonte Fredda. Più in alto la pendenza aumenta un po’, e in un paio di passaggi, se la neve è ghiacciata, i ramponi sono più utili e sicuri delle ciaspole. L’itinerario è frequentato anche dagli scialpinisti.

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CON LE CIASPOLE DA PRATO COMUNE ALLA SELLA DI LEONESSA E AL MONTE ROTONDO (TERMINILLO, LAZIO)

Il massiccio centrale del Terminillo, con i suoi ripidi pendii adatti allo scialpinismo o ai ramponi, non offre molto spazio agli appassionati delle ciaspole. Con neve abbondante, però, è possibile seguire questo spettacolare anello, che tocca vari straordinari belvedere. Se la neve dura o ghiacciata può convenire togliere le ciaspole per salire a Monte Rotondo, e rinunciare alla discesa verso Prato Comune, per tornare seguendo il percorso dell’andata.

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CON LE CIASPOLE AI PANTANI DI ACCUMOLI (MONTI SIBILLINI, UMBRIA E LAZIO)

La conca dei Pantani, in territorio di Accumoli, è una classica meta in tutte le stagioni, e si raggiunge d’inverno con gli sci da fondo-escursionismo o le ciaspole. Un itinerario più lungo e ripido sale dai ruderi della chiesa della Madonna delle Coste e dall’agriturismo Alta Montagna Bio, nei pressi di Accumoli. Uno sciagurato progetto della Regione Lazio prevede la costruzione di un rifugio-albergo nei pressi dei Pantani.

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DALLA VIA FRANCIGENA ALL’EREMO DI SAN GIROLAMO E AL MONTE FOGLIANO (MONTI CIMINI)

Nella meravigliosa foresta che sale verso il Monte Fogliano, il bellissimo Eremo di San Girolamo è stato scavato nel Cinquecento in uno spuntone di roccia lavica. La passeggiata che lo raggiunge può essere allungata salendo ai 966 metri della vetta, rivestita dal bosco e deturpata da grandi antenne, e ancora di più partendo a piedi dalla Via Francigena. I segnavia del CAI di Viterbo e degli itinerari di mountain-bike dedicati a Rita Chiodi da un’associazione locale consentono di orientarsi facilmente.

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LA CIMA DEL REDENTORE E IL MONTE ALTINO (PARCO DEI MONTI AURUNCI, LAZIO)

La Cima del Redentore, che sorveglia il golfo di Formia e Gaeta da 1252 metri di quota, ospita dal 1900 una enorme statua del Redentore. Da qui si ammira un meraviglioso panorama, che include le Isole Ponziane, Ischia e il Vesuvio. Dal Monte Altino si vedono anche la Ciociaria e l’Appennino. L’itinerario, oggi in buona parte segnato, segue la “Strada della Statua”, allargata da un restauro esagerato, in cui sono stati installati chilometri di staccionate.

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IL SENTIERO DELL’ANTICA VEIO E DEL PONTE SODO (PARCO DI VEIO, LAZIO)

Veio, città etrusca a venti chilometri dal Campidoglio, è stata la prima grande rivale di Roma antica, un ruolo che è poi passato a Cartagine. Messa a ferro e fuoco nel 396 dalle truppe di Furio Camillo, la città antica offre al visitatore di oggi poche rovine e il fascino del Ponte Sodo, un tunnel scavato dagli Etruschi per far defluire le acque del torrente Cremera. Il Parco regionale di Veio tiene in discrete condizioni i sentieri, ma si possono sempre incontrare tratti fangosi o con vegetazione intricata.

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