itinerari

IL MONTE I PORCINI E IL MONTE DI CAMBIO (TERMINILLO, LAZIO)

Il Monte di Cambio, bastione settentrionale dei Monti Reatini, è collegato alla Sella di Leonessa da un tormentato e spettacolare crinale. Se si tocca anche il solitario Monte i Porcini si ottiene un itinerario suggestivo, e che offre magnifici panorami sul Terminillo e i ripidi valloni che scendono verso la Salaria. Dalla mia guida “Vette dell’Appennino centrale” (Idea Montagna, 2019)

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VALLE LUNGA, MERAVIGLIA SCONOSCIUTA (PARCO D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE)

La Valle Lunga, tra le più belle del Parco, sale verso la cresta che unisce i monti Altare e Tartaro, ed è nota per la sua popolazione di cervi. In primavera, al fascino del paesaggio e della fauna si aggiunge quello delle acque del Lago Vivo. Il sentiero indicato dai segnavia K5, fondamentale per questo percorso, non compare su molte mappe.

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SULLE CRESTE DI CAMPO CATINO (MONTI ERNICI, LAZIO)

Torna la neve sulle creste dell’Appennino. E la stazione sciistica di Campo Catino, a 1800 metri di quota, è il punto di partenza di un classico e panoramico itinerario, dove occorre avere con sé sia le ciaspole sia i ramponi. Lo dimostrano i numerosi incidenti avvenuti a escursionisti male attrezzati e ai loro accompagnatori improvvisati.

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DAL PIAN DELLA FAGGETA AL MONTE SEMPREVISA (MONTI LEPINI, LAZIO)

Quando sulle catene più alte dell’Appennino arriva la prima neve, lo spettacolo dei colori dell’autunno sulle montagne del Lazio si sposta per qualche settimana ancora sui Lucretili, gli Ausoni, i Sabini e i Lepini, dei massicci minori ma di grande suggestione. Dal Semprevisa (ma qualcuno in zona dice “la” Semprevisa), lo sguardo spazia verso il Circeo, il Mar Tirreno e le isole di Ponza e Ventotene. Il sentiero è comodo, e da qualche anno ben segnato.

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IL RIFUGIO PANEPUCCI E IL MONTE SAN FRANCO (GRAN SASSO, ABRUZZO)

Una vetta frequentata e con un panorama inconsueto, un itinerario con un dislivello contenuto e che si svolge per la prima parte tra i faggi. A questi tradizionali motivi per salire al Monte San Franco si aggiungono la recente sistemazione e l’apertura nei weekend del rifugio che ricorda Antonella Panepucci Alessandri. La cresta dei Coppi, anche se elementare, offre un percorso divertente.

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AL MONTE AMARO PER LA RAVA DEL FERRO (PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA, ABRUZZO)

L’impressionante canalone della Rava del Ferro, che incide il versante occidentale della Majella e sbuca in cresta tra il Monte Pescofalcone e il Monte Amaro, offre l’itinerario più breve verso la vetta più alta del massiccio. E’ un percorso in ambiente selvaggio, riservato a camminatori allenati, che nelle prime ore del mattino resta in ombra anche in piena estate. Sulle rocce compaiono spesso i camosci.

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DALLA DIGA DI MORASCO AL RIFUGIO CLAUDIO E BRUNO (VAL FORMAZZA, PIEMONTE)

La Val Formazza, la più settentrionale dell’Ossola, è la valle dell’acqua. La cascata del Toce (o della Frua), che precipita per 140 metri, è stata descritta da Horace-Bénédict de Saussure e Giosuè Carducci. A partire dal 1911, le acque della valle sono state imbrigliate in un sistema di laghi artificiali, e la cascata si vede solo in alcuni orari. Il sentiero che sale ai rifugi offre un percorso suggestivo.

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LA VIA NORMALE DEL MANGART (ALPI GIULIE, SLOVENIA E ITALIA)

Chi ama le vette solitarie può accomodarsi altrove, perché il Mangart, 2677 metri, è una delle cime più frequentate delle Alpi. Ma questa bella vetta rocciosa, sul confine tra Italia e Slovenia, è un meraviglioso belvedere, e l’unica grande cima delle Alpi Giulie a offrire un avvicinamento comodo. L’itinerario è tratto dalla mia guida “I 50 rifugi più belli del Friuli-Venezia Giulia”, pubblicato da Iter.

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DA ARNOUVA AL RIFUGIO ELENA E AL COL FERRET (MONTE BIANCO, VALLE D’AOSTA)

Uno dei sentieri più frequentati del versante italiano del Monte Bianco sale dai boschi di Arno1uva ai 2543 metri del Col Ferret, sul confine tra Italia e Svizzera. Sul percorso tratto dalla guida “I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta”, che ho scritto con Cesare Re, è l’accogliente rifugio Elena. Meravigliosi i panorami verso il Mont Dolent e la parete Est delle Grandes Jorasses.

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MONTAGNA DI PIZZOLI, IL SENTIERO DEI TRE RIFUGI (ALTA VALLE DELL’ATERNO, ABRUZZO)

Un nuovo e bellissimo sentiero, ideale per la primavera e l’autunno, con panorami verso il Gran Sasso, i Monti della Laga e il Monte Calvo, tra il centro storico di Pizzoli e gli altopiani intorno al Monte Marine. Sul percorso, oltre ai rifugi Chicchiricchì (sempre aperto, all’interno un tavolo e delle sedie) e Santa Pupa (chiavi al CAI di Barete) sta nascendo un’accogliente struttura dedicata a Federico Martinelli, un giovane di Pizzoli scomparso nel 2015.

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DALLA VAL FONDILLO AL MONTE AMARO DI OPI (PARCO D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE)

Maggio è uno dei mesi più belli per percorrere il ripido sentiero che sale al Monte Amaro di Opi. In attesa dell’uscita della mia nuova guida ai Sentieri del Parco d’Abruzzo, ecco la descrizione di un percorso che è bene percorrere prima del caldo e delle limitazioni dell’estate. La vetta è uno dei migliori belvedere del Parco, sulla cresta si fotografano quasi sempre i camosci.

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CORNO GRANDE PER IL GHIACCIAIO DEL CALDERONE (GRAN SASSO, ABRUZZO)

In piena estate il Ghiacciaio del Calderone, che è il più meridionale d’Europa, si riduce a qualche lingua di ghiaccio fossile nascosta sotto alle pietraie. In primavera invece, questo spettacolare pendio circondato dalle quattro vette del Corno Grande offre un facile, meraviglioso e frequentatissimo itinerario alpinistico verso la cima più elevata dell’Appennino. Sono necessari la piccozza e i ramponi, consigliato il casco. Che follia non aprire la cabinovia, almeno nei weekend!

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IL MATAJUR E IL SUO PANORAMA (PREALPI FRIULANE)

Spesso i panorami migliori si godono da montagne non eccelse ma isolate. Lo dimostra nel modo migliore il Matajur, che raggiunge i 1641 metri di quota e sorveglia il confine tra l’Italia e la Slovenia tra le valli del Natisone e dell’Isonzo. Dalla cima, oltre alle Alpi Carniche e Giulie, si vedono le valli slovene, la pianura friulana e il Mare Adriatico.

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DA TERELLE AL MONTE CAIRO (MONTE CAIRO, LAZIO)

Una montagna imponente e poco nota domina Cassino e l’Autostrada del Sole. Il Monte Cairo, molto amato dagli escursionisti della zona, raggiunge i 1670 metri di quota e offre dei magnifici panorami verso l’Appennino e il Tirreno Su uno sperone che si stacca dalla montagna sorge la celebre Abbazia di Montecassino. Accanto al sentiero, breve ma piuttosto ripido, sono resti di postazioni tedesche della Linea Gustav.

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PANTALICA, TRA NECROPOLI E CANYON (MONTI IBLEI, SICILIA)

A un’ora d’auto da Siracusa e da Noto, attende gli escursionisti che amano le esplorazioni tra storia e natura una delle città antiche più sorprendenti della Sicilia. Pantalica, città dei Sicani e poi dei Bizantini, conserva tombe rupestri e resti di edifici altomedievali. I canyon, le grotte, torrenti e le fioriture rendono questa camminata straordinaria.

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