Dislivello: 770 m
Tempo: 3.45 ore a/r
Difficoltà: T fino al rifugio, E fino al Colle

Quello che sale al Col Ferret è un sentiero suggestivo, spesso affollato, che inizia con pendenza moderata e affronta un tratto abbastanza ripido al di là del rifugio. Oltre ad ammirare l’aguzza vetta del Dolent e la straordinaria parete Est delle Jorasses, si può riflettere sul rapido ritiro del ghiacciaio di Pré de Bar e delle altre colate del massiccio.

Da Arnouva (1769 m), al termine della strada della Val Ferret, si segue a piedi la strada sterrata di fondovalle, chiusa alle auto, indicata dai segnavia gialli 25 e da quelli giallo-neri del Tour du Mont Blanc.
Lasciati a sinistra gli impegnativi sentieri per il bivacco Comino e il rifugio Dalmazzi, si passa davanti alle rossastre pareti del Mont Greuvetta, si taglia per una lunga scorciatoia un interminabile tornante e si raggiunge il panoramico pianoro che ospita il rifugio Elena (2062 m, 1 ora), parzialmente interrato per essere al riparo dalle valanghe.
Il sentiero riparte toccando i casolari dell’Alpe di Pré de Bar, si alza ripidamente (è il tratto più faticoso) verso la baita in rovina del Tramail de Pré de Bar (2264 m), poi entra nel solitario Vallone della Combette. A un bivio (2316 m) si torna a sinistra tenendosi sul sentiero principale. Un comodo percorso a mezza costa porta alla sella erbosa del Col Ferret (2547 m, 1.15 ore), meraviglioso belvedere sul confine tra Italia e Svizzera.
Chi cerca una gita più lunga può salire a sinistra, per un’ampia cresta erbosa, alla Tête de Ferret (2719 m, 1 ora a/r). La discesa ad Arnouva per l’itinerario di salita richiede 1.30 ore.