Dislivello: da 700 a 1270 m
Tempo: da 4.30 a 7.15 ore a/r
Difficoltà: T fino al rifugio Pizzini, E/EE per il Casati e la Cima di Solda

Da Santa Caterina Valfurva si segue la stretta strada asfaltata che sale a un vasto posteggio (2130 m) ai piedi del rifugio-albergo dei Forni. Il pedaggio per la sosta può essere pagato all’inizio della strada o al rifugio.
Si segue la più alta (segnavia 555 e 528) delle due strade sterrate che iniziano dal rifugio, che traversa un bosco di pino cembro e si affaccia sul ghiacciaio dei Forni e le sue vette. Si passa davanti alla Malga dei Forni, si aggira un crinale e si continua in vista del Cevedale.
Un percorso evidente e monotono, ma in ambente magnifico, porta a un rifugio del Parco, a un ponte e al rifugio Pizzini-Frattola (2700 m, 1.45 ore).
Si riparte sulla strada sterrata (segnavia 528) che traversa il pianoro acquitrinoso dei Laghi di Cedec, e sale a un bivio (2820 m) nei pressi della base della teleferica del rifugio Casati.
Si traversa una conca, poi si affronta per un ripido sentiero la scarpata detritica del Passo del Cevedale. Una lunga serie di tornanti e una traversata a sinistra portano al Passo e ai resti di trincee e baracche austro-ungariche. Subito dopo è il rifugio Casati (3279 m, 1.45 ore).
Si riparte a sinistra del rifugio, si sale al rifugio Guasti, si continua accanto ad altre postazioni della Grande Guerra e si raggiunge un’ampia sella di ghiaie o neve. Un sentierino sale alla Cima meridionale di Solda (3376 m, 0.45 ore a/r), dove sono una croce e il sedile di un cannone. Nel meraviglioso panorama spiccano l’Ortles, il Gran Zebrù e i crepacci della Vedretta di Solda. La discesa richiede 2 ore fino al rifugio Pizzini, e 1.30 ore da questo al posteggio.