Dislivello: 550 metri
Tempo: 3.15 ore a/r
Difficoltà: E

Da Formia si sale al borgo medievale di Maranola, e si prosegue sulla ripida strada che s’inerpica sui pendii dei Monti Aurunci. Dopo una serie di stretti tornanti, si va a destra fino al pianoro di Campone, poi si sale a uno slargo (819 metri), poco a valle del rifugio di Pornito, aperto dalla primavera all’autunno con servizio di bar-ristorante.
A piedi si imbocca il viottolo, indicato da cartelli e dai segnavia 960, che scavalca un costone ed entra in uno spettacolare vallone dominato dal Monte Altino e dalla Cima del Redentore. Il tracciato, affiancato da una vistosa staccionata, traversa a mezza costa, sale con una serie di tornanti, poi traversa ancora fino all’antro che ospita la chiesa-santuario di San Michele (1160 metri), normalmente chiusa a chiave.
Altri comodi tornanti, su un pendio di ghiaie, conducono alla Sella Sola (1226 metri) e a un altopiano da cui si vedono numerose cime degli Aurunci. Piegando a destra, altre svolte portano alla Cima del Redentore (1252 metri, 1.30 ore) e alla sua statua. Da qui si vedono Ischia, Ventotene, Ponza, la costa al confine tra Lazio e Campania e il Vesuvio.
Si ridiscende alla Sella Sola, si lasciano a destra i segnavia 961 per il Monte Sant’Angelo e il Monte Petrella, e si riprende a salire per un largo crinale di erba e sassi, seguendo tracce di sentiero e segnavia bianco-rossi non sempre ben visibili. L’itinerario, però, è del tutto evidente.
La salita si conclude sulla vetta del Monte Altino (1367 metri, 0.30 ore), da cui il panorama si allarga verso il boscoso versante settentrionale dei Monti Aurunci, la Ciociaria e le cime del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. Per l’itinerario dell’andata si torna alla Sella Sola e al punto di partenza (1.15 ore).