Cerveteri, la Cisra degli Etruschi e la Caere degli antichi Romani, è una delle meraviglie del Lazio. Molti dei suoi visitatori si limitano a esplorare la Necropoli della Banditaccia (la visita è a pagamento) e il centro medievale.
Dal borgo e dalle necropoli, invece, iniziano dei suggestivi itinerari a piedi. Le cascate del Fosso della Mola, che scende da Castel Giuliano, sono state scoperte dall’amico Jacopo Fantoli, e sono diventate frequentate grazie al mio “A piedi nel Lazio”. Oggi quella guida è stata sostituita dalle mie “Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni” pubblicate da Newton Compton, e la zona continua a meritare una visita.
Se si inizia sul sentiero sistemato dal Gruppo Archeologico Romano e dall’associazione Ogniquota si ottiene una delle camminate collinari più belle del Lazio, in ambiente a tratti selvaggio. Percorsi più lunghi e complessi (difficoltà EE) consentono di toccare le cascate del Braccio di Mare e dell’Arenile.

Dislivello: 200 m
Tempo: 3.30 ore a/r
Difficoltà: E

Dall’abitato moderno di Cerveteri, senza entrare nel borgo, si raggiunge il posteggio (100 m) della Necropoli della Banditaccia, da visitare prima o dopo la camminata.
A piedi si segue la strada sterrata, affiancata da segnavia bianco-rossi, che costeggia la recinzione della Necropoli. Si oltrepassa uno spiazzo, e al bivio successivo si imbocca a destra la spettacolare Via degli Inferi, incisa nel tufo e circondata da tombe.
Si tocca la Tomba delle Colonne Doriche, si raggiunge un’altra tagliata e si arriva a un guado che forma una piccola cascata. Senza traversare il ruscello si va a sinistra, nel bosco, e se ne esce su una strada sterrata (120 m, 0.30 ore), accanto ai resti della Porta Coperta di Cerveteri.
Si continua sulla strada, lasciandone a destra un’altra in discesa, ed entrando in salita nei boschi di querce del Belvedere del Principe. A un bivio dove la carrareccia lascia il posto a due sentieri si segue quello di destra, si traversa un fosso e si risale a un belvedere roccioso (204 m).
Il sentiero scende decisamente e poi si divide in più rami. Si continua sul tracciato centrale, si piega a sinistra e si scende al Fosso della Mola. Lo si guada su una briglia in cemento, e si va a sinistra accanto a delle ferriere in rovina.
Si superano la confluenza del Fosso della Caldara e una specie di cengia, e si raggiunge la base della cascata principale (140 m, 1.15 ore), che si getta in un suggestivo laghetto. Il ritorno, sull’itinerario di andata, richiede il medesimo tempo (1.45 ore).

Stefano Ardito “Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni” (Newton Compton, 2020)