Tutta la catena che chiude a sud la Val Vény offre straordinari panorami sul massiccio. Il Mont Fortin, 2758 metri, offre una magnifica visione “aerea” del ghiacciaio del Miage che s’incunea tra l’Aiguille de Trélatête e il Monte Bianco, da cui scende l’imponente colata del Brouillard.
Sul Mont Fortin, e sul vicino Col de Chavannes, i ruderi di numerose casermette ricordano la guerra del giugno 1940, e la “pugnalata alle spalle” inferta da Mussolini alla Francia. La chiusura alle auto dell’ultimo tratto della strada della Val Vény ha allungato il percorso, se si sale con i bus-navetta si può arrivare a la Visaille risparmiando 0.30 ore a/r. I ripidissimi pendii ghiaiosi del Mont Fortin e del Col de Chavannes devono essere affrontati dopo il completo scioglimento della neve.

Dislivello: 1250 m
Tempo: 6.45 ore a/r
Difficoltà: EE
Quando andare: da luglio a fine settembre

Da Courmayeur si segue la strada della Val Vény fino ai grandi posteggi di Plan Vény (1580 m), oltre i quali la strada è chiusa al traffico privato. A piedi si segue una strada sterrata, si lascia a destra il ponte per le baite di Frêney, e si continua su un sentiero a tratti scomodo (segnavia 7 e dell’Alta Via n. 2) che costeggia il torrente e sale a la Visaille e allo Chalet de Miage (1657 m). Per una monotona strada asfaltata si continua per 3 km fino al Ponte di Combal (1954 m, 1.15 ore), affacciato sull’omonimo pianoro acquitrinoso.
Si supera il ponte, si continua per 100 metri sulla strada, e si imbocca a sinistra il sentiero del Tour du Mont Blanc che sale ai ruderi delle baite dell’Alpe inferiore de l’Arp Vieille, dove il panorama diventa favoloso. Il sentiero continua sui pascoli, traversa il torrente e porta a un bivio (2260 m, 0.45 ore) prima dell’Alpe superiore de l’Arp Vieille.
Si va a destra lasciando il TMB, e si sale per prati verso le rocce e le ghiaie del Mont Fortin. Il percorso diventa più ripido, continua sulle ghiaie e porta a un panoramico crinale. Da qui (attenzione!) si traversa un ripido canalone, e si continua a mezza costa fino a sbucare sui prati poco a valle della cima (2758 m, 1.30 ore), dove sono i resti di un grande ricovero militare. Dall’altra parte compare il ghiacciaio del Rutor.
Il sentiero scende a mezza costa sul versante di La Thuile, tocca dei laghetti, e continua a saliscendi ai piedi del Mont Percé fino al Col de Chavannes (2603 m, 1 ora), dov’è un’altra casermetta e dove ci si riaffaccia sul Monte Bianco.
La discesa (segnavia dell’Alta Via n. 2) inizia con delle diagonali su dei ripidissimi pendii di rocce e ghiaie (attenzione!), poi continua su terreno più comodo toccando due bunker in rovina.
Una volta raggiunto il fondovalle lo si percorre in vista dell’Aiguille de Trélatête. Al termine del pianoro (2100 m, 1 ora), senza raggiungere l’Alpe della Lex Blanche e il rifugio Elisabetta, si segue un sentiero che scende in diagonale al Lago di Combal e alla strada sterrata. Lungo questa si torna al percorso di andata e al posteggio (1.45 ore).