Rivestito da fitte faggete che in autunno offrono un magnifico spettacolo, circondato dalle cime più alte dei Monti della Laga, il Fosso di Selva Grande offre degli itinerari di grande suggestione. Sulla destra orografica della valle, in primavera, scroscia la Cascata delle Barche, la più fotografata della Laga.
Oltre la Cascata e il bivio per la via normale del Monte Gorzano, il Fosso offre una lunga e suggestiva passeggiata. Le rovine degli stazzi della Pacina e della Padula raccontano quanto, in passato, la zona fosse frequentata dai pastori.
La salita finale verso il crinale e il Pizzo di Moscio è ripida è faticosa, ma l’itinerario è suggestivo anche se percorso solo in parte. Ci auguriamo che Capricchia, come le altre frazioni di Amatrice, possa risorgere presto.

Dislivello: da 550 a 1070 m
Tempo di salita: da 2.30 a 4.15 ore
Tempo di discesa: da 2 a 3.30 ore
Difficoltà: E
Quando andare: da fine maggio a fine ottobre

Da Amatrice si imbocca la statale per Campotosto, poi si devia a sinistra, si scende a un ponte sul Tronto e si raggiunge Capricchia (1106 m). La stradina costeggia i ruderi della frazione, entra in un vallone, sale a mezza costa, tocca una captazione dell’ENEL e raggiunge una sella (1384 m), dove inizia sulla destra una strada sterrata indicata da cartelli. Poco oltre è il monumento del Sacro Cuore, affacciato su Amatrice.
A piedi si segue la strada sterrata che inizia accanto al cartello, sale brevemente e poi inizia a scendere. Al primo bivio la si lascia per imboccare sulla destra un sentiero (segnavia 337) che si alza a mezza costa nel bosco e raggiunge un valloncello sassoso e un secondo bivio.
Qui (cartello) si lascia a sinistra il sentiero per la Cascata delle Barche, si risale il valloncello, si rientra nel bosco e si continua a mezza costa, su un sentiero da cui appare per un momento la cascata. Il tracciato (segnavia 337) tocca il bel pianoro dov’è la poco visibile sorgente Piani Fonte (1545 m), e lascia a destra (1559 m, 0.45 ore) il sentiero per il Monte Gorzano.
Una discesa porta al Fosso di Gorzano, chiuso da salti di roccia. Poco oltre, a un nuovo bivio (1539 m), si lascia a sinistra un sentiero per il Fosso di Selva Grande e San Martino. Una ripida salita, al margine della faggeta, porta al crinale dei Balzi Classette (1803 m, 0.45 ore), dove spiccano due grossi ometti, e che offre un bel panorama sul Fosso di Selva Grande e le sue vette.
Il sentiero scende a mezza costa tra grandi faggi fino ai ruderi dello stazzo della Pacina (1740 m, 0.15 ore). Si scende a traversare il Fosso di Selva Grande (1693 m), alla confluenza del Fosso Pelone e di un altro solco che scende dalla Solagna. Si riparte con una ripida salita per una scarpata franosa, si traversa a destra un valloncello secondario, e si continua con una lunga e progressiva salita a mezza costa. Aggirato un crinale e toccata una piccola sorgente si raggiunge lo stazzo della Padula (1902 m, 0.45 ore), in buona parte crollato.
E’ possibile concludere l’escursione in questo punto. Se si vuol proseguire si continua con una lunga diagonale, si sale a svolte un ripido pendio e si esce sulla Sella della Solagna (2221 m, 1 ora). Si piega a sinistra sull’erboso crinale principale della Laga. Dove questo diventa molto ripido conviene spostarsi a destra per tracce, toccare un grande masso isolato e salire direttamente alla panoramica vetta del Pizzo di Moscio (2411 m, 0.45 ore), dov’è una grande croce.

Stefano Ardito, Sentieri del Parco Gran Sasso-Laga, 2018

Stefano Ardito, Natalino Russo, Sentieri del Lazio, Unioncamere Lazio-Touring Club Italiano, 2022