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La vicinanza alle acque dell’Adriatico, insieme all’abbondanza di spunti paesaggistici e storici, fa sì che, sui 929 chilometri della Via Francigena del Sud che unisce Roma con Brindisi e Santa Maria di Leuca, le tappe sulla costa a sud-est di Bari siano tra le più apprezzate e percorsa.

Uno dei tratti più suggestivi del percorso collega Polignano a Mare, resa celebre dalle sue scogliere calcaree e dalla statua che ricorda il cantante Domenico Modugno, autore e interprete di Volare, con l’altra cittadina costiera di Monopoli. Lungo la cammi nata si toccano le strette e profonde insenature – dei veri e propri piccoli fiordi rocciosi – di Port’Alga, Cala di Pozzo Vivo e Cala Incina (nella foto).

L’itinerario che descrivo, quasi interamente pianeggiante, comprende dei brevi e ripidi dislivelli solo per entrare e uscire dalle varie calette, con scalinate incise nella roccia. Come spesso accade nel tratto della Francigena del Sud che segue il litorale pugliese, la sensazione di isolamento all’interno delle insenature lascia in pochi minuti il posto a quella di camminare in un ambiente affollato, in vista di zone residenziali, di strade locali e dell’affollata statale 16 che collega Bari a Brindisi.

Dalla primavera all’autunno, se il mare non è agitato, a Port’Alga, a Cala di Pozzo Vivo e a Cala Incina è possibile fare il bagno, come dimostrano i molti residenti della zona che raggiungono queste insenature nei weekend.

Il centro storico di Polignano a Mare, e soprattutto il fiordo di Lama Monachile, è diventato da qualche anno uno dei più affollati della Puglia. Data la brevità della camminata, la soluzione migliore consiste nel tornare indietro per la via dell’andata. In alternativa si può proseguire fino a Monopoli, e tornare a Polignano in treno o in bus.   

  • Dislivello: 100 m
  • Tempo: 3.30 ore a/r
  • Difficoltà: T/E
  • Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera, non nelle giornate più calde

Da Piazza Garibaldi (23 m), all’ingresso del centro storico di Polignano a Mare, si supera sul Ponte Borbonico il fiordo roccioso di Lama Monachile, icona della cittadina, verso il quale si può scendere lungo le scalinate che iniziano prima e dopo il Ponte.

Proseguendo su Via San Vito e poi piegando a destra si raggiunge il Lungomare Domenico Modugno, dov’è la statua in bronzo del cantante, opera dello scultore argentino Hermann Mejer, che era nato qui a Polignano nel 1928. A pochi metri dal monumento sono due cartelli della Francigena del Sud. Se si compie anche una puntata nel borgo, la parte turistica della passeggiata richiede 1 ora.

Tornati a Piazza Garibaldi, si riparte verso est per Via Roma, e poi si piega a sinistra per raggiungere il Belvedere di Porta Palazzese, un altro dei luoghi più spettacolari della cittadina. Si prosegue per Via Toselli, Largo Grotta Ardito e il Lungomare di Polignano fino a raggiungere il vasto Piazzale Marco Polo (21 m).

Alla fine del Piazzale, sul marciapiede, un cartello della Francigena del Sud indica un sentiero ingombro di vegetazione, che costeggia degli edifici e passa davanti allo Scoglio dell’Eremita. Il percorso più comodo, consigliato nelle condizioni attuali, aggira a destra il campo sportivo, e prosegue per Via Luigi Pirandello e Via Federico Fellini. Tenendosi a sinistra a un bivio si raggiungono il posteggio e le poche case bianche di Port’Alga (15 m, 0.30 ore), uno dei punti più fotogenici della camminata.

Dal fondo del fiordo, oltre le barche tirate in secco, i segnavia bianco-rossi della Francigena del Sud risalgono per una stretta e ripida scalinata. Un tratto pianeggiante sull’altopiano precede la Cala di Pozzo Vivo, oltre la quale si può continuare per tracce su terreno roccioso verso la Punta di Pennalunga, con il suo tavolato calcareo proteso nel mare.

I segnavia della Francigena del Sud, invece, seguono una strada sterrata che corre parallela alla costa, e che raggiunge nuovamente l’asfalto a poca distanza dalla torre di Cala Incina. Senza raggiungerla, si scende per u viottolo a gradini fino al fondo dell’insenatura (0.45 ore), dove sono altre barche di pescatori e delle grotte usate come ripostigli e ripari. Dall’altra parte sono delle grotte più ampie.

Dalla spiaggetta, si costeggia a sinistra la Cala per un molo naturale, si supera una strettoia (attenzione) e si risale per una ripida scalinata fino alla Torre. Si torna brevemente verso l’interno sull’asfalto, si piega a destra all’ultimo bivio dell’andata, e si segue l’itinerario già percorso fino al centro di Polignano (1.15 ore).