Il Monte Amiata è uno straordinario belvedere. Nelle giornate serene, dalla croce eretta nel 1910, sulla sommità del vulcano lo sguardo spazia a ovest verso il Tirreno, l’Argentario, i monti dell’Uccellina e le isole. A sud sono il Lago di Bolsena, i Monti Cimini e le alture del Lago di Vico. A nord si vedono Montalcino, le Crete e Siena. D’inverno, nelle giornate più limpide, appaiono i monti dell’Abetone e le Apuane. Verso est si vede l’Appennino dal Casentino fino ai Sibillini e al Gran Sasso.
La “piccola Torre Eiffel” dell’Amiata è stata danneggiata più volte dai fulmini ma è sempre rimasta al suo posto. Tutt’intorno sorgono alberghi, impianti di risalita, chioschi, e antenne civili e militari. Più in basso si entra nella splendida foresta dell’Amiata, formata in prevalenza da faggi, interrotta da rupi di roccia vulcanica, massi ricoperti di muschio e sorgenti.
Sentieri e piste da sci consentono di salire a piedi alla Vetta con itinerari brevi o di media lunghezza, se si parte a piedi dai paesi i percorsi diventano più lunghi, ma (verificare gli orari, attenzione!) si può tornare alla base in bus. La segnaletica sul vulcano è caotica, con itinerari di una decina di reti e sistemi diversi. I sentieri della società Macchia Faggeta, che gestisce le foreste del versante senese, consentono però di raggiungere con sicurezza la cima.
- Dislivello: 950 metri in salita, da 70 a 950 metri in discesa
- Tempo: 3.30 ore in salita, 2.45 ore in discesa
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da maggio a fine ottobre
Da Via Roma, nel centro di Abbadia San Salvatore (822 m) si segue Via Cavour, si piega a destra in Via del Monastero e si raggiunge l’Abbazia, che merita una visita attenta. Da non perdere la navata, il grande Crocifisso ligneo, gli affreschi del transetto e la cripta con i suoi capitelli.
Dalla piazza si riparte piegando a sinistra e poi a destra, si traversa uno slargo e si continua lungo la Strada Vetta Amiata, che raggiunge il Museo della Miniera. A un bivio (900 m) si va a sinistra per via Federico Hamman, costeggiando un laghetto artificiale.
Dove l’asfalto finisce (930 m, 0.30 ore) si continua su una strada sterrata, indicata da segnavia e cartelli di vario tipo. Tenendosi a destra a un bivio ci si inoltra nella magnifica foresta dell’Amiata. Una rampa porta al Podere Cipriana (1050 metri, 0.45 ore), circondato da grandi abeti.
Si continua sulla strada sterrata, ora più dissestata, che raggiunge un bivio (1060 m) dove si piega a destra sul Sentiero del Capomacchia, indicato da segnavia bianco-rossi. Dopo una ripida rampa (la “Scala Santa”) il tracciato piega a sinistra e sale ancora fino ai resti della Capanna del Capomacchia (1260 m).
Numerosi tornanti nella faggeta portano alla strada asfaltata (1560 m, 1.30 ore) che sale dal Prato della Contessa alla cima. La si segue verso destra fino al bivio con la strada che sale da Abbadia San Salvatore. Subito dopo, a sinistra, è l’acquitrino della Piscina.
Si imbocca una carrareccia indicata da segnavia bianco-rossi, si lascia a sinistra l’anello del Corno di Bellaria, e si sale a destra lungo il sentiero della Scalettaia, affiancato da una Via Crucis. Ripide svolte portano ai grandi massi di roccia vulcanica della vetta (1738 m, 0.45 ore) e alla statua della Madonna degli Scout.
Si scende alla Croce dell’Amiata, da cui il panorama si apre in tutte le direzioni. Si continua seguendo la pista da sci o una carrareccia nel bosco fino al piazzale (1669 m, 0.15 ore) alla fine della strada, da cui si può tornare ad Abbadia in bus. Per scendere a piedi si continua per circa un chilometro sulla strada, si torna alla Piscina, e si continua sull’itinerario di salita fino al paese (2.30 ore dal piazzale).
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