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“La vigna sulla roccia, le fenditure / del muschio, i muri che intrigano / i rampicanti, i plinti di fiori e di / pietra”. Inizia così la Descrizione di Capri scritta nel 1952 da Pablo Neruda, scrittore, poeta e antifascista cileno. Le sue parole si affiancano a quelle di decine di letterati e artisti che, dall’antichità ai nostri giorni, hanno visitato l’isola più famosa d’Italia e forse anche del mondo, che chiude il Golfo di Napoli di fronte alla Penisola Sorrentina.

Anche chi non è mai stato a Capri conosce la celebre (e a volte affollatissima) Piazzetta, la Grotta Azzurra, i luoghi legati all’imperatore romano Tiberio, e naturalmente i Faraglioni, i tre scogli, alti un centinaio di metri, che si affiancano alla costa meridionale dell’isola. Pochi, invece, sanno che Capri è anche un luogo perfetto per camminare, soprattutto dall’autunno alla primavera.

Chi cerca una montagna affacciata sul mare può salire al Monte Solaro dal centro di Anacapri, o dall’abitato di Capri per l’impegnativo sentiero del Passetiello (EE, il passaggio finale è esposto), e spingersi a ovest verso il belvedere di Migliera. L’angolo orientale dell’isola, che descriviamo in questo itinerario, si presta a una camminata a metà tra escursionismo e turismo.

Il Parco Astarita, il sentiero delle Calanche e il sentiero Dentecala (corruzione di “dent’a cala”, “verso l’insenatura”) mostrano anche l’impegno del Comune di Capri, di alcune associazioni e della guida ambientale escursionistica Luigi Esposito per recuperare un prezioso patrimonio dell’isola. I tempi di questo itinerario non comprendono la visita di Villa Jovis e della Certosa, né le soste di contemplazione che possono riempire anche un’intera giornata. Chi cerca testi sulla storia e le curiosità di Capri li trova alla Libreria La Conchiglia.    

  • Dislivello: 280 m
  • Tempo: 3.15 ore
  • Difficoltà: T i viottoli, E i sentieri delle Calanche e Dentecala
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, d’estate non nelle ore più calde

Dalla Marina Grande, dove attraccano gli aliscafi e i traghetti che arrivano da Napoli, Ischia e Sorrento, si sale al centro di Capri con la funicolare o in bus. Dalla celebre e spesso affollata Piazzetta (145 m), a destra del Municipio, si imbocca la stretta Via Botteghe, che tocca la libreria La Conchiglia e poi cambia nome in Via Croce. Dall’inizio, si possono seguire le tradizionali ceramiche con l’indicazione per Villa Jovis.   

Una salita porta a un bivio (la Croce, 170 m) che può essere raggiunto dalla Piazzetta anche passando per Via Longano e per Via Sopramonte. Da qui si continua a salire per Via Tiberio, lasciando a sinistra la chiesa di San Michele, e poi traversando la zona residenziale di Tiberio.

A un bivio ci si tiene a destra (ancora indicazioni per Villa Jovis) e si raggiunge il Parco Astarita, che offre uno splendido panorama sulla costa rocciosa di Capri e sulla Penisola Sorrentina. Se il cancello di accesso è aperto, si può scendere per delle aeree ma comode gradinate fino a un belvedere impressionante. Usciti dal Parco si sale in breve all’area archeologica di Villa Jovis, a picco sul Salto di Tiberio, e alla chiesetta di Santa Maria del Soccorso (335 m, 0.45 ore).

Terminata la visita, poco a valle del cancello, si piega a destra (sinistra arrivando dal centro) per il Sentiero delle Calanche, recentemente restaurato dal Comune, che corre a mezza costa tra i lecci, si affaccia su Napoli e il Vesuvio, e poi scende all’ingresso di Villa Lysys, che si può visitare a pagamento. Per Via lo Capo si torna al percorso dell’andata e il quadrivio della Croce (170 m, 0.45 ore).

Qui si piega a sinistra (destra arrivando dal centro) per Via Matermania, che porta in breve a un bivio. Tenendosi a sinistra, e costeggiando delle pareti rocciose, si scende fino alla base (145 m) dell’Arco Naturale, oltre la quale la stradina è chiusa da una zona privata. Si risale all’ultimo bivio, si piega a sinistra per Via Dentecala, e si raggiunge la Piazzetta delle Noci (195 m, 0.30 ore), ennesimo belvedere.

Prima del belvedere, un viottolo selciato si addentra tra i pini della Piana delle Noci, e poi scende a un altro belvedere. Poco prima, un cartello indica il Sentiero Dentecala, che si abbassa a avolte nella pineta, scende a sinistra fino a riaffacciarsi sulla costa rocciosa, e poi torna a destra superando qualche elementare gradino scavato nella roccia.

Sbucati su un comodo viottolo, si raggiunge la base del Pizzolungo e si sale a mezza costa fino al Belvedere di Tragara (145 m, 0.45 ore), affacciato dall’alto sui Faraglioni. Un viottolo a gradini, poco prima, scende al Porto di Tragara, alla base del Faraglione di Terra.

Si riparte verso il centro su Via Tragara, affiancata da ville, da alberghi e da maioliche che ricordano i molti ospiti illustri della zona. Si continua per Via Camerelle, poi si scende a sinistra alla splendida Certosa di San Giacomo (100 m), che ospita il nuovo Museo archeologico di Capri e quello dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach. Oltre la Certosa, per Via Matteotti, si sale ai Giardini di Augusto (120 m), ennesimo e spettacolare belvedere sui Faraglioni, da cui si torna in breve alla Piazzetta (0.30 ore) passando davanti al celebre Hotel Quisisana. Chi vuole, dall’ingresso dei Giardini, può scendere a Marina Piccola (0.30 ore in più a/r) per la spettacolare Via Krupp, un viottolo a tornanti scavato nella roccia, e aperto solo dalla primavera all’autunno.