L’ampia sella dei Prati Sant’Elia, sul crinale che separa la Vallelonga dalla Val Roveto, cambia volto a seconda delle stagioni. In estate, la strada asfaltata che la raggiunge in 9 km da Collelongo la rende una meta frequentata soprattutto dalla gente del posto.
Gli escursionisti partono spesso da qui per raggiungere la Serra Lunga e il rifugio di Coppo dell’Orso, o attraversano il valico seguendo la Via dei Lupi o il Sentiero Frassati dell’Abruzzo. La strada che sale da Civita d’Antino è accessibile solo ai fuoristrada. In autunno, l’invadente presenza dei cacciatori (la zona è fuori dai confini del Parco) rende poco piacevole camminare.
D’inverno, l’arrivo al valico con le ciaspole è suggestivo e offre, dopo un lungo tratto nel bosco, un bel panorama verso il Pizzo Deta (nella foto) e il Sirente. E’ possibile proseguire verso il rifugio Sant’Elia o la Serra Lunga. Tranne che in caso di innevamento eccezionale, però, il percorso a piedi sulla strada asfaltata è troppo lungo per rendere l’itinerario piacevole.
Offre una bella alternativa il sentiero R11 del Parco, che inizia da Villavallelonga, e sale per un ripido e suggestivo vallone boscoso fino ad affacciarsi sulla strada a 4 km dal valico dei Prati Sant’Elia. Portando le ciaspole sullo zaino fin qui, e calzandole più avanti, si ottiene una camminata varia e interessante.
Il rifugio dei Prati Sant’Elia, chiuso a chiave e affiancato da un’ampia area da picnic, meriterebbe di essere ristrutturato e gestito, anche d’inverno. Lo dimostra il successo ottenuto da qualche anno da altre strutture simili, dall’Ecorifugio Cicerana nel PNALM al Viperella di Campo Staffi (Simbruini) e al rifugio Cima Alta al Gran Sasso.
- Dislivello: 620 m
- Tempo: 4.30 ore a/r
- Difficoltà: E nella prima parte, WT1 (escursione invernale facile) nella seconda.
- Periodo consigliato: da dicembre a marzo. In estate la strada è aperta alle auto
Dalla Piazza 4 Novembre di Villavallelonga (980 m), ai piedi della chiesa parrocchiale, si scende seguendo le indicazioni per i Prati d’Angro, si passa a destra della chiesa di San Sebastiano e si sale per Via Borgo Santa Maria. Usciti dal paese, si continua per la strada sterrata che tocca una fonte e una tabella della Via dei Lupi, e porta a un bivio dove iniziano i segnavia R1 e R11 PNALM.
Si piega a destra, seguendo i segnavia R11, per una strada sterrata che sale tra querce e affioramenti rocciosi, lascia a sinistra un tratturo non segnato ed entra in uno stretto vallone. Dove la strada finisce, si continua per un ripido sentiero sulla destra (sinistra orografica) del fosso. Salendo tra faggi e ginepri, si raggiunge uno slargo (1315 m, 1 ora) su un crinale.
Lasciato a sinistra il sentiero, che prosegue verso la Serralunga, si scende alla strada asfaltata che sale da Collelongo ai Prati Sant’Elia, e che da questo punto in avanti è solitamente innevata d’inverno, e offre un bel percorso con le ciaspole.
Salendo per 4 km sulla strada, circondata da una fitta faggeta, si raggiunge la larga sella dei Prati Sant’Elia (1541 m, 1.15 ore), tra la Vallelonga e la Val Roveto, sorvegliata dall’imponente Pizzo Deta. Alle spalle si vede il Sirente, per avvistare anche il Velino occorre alzarsi sulla cresta.
Oltre il valico, dov’è un grande cartello, la strada scende a destra verso Forchetta Morrea e Civita d’Antino. Proseguendo in piano e poi in discesa oltre il cartello, si scende per una breve strada innevata al rifugio Sant’Elia (1500 m, 0.15 ore), in una conca in vista del Monte Breccioso.
Chi ha voglia di camminare ancora, dal valico, può salire lungo la panoramica cresta della Serra Lunga, affiancata a sinistra dal bosco. Il ritorno richiede 0.15 ore dal rifugio al valico, 1 ora da questo allo slargo 1315 m, e 0.45 ore per la discesa finale a Villavallelonga.
Stefano Ardito Escursioni invernali nell’Appennino centrale, Idea Montagna 2021
Stefano Ardito, Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo, Iter 2016
Grazie davvero per il bell’articolo, come di consueto puntuale nei dettagli e corredato da foto con scorci mozzafiato (oltre ad essere appassionato di montagna sono anche appassionato di foto).
Conosco bene la zona e sul Breccioso sono salito l’Estate passata con il GEB (Gruppo Escursionisti Balsorano) di cui ne faccio parte, pur essendo ed abitando a Roma.
Mio suocero era di Balsorano e con mia moglie abbiamo un legame profondo per quei luoghi bellissimi ma, ahimè, come scrivi anche tu spesso desolati ma, soprattutto, abbandonati al loro destino. Comune denominatore, devo dire, anche di molte altre cime del Lazio dove spesso trovare un segnavia è vicenda piuttosto “ardita”…scusa il gioco di parole.
Un abbraccio
Grazie Stefano, ricambio l’abbraccio!